Le sorprese sono appena iniziate. La questione FIA-FOTA riguardo i regolamenti per il campionato prossimo venturo, la possibile uscita dal giro di colossi quali Ferrari Toyota e Renault, l'inizio di una nuova "era" di piccole squadre. Il mondo della F1 è stato scosso dalle fondamenta in questi ultimi mesi e le novità si susseguono di giorno in giorno.

La ferma decisione di Mosley di imporre un tetto al budget di 45 milioni di euro sin dal prossimo anno, ha risvegliato l'interesse di una marea di piccole squadre e di businessmen interessati ad intraprendere l'avventura nella massima formula. Dopo i fatti recenti della Honda, si temeva per il futuro stesso della F1, con Toyota e Renault incerte sul da farsi. Ed ecco che, a pochi mesi di distanza, l'intervento di Max Mosley, per il bene proprio o dello sport non ci interessa ora, porta una fiumana di richieste di partecipazione. Un ritorno al passato, ai tempi delle 26 monoposto e più in griglia.

La prima era stata la USF1, poi rinominata in USGPE, una squadra nata con lo scopo di portare sulla F1 l'attenzione anche del pubblico americano, da sempre lontano da questa categoria. Il team neonato aveva sondato il campo molto presto in realtà, addirittura nel tentativo azzardato di un'ingresso nel circus già dal 2009. Con i regolamenti approvati dalla FIA di recente, però, l'interesse nei confronti della F1 si è improvvisamente risvegliato, con le dichiarazioni di diversi team manager di altre categorie riguardo la possibilità di iscrizione al campionato. E' chiaro che la certezza di avere ampie possibilità di sviluppo della monoposto, unita al tetto di pochi milioni di euro di spese, ha aperto la porta a molte piccole e nuove realtà. La Lola, marchio storico della F1 ritiratosi da diversi anni, la Campos, squadra spagnola attualmente in F3, la Prodrive, che già aveva tentato due anni fa l'accesso come team satellite della McLaren, la Litespeed. Ed altri nomi ancora sono stati accostati a questi, la March su tutti.

E' di oggi la notizia che persino Alexander Wurz, ex pilota e collaudatore di F1, ha iscritto una propria scuderia in vista della stagione a venire. Si tratta del Team Superfund, squadra sostentata dall'austriaco Christian Baha, proprietario dell'omonima società. Wurz sarà a capo della nuova squadra che, a quanto pare, da tempo era in contatto con la FIA e avrebbe un progetto in stato avanzato di organizzazione. Wurz starebbe aspettando il benestare della FIA, in modo da cominciare l'attività e acquisto di strutture e personale, in modo da distribuire il team in due basi, una sede in Austria e una preferibilmente in Inghilterra, per lavorare a stretto contatto con un team già esistente.

L'arrivo di così tante squadre desiderose di far parte del circus avrà lasciato sorpresi non pochi tifosi ed appassionati del mondo dei motori. Mosley è riuscito a portare sulla F1 un'attenzione eccezionale, riuscendo in quello che per anni si era tentato invano, a prescindere dalla condivisibilità o meno di modi scelte e tempi. Non è chiaro quanti di queste aspiranti "reclute" riuscirà davvero a fare il grande salto. Il limite di team che potranno prendere parte al campionato 2010 infatti, a meno di improvvise modifiche, sarà 13, il che significhe che solo 3 scuderie riusciranno nella scalata. Se si esclude la USGPE, che già da tempo è certa di essere nel giro, solo 2 tra le iscritte avranno il privilegio di ottenere l'approvazione delle Federazione, ma tutte sembrano più o meno già avviate… Dovremo aspettare poche settimane per avere la lista definitiva.

Cosa dire in previsione del mondiale 2010? Difficile dare un giudizio unanime, ma gli entusiasmi potrebbero spegnersi presto. L'arrivo di tante scuderie non significherà necessariamente una F1 migliore. Del resto, se ai GP attuali aggiungessimo qualche altra vettura, ben pochi noterebbero qualche cambiamento sostanziale: senza regolamenti adeguati, lo spettacolo non c'è e non ci sarà. A questo, si aggiunge un altro aspetto non meno importante. Come già espresso dai vertici Ferrari, la F1 non può diventare una GP2. E' e deve rimanere la massima formula con le massime bandiere della tecnologia e della velocità. Potranno mai queste "neopromosse" incrementare l'interesse rispetto a quello che ora Ferrari, Mclaren, Williams, BMW e così via, squadre che hanno fatto la storia di questo sport, creano? Potrà, vista la situazione che sembra delinearsi, una Campos, guidata da un pilota alle prime armi in F1, generare la stessa tensione, la stessa adrenalina nel superare per la vittoria una Prodrive, che creerebbe un Hamilton su Raikkonen stile Spa 2008?

Gabriele Russo


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