Solberg se la ricorderà per la vittoria in volata, Ekstrom per una vittoria solo sfiorata, Larsson per una vittoria probabilmente buttata via. La gara di Estering offre ai suoi protagonisti – non solo quelli arrivati a podio – diversi spunti da sviluppare nel dopo-gara tedesco. Microfono quindi ai big del Mondiale Rallycross.

E partiamo ovviamente con Petter Solberg, che inevitabilmente esordisce dalla fine: “Uscendo dal joker lap, alla fine dell’ultimo giro, ho visto Mattias con la coda dell’occhio ma non avevo proprio idea di chi avesse vinto, sino a quando alcuni tifosi mi hanno fatto il pollice alto… Allora è esplosa la gioia: tre vittorie consecutive, fantastico! Questa la ricorderò a lungo, anche perché in certi momenti del fine settimana vincere sembrava un miraggio: dopo la terza manche ero ottavo ed ho iniziato ad innervosirmi, ma poi s’è messo a piovere all’inizio della quarta e la situazione ha cominciato a girare a mio favore. Poi ho vinto la semifinale grazie allo spazio che ho trovato alla prima curva e a quel punto ero pronto per la la finale. Nell’ultimo atto non volevo prendere rischi, ma quando Larsson ha fatto quell’errore mi sono infilato; subito dopo, per, ho avuto un contrattempo con la radio e non sapevo quanti giri mancassero, così ho spinto al massimo. Sino all’epilogo che sappiamo…”. Petter lascia Estering con 52 punti di margine sul primo inseguitore, quando ne restano 90 in palio. Lui, però, non vuole sentirsi dire che la corona iridata è ormai sua: “Ora abbiamo un buon vantaggio, ma può sempre svanire con un fine settimana negativo. Quindi resterò concentrato e freddo anche in Italia..”.

Sul podio con il quasi iridato ci sono i due svedesi griffati Audi. E, in tema di ‘quasi’, ecco Mattias Ekstrom, il quasi vincitore di Estering: “Se devi perdere, farlo per cinque millesimi di second non è il peggiore dei modi possibili  – sorride – . Certo, volevo vincere per Audi, ma con due auto sul podio e tre nei primi quattro, resta comunque un ottimo risultato per le S1 sulla pista di casa. E congratulazioni a Petter, ha meritato il successo”.

Sorride anche Robin Larsson, nonostante per quasi metà della finale le redini della gara fossero nelle sue mani: “Avere Solberg alle spalle è davvero ‘spaventoso’ e questo mi ha reso molto nervoso, così ho fatto un errore che gli ha permesso di superarmi. Sono comunque felice di essere sul podio per la seconda volta in questa stagione”.

 Correvano in casa anche le VW Polo, ma la migliore ha saputo solo conquistare un insipido quinto posto; piazzamento che permette a Toomas Heikkinen di guadagnare il secondo posto in classifica. Forse per questo, il finlandese ostenta un ottimismo francamente eccessivo: “Vorrei vincere sempre, ma bisogna essere realisti e accettare quello che puoi ottenere di volta in volta. Solberg ha fatto un ottimo lavoro, qui e in tutta la stagione. Ma ci sono ancora tre gare e farò di tutto per vincerle: resto ottimista pensando anche alla velocità che abbiamo dimostrato. Qui abbiamo avuto qualche piccolo problema elettronico che ci ha rallentato al via della quarta heat, ma la macchina è fantastica: se non abbiamo fatto il meglio che ci consente la Polo, è solo perché qui è difficile superare. E s’è visto in finale, nella quale, partendo dalla terza fila, non è stato possibile recuperare nonostante la macchina fosse competitiva”.

Peggio che a lui è andata al compagno Anton Marklund: “Dopo tre heat ero concentrato sulla qualifica alle semifinali, anche se dal 10° al 18° eravamo tutti vicini e sapevo che serviva un bel tempo nella quarta frazione per passare. Peccato che abbia piovuto in pratica solo nella mia manche, così la mia vittoria è stata vanificata da un tempo alto, che non mi ha permesso di accedere alla top-12. Davvero una gran sfortuna…”.

Poca gloria per gli alfieri del team Hansen. Partiamo con Timmy Hansen, che almeno la finale l’ha vissuta dal di dentro: “Non penso abbiamo avuto fortuna in finale: qui, di solito, alla prima curva capita di tutto, ed è quello che auspicavo, partendo dalla terza fila. Invece stavolta tutto è filato liscio, non ho avuto il minimo varco nel quale infilarmi e, per la prima volta da sempre, le posizioni non sono cambiate alla prima virata. Poi ad Estering, lo sappiamo, è difficile superare, così l’unica chance per rimontare era giocarsi il joker lap al momento giusto; purtroppo ho fatto un paio di errori che hanno vanificato la strategia. Peccato, la macchina andava benissimo e, senza traffico, siamo sempre stati molto veloci. Tra l’altro, abbiamo fatto alcune modifiche dopo il primo giorno e domenica le cose andavano veramente bene. Stiamo lavorando alla grande e penso che potremo fare un ottimo risultato in Italia”.

Quando il suo compagno scattava per la finale, Timerzyanov era già in borghese; una beffa, per il russo che aveva ‘vinto’ la fase di qualificazione delle quattro heat: “Abbiamo ottenuto un ottimo risultato nelle heat e stavamo andando molto bene sino a quando siamo andati larghi sia io, sia Timmy, alla prima staccata della semifinale. Tidemand e Solberg ne hanno approfittato, passandoci all’intendo e a quel punto mi sono ritrovato bloccato nella polvere per tutta la gara, perdendo il treno per la finale. Ora guardiamo a Franciacorta, dove non si è mai corso ma dove abbiamo provato ad aprile; sembra un circuito molto veloce…”.

Boccone amarissimo per Reinis Nitiss, il cui week-end tedesco è stato azzoppato dalla rottura della turbina: “Nonostante l’epilogo, devo essere felice del ritmo che avevamo qui. Per il titolo non è ancora finita, ma Petter è davvero veloce e il divario, qui, è aumentato molto… Ma dobbiamo anche pensare al titolo a squadre, che ora è il nostro obiettivo principale”.

Poco meglio è andata all’altro alfiere di Olsbergs. Bakkerud, uscito in semifinale, fotografa il momento-clou del suo week-end, ovvero l’incidente all’inizio della prima heat (documentato nella foto): “La macchina ha iniziato a ballare ovunque e ho perso il controllo; quando ho rilasciato l’acceleatore e frenato è stato un bel problema: ho visto il rail, il muretto e tutte le altre macchine venirmi incontro… Non ho urtato muretto e rail e nessuno m’ha toccato: un  testa-cosa perfetto per You Tube! Domenica sono ripartito determinato e sono orgoglioso di aver rimontato sino ad ottenere la semifinale”.

Andy Scott fotografa l’ennesimo difficile fine settimana delle Peugeot 208 del suo team: “Dopo la buona prova in Francia e nei test d’inizio settimana ero molto ottimista, invece è andato tutto storto – spiega il pilota e team-manager di Albatec, per l’occasione affiancato da Ramona Karlsson sulla vettura di solito occupata da Jacques Villeneuve -. Nonostante un sabato difficile, speravo ancora che qualcosa potesse accadere che ci permettesse di scalare la classifica, ma non abbiamo avuto un passo sufficiente per farcela. Ramona è stata molto veloce, è un peccato che non abbia potuto concretizzare la sua competitività”.

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/09/wrx-estering-heat.jpg “Ho capito di aver vinto… dai miei tifosi!”