Dalle stelle alle stalle. E' senza dubbio il detto più adatto alla situazione vissuta da Daniel Mancinelli e dal Team Dueppì oggi al Mugello. Sui saliscendi toscani, infatti, l'esperto "Nanu" era riuscito nell'impresa di regalare l'immensa gioia del primo gradino del podio alla compagine umbra di Paolo Perugini. Ma l'effetto dura poco … visto che nella verifica al peso il Mancio è risultato più leggero di due chili, sforando così il limite minimo consentito. Una vera e propria beffa, dall'estasi alla disfatta, con l'ingegnere del Team Viola (prestato alla Dueppì) a recriminare per la banalità commessa, considerando anche la maturazione della vittoria del pilota marchigiano, decisa nel bel mezzo di metà gara.

Al pronti-via, infatti, Quaife-Hobbs "brucia" il poleman Faccin, che forza il ritmo per riconquistare la leadership della gara, riuscendoci nel corso della quarta tornata. Ma l'aver tenuto un elevato ritmo di gara nelle battute iniziali, con pneumatici nuovi, ne causa una rapida usura. Faccin è quindi costretto prima a rallentare il passo, commettendo poi un errore all'Arrabbiata 2, al dodicesimo passaggio, finendo sulla ghiaia e rientrando in terza posizione. Al comando si riporta Quaife-Hobbs ma Mancinelli, che già pressava il rivale, approfitta di un passo decisamente superiore per scavalcarlo dopo appena una tornata, incrementando poi costantemente il suo vantaggio. Lo scettro del primo posto va così nelle mani del british della BVM di Mazzotti, seguito sul podio rivisitato da Faccin e Ramos.

A ridosso dei primi tre spicca ancora l'ottimo Campana (CO2 Motorsport), che precede sotto la bandiera a scacchi Sebastiani, Varhaug e Betti, tallonati a loro volta da Comini, Cinti e Zampieri che chiude la top ten. Fra gli outsiders di centro gruppo la nota di merito spetta invece ad Andrea Borio. L'altro driver del Team Dueppì addolcisce l'amara pillola del mancato Mancinelli day con una prestazione maiuscola, dettata da una rimonta da circoletto rosso. Il driver eugubino scatta a meraviglia dal fondo rendendosi protagonista di sorpassi a ripetizione e con un passo da big, conclusosi poi con un'ottima undicesima piazza nonostante qualche difficoltà tecnica riscontrate alle Arrabbiate (pescaggio della benzina) nelle ultimissime tornate.

Quanto alla classifica generale le battute conclusive accendono ancora di più il duello fra i due contendenti per il titolo: Pal Varhaug (Jenzer Motorsport) e Niky Sebastiani (It Loox Racing). Il ternano di Belletti ha tirato fuori gli attributi riuscendo a uscire da una situazione critica nelle ultime tornate sorpassando proprio nel giro conclusivo il diretto rivale norvegese, dopo aver recuperato diverse posizioni nei giri precedenti, chiudendo al sesto posto finale, guadagnando due punti in campionato e riducendo il gap a 32 lunghezze.

Per la cronaca, in qualifica era stato Faccin a precedere tutti alla fine della sessione con un inarrivabile 2'04"886 sul bagnato, seguito a debita distanza da Quaiffe-Hobbs, Mancinelli e dalla rivelazione elvetica Stefano Comini, davvero a suo agio sulla Tatuus del CO2. Il quinto miglior crono lo aveva fatto segnare invece Kronemberger, tallonato dalla coppia BVM Ramos-Zampieri e dai boys Jenzer Varhaug-Trummer.

Domani alle 14.30 la Formula Renault 2.0 Italia affronterà Gara 2, con Mancinelli in pole position pronto a rifarsi della clamorosa gaffe.

Qualifiche

Gara 1

Nella foto, Daniel Mancinelli (Team Dueppì)


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