Petter Solberg entra nella storia del rallycross (e dell’automobilismo): l’ex iridato di rally è il primo vincitore di una gara del neonato Mondiale Rallycross. Il norvegese, sulla Citoren DS3 del suo stesso team, si è infatti aggiudicato la gara di Montalegre, nel nord del Portogallo. Podio completato dalle Ford Fiesta di Bakkerud e Nitiss. Delusione invece per Jacques Villeneuve: problemi e qualche errore l’hanno relegato in coda al gruppo.

Voglia di vincere a go-go. Determinazione e concentrazione dei giorni migliori. Quello sbarcato a Montalegre sembrava davvero il Solberg giovane che vinceva il mondiale rally 2003 e non la versione ‘fine carriera’ visto negli ultimi anni del WRC: non stupisce quindi che la prima, storica vittoria di una gara del Mondiale Rallycross sia finita nelle mani del 39enne norvegese, apparso subito velocissimo sin dai turni di prove libere.

La forza di Solberg è deflagrata domenica, dopo che lo scandinavo aveva subito un inatteso stop nella seconda manche per un contatto iniziale con Timerzyanov dopo che nella manche d’apertura era stato secondo: se sabato sera sembrava che nulla potesse fermare la Peugeot 208 del russo (che per la collisione con Solberg s’è buscato solo una reprimenda, schivando la squalifica calata a fine frazione), le due manche del secondo giorno di gara hanno mostrato un altro film. Quello che ha visto spadroneggiare appunto un Solberg formato cannibale.

La reazione di Petter ha annichilito tutti, a partire da un Timerzyanov apparso nelle ultime due manche meno incisivo (nella quarta è stato superato anche dal compagno Hansen) e poi estromesso a sorpresa dalla finale anche – ma non solo – per un contatto con un rivale nella combattuta semifinale. Così, mentre il pilota di Hansen si leccava le ferite, lasciando il passaporto per la finale alle Fiesta dell’ottimo Nitiss e Bakkerud ed alla Polo di Marklund, nell’altra semifinale Solberg rifilava tre secondi ad Heikkinen e dieci al concreto Pauwels (sulla vetusta Focus), lanciando un messaggio forte e chiaro: per la finale non ce ne sarebbe stato per nessuno. E così è stato, nonostante la pur buonissima prova dei due piloti di Olsbergs. La sensazione è che la differenza, più che mai, l’abbia fatta il pilota: e la feroce determinazione di Solberg ha prevalso su tutto e tutti.

Promosso a pieni voti anche Reinis Nitiss: il giovane lettone, all’esordio in SuperCars, ha impressionato per tutto il fine settimana, risultando spesso più veloce del più esperto compagno Bakkerud (che però ha prevalso quando contava, cioè in finale). Il terzo posto finale è un ottimo premio ed il duello tra i due galletti di casa Olsbergs sarà uno dei leit-motiv della stagione.

Forse qualcosa in più c’era da aspettarselo dalle Polo: mai tra le prime tre più veloci nelle quattro manche, le due auto bianco-azzurre hanno comunque agguantato la finale e raccolto punti importanti; ma per il futuro serve il salto di qualità, peraltro promesso dal team svedese e dai suoi piloti. Pollice su anche per l’indomito Koen Pauwels e Ramona Karlsson, che ha saputo raggiungere la semifinale (senza concluderla).

Esordio invece da dimenticare per il più atteso: Jacques Villeneuve ha sempre arrancato in coda al gruppo, afflitto da problemi tecnici (pressione della benzina) alla sua Peugeot 208 e da una foratura, oltre che da un errore nella prima manche. L’impressione è che il canadese abbia pagato l’inesperienza nella categoria, ma il flop è probabilmente più ascrivibile al suo team Albatec, che non ha saputo portare nemmeno l’esperto Scott in semifinale e le cui 208 sono apparse in ritardo di preparazione e prestazione rispetto alle auto gemelle di Hansen.

La finale delle SuperCar: Solberg 6 giri in 4’02”081, 2° Bakkerud a 2”358, 3° Nitiss a 3”048, 4° Heikkinen a 5”025, 5° Marklund a 5”901, 6° Pauwels a 10”790.

Le classifiche del campionato Mondiale dopo Montalegre. Piloti: 1° Solberg  29 punti, 2° Nitiss 24, 3°  Heikkinen 21, 4° Bakkerud 20, 5° Timerzyanov 19, 6° Marklund  18, 7° Pauwels ed Hansen 14, 9° Hvaal 9, 10° Tohill e Ramona Karlsson 8. Squadre: 1° Ford Olsbergs MSE  44 punti, 2° Volkswagen Marklund 39, 3° PSRX (Solberg) 38, 4°Team Peugeot-Hansen 33, 5° Albatec Racing 5, 6°Monster Energy World RX Team 0.

Nell’Europeo S1600, finale al russo Sergej Zagumennov (Skoda Fabia) in 4’19”588, 2° Nikita Misiulia (Russia, Skodia Fabia) a 2”880, 3° Janis Baumanis (Lettonia, Renault Twingo) a 3”544, 4° Ulrik Linnemann (Danimarca, Peugeot 208) a 3”809, 5° Timur Shigabutdinov (Russia, Renault Twingo) a 4”900, 6° Vaclav Veverka (Rep. Ceca, Peugeot 206) a 6”988. Zagumennov ha vinto una manche e la sua semifinale; Linnemann si è aggiudicato altre due manche (la quarta è andata a Shigabutdinov) e la sua semifinale e partiva in pole in finale.

L’Europeo TouringCar ha visto prevalere in finale Torleif Lona (Norvegia, Ford Fiesta) in 4’37”592, 2° Kietjl Larsen (Norvegia, Skoda Fabia) a 5”118, 3° Anders Braten (Norvegia, Ford Fiesta) a 5”347, 4° Patrick Mertens (Belgio, Volkswagen Polo) a 9”684, 5° Jose Fabrica (Portogallo, Peugeot 206) a 19”820, 6° Daniel Lundh (Svezia, Volvo C30) a 4 giri.

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


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