Gara vibrante e colpi di scena a ripetizione per una corsa da urlo che rimarrà nella storia della Formula Renault 2.0 italiana, grazie anche e soprattutto a un podio inedito e dal sapore tutto tricolore. Sergio Campana ha regalato infatti alla CO2 Motorsport la prima ciliegina di una lunga militanza nella serie, sfruttando alla perfezione i tanti errori dei fin troppo nervosi avversari immersi nella lotta al titolo. Una vittoria, la prima anche per lo stesso driver emiliano, comunque cercata, meritata e che ha emozionato genitori e fans del driver CRG e del suo intero staff.  

Bravi e scaltri anche gli altri due componenti del podio romagnolo: Patrick Reiterer e, udite udite, Alessandro Kouzkin. Già proprio il quindicenne italo-russo della Intrepid Driver Program by Cram, protagonista di un ottima qualifica impreziosita poi con uno straordinario terzo gradino del podio da record. A memoria, non ricordiamo infatti altro driver più giovane sul palco d'onore a stappare champagne. Campana da una parte, Kouzkin dall'altra, ovvero CRG contro Intrepid … due dei quattro colossi del Karting mondiale a primeggiare nella categoria più dura del dopo "quattro ruotine", neanche fossimo a Sarno o Muro Leccese. 

Gara ricca di colpi di scena dicevamo, coi primissimi ad eliminarsi o autoeliminarsi; primi fra tutti Faccin, Ramos e Niki Sebastiani: il veneto di Jenzer abdica al quinto lap seguito da Ramos. Un ritiro amarissimo per il brasiliano della BVM, incappato incolpevolmente in un guaio meccanico quando era al comando delle operazioni. E il poleman Pal Varhaug? L'ha combinata davvero grossa … Accenna lo scatto prima del semaforo verde muovendosi dalla sua postazione per poi stopparsi e ripartire imbambolato nel momento cruciale, sfilato da 14 (!) rivali. E come se non bastasse si becca pure il più classico degli stop and go compromettendo vittoria e leadership, insomma un vero e proprio disastro parzialmente recuperato con la dodicesima posizione finale che garantisce lui una manciata di punticini e soprattutto la confermata leadership grazie all'ecatombe finale in cui rimarranno invischiati tutti i big in lotta per il titolo.  

Ma gli ululati più clamorosi si sono uditi nel finale, quando in seguito all'uscita di Betti intorno alla 14esima tornata, la direzione gara fa entrare in pista la safety car; la staffetta rientra a due giri dalla fine e al restart impazza subito la bagarre con Sebastiani a farne le spese e finire nella lunga lista dei ritirati. Roba da mangiarsi le mani in casa It Loox, in quanto fino a quel momento il pilota ternano aveva di fatto riagguantato Varhaug in classifica generale, peccato davvero. Ma la furia dei “sopravvissuti” non si placa, così come le altre sorprese. Munoz decide di combinarne un'altra delle sue rispondendo a uno splendido attacco di Zampieri (sorpasso all'esterno sul rettifilo del traguardo a due centimetri dal muro dei box) speronando il rivale capitolino in fondo alla staccata, subito dopo il sorpasso appena subìto. La polemica per l'ennesima scorrettezza dello spagnolo della Prema si è poi fatta sentire nel paddock; più o meno tutti puntano l'indice sul driver dei Rosin, reo di aver fatto fuori diversi rivali nel corso di questa prima parte di stagione (leggi Bizzarri, Cinti, Borio, Zampieri ecc. ecc,). Non sarebbe forse ora di prendere qualche provvedimento? 

La corsa termina quindi come detto con un podio tutto inedito e tutto tricolore grazie a Campana, all'altoatesino Reiterer e all'italo-russo Kouzkin. Alle loro spalle punti e gloria anche per Genis Olive e Daniel Mancinelli, autori di due splendide rimonte dal fondo così come Cunill e Dusseldorp. Ottava piazza appannaggio di un imbufalito Zampieri (per i fatti che abbiamo sopra descritto) che chiude davanti a Meloni e a uno splendido Samuele Buttarelli. Il genovese della Cram scatta a razzo dal fondo risalendo fino alla decima posizione, per poi amministrare con intelligenza fin sotto la bandiera a scacchi sbarcando nella top ten e cogliendo i primi punti nella serie tricolore nella sua stagione d’esordio in monoposto. 

In classifica generale Varhaug rimane leader e allunga su Sebastiani (220 a 190), ma i giochi sembrano tutt’altro che chiusi, soprattutto se i protagonisti daranno vita ad un’altra corsa dalle mille emozioni come quest’ultima in Romagna. Appuntamento a domani (ore 10:50), quindi, per la disputa della seconda e ultima gara del weekend di Misano Adriatico. 

Gara 1

Nella foto il podio di Misano con, da sinistra a destra, Reiterer, Campana e Kouzkin

 

Michele Benso


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