Domenica storica per il motorsport, con l’incoronazione del norvegese a primo iridato del rallycross (con due gare d’anticipo) e primo pilota a vincere due titoli in altrettante discipline. In Lombardia vince la Peugeot 208 di Hansen, Galli convince ma si ferma in semifinale; bene Medici e Longhi, arrivati in finale dell’Euro S1600 ed RX Lites.

La storia è qui. La storia viene scritta a Franciacorta (ma qualcuno non se ne accorge, vero Mediaset?). A firmare una pagina importante del motorsport internazionale è Petter Solberg, che poco prima delle 16 si laurea campione del Mondo di Rallycross: lo scandinavo è il primo iridato della neonata serie, ma è anche il primo pilota a fregiarsi di un titolo mondiale in due specialità diverse (nel 2003 piegò un certo Loeb nel Mondiale Rally). Tanto di cappello ad Hollywood, senz’altro un campione della comunicazione – come malignano i detrattori – ma anche pilota di razza. E certamente il numero uno, senza discussioni, di questo primo World RX, del quale è stato padrone sin dalla prima gara e sempre più dominatore da metà stagione in poi.

Tutto facile, allora? No, per niente, perché il fine settimana bresciano del neo campione inizia in salita: dapprima una perdita d’olio dal blocco motore rallenta il norvegese nella prima frazione (con tanti complimenti, ancora una volta, ai meccanici, capaci di metterci una pezza in tempo), poi un ammortizzatore rotto ed una foratura lo mettono in crisi nella seconda. E così il sabato si chiude con una nona posizione che non lascia dormire il più tranquillo dei sonni a Solberg. Domenica, però, le cose si sistemano e Petter rimette le cose a posto, vincendo la terza heat, segnando il secondo tempo nell’ultima e chiudendo il barrage delle quattro manche dietro ai soli Hansen e Kristoffersson. Prologo perfetto per la semifinale, che lo scandinavo chiude in tranquilla seconda posizione.

A quel punto, il titolo è in pugno: con Hiekkinen e Nitiss già eliminati, per l’iride serve un terzo posto. Proprio quello che Petter ottiene, anche se con il brivido, nonostante l’immediato ko di Bakkerud e Kristoffersson e Timerzyanov si trovi subito attardato (problemi all’anteriore sinistra): Petter evita dapprima la bagarre con l’ottimo Goransson, lasciando l’esordiente di casa Olsbergs involarsi indisturbato verso un inatteso argento alle spalle del dominatore Hansen, ma il cedimento di una sospensione lo fa tremare, costringendolo a concludere ad un ritmo ridotto. Tradotto, il film di questa decima tappa del Mondiale racconta, di nuovo, la superiorità di un pilota, capace di raddrizzare situazioni difficili e di una squadra che, come abbiamo visto, ci mette del suo per tirare fuori dai guai in modo magistrale il proprio alfiere.

L’assegnazione del primo titolo mondiale di rallycross fa passare in secondo piano la prima vittoria iridata della Peugeot 208 e del giovane Timmy Hansen. Peccato, perché il biondino svedese, a Franciacorta, fa tutto davvero benissimo. Sempre veloce nelle heat (il migliore nella prima e nell’ultima, secondo e quarto nelle altre), la buona nuova è che il figlio d’arte non si perde nelle fasi decisive; certo, il Solberg di queste semifinale e finale non è in modalità ‘full attack’, ma questo nulla toglie alla buonissima prestazione di Timmy. Il cui obiettivo, nelle restanti gare, può senz’altro essere quello di dare la caccia ad uno dei due gradini laterali del podio mondiale. Un contatto di gara penalizza invece l’orami ex campione europeo della serie: il compagno di Hansen, Timerzyanov, si deve accontentare di un quarto posto che davvero ha un sapore molto amaro, considerando come sono andate le cose al russo ed al lanciatissimo svedese.

Franciacorta, come già accennato, premia anche Richard Goransson, eccellente all’esordio sulla Ford Fiesta di Olsbergs. L’ex pilota della RX Lites avrà una seconda chance ad Istanbul, e là sarà interessante vedere se saprà ripetersi (anche perché c’è da giurare che, libero da pensieri di classifica, Solberg vorrà chiudere il Mondiale a modo suo, cioè spingendo al massimo per vincere tutto quel si può ancora rastrellare). Bene anche il nostro Gigi Galli: il pilota di Livigno, pur avendo tanta ruggine addosso ed essendo del tutto a digiuno con questo tipo di auto, non tradisce e riesce a conquistare con pieno merito un posto in semifinale, dove conquista un quarto posto che non gli permette di andare avanti ma che gli vale un bel po’ di applausi. Lo svedese ed il nostro portacolori sono la consolazione di un team che, per il resto, esce di nuovo a mani quasi vuote dal week-end di gara: stavolta Reinis Nitiss è insolitamente poco incisivo, mentre Bakkerud aripona la finale, ma poi in pratica non la disputa per un contatto nei primi metri di gara.

Pollice decisamente verso per i due piloti di Marklund: Heikkinen e Marklund (rispettivamente quinto e quarto dopo le heat) riescono nell’impresa di mancare l’accesso alla finale e per il finlandese è la fine dei sogni (puramente illusori…) iridati. Alla base del flop, per entrambi, problemi meccanici. Fine settimana in ombra anche per le Audi dell’EKS: orfano del suo faro Ekstrom, il team svedese naviga ai margini delle posizioni che contano: se non c’è da stupirsi della scarsa competitività di Sandstrom, Tidemand recrimina per una sospesione rotta nella prima heat; nonostante ottime prestazioni nelle altre frazioni, lo svedese manca la top-12 per un solo punto. Ma l’Audi festeggia lo stesso, grazie a Robin Larsson che porta la sua S1 al titolo continentale SuperCar.Poca fortuna anche per Jacques Villeneuve, fermato nella seconda heat dal cedimento del serbatoio e sufficientemente veloce (sesto) solo nella manche finale. Per lui, ancora una volta il fine settimana finisce troppo presto…

GLI ALTRI ITALIANI. Difficile svettare tra gli scatenati specialisti del rallycross, per gli altri tre (inesperti) italiani al via del tappa di casa del Mondiale. Il meglio piazzato alla fine è Christian Giarolo (Ford Focus), il cui miglior risultato è un 26° assoluto nella terza heat). Dietro di lui è il più (relativamente) esperto Simone Romagna. La terza partecipazione ad una gara iridata si chiude con un 32° posto (miglior risultato il 22° della terza frazione, nella quarta invece il veneto si ferma subito per un contatto al via. Per Erwin Untersalmberger un 36° finale (con due 31° posti nella prima ed ultima manche come miglior piazzamento per il pilota dotato di una Ford Fiesta), con l’altoatesino che lascia Franciacorta soddisfatto per l’esperienza inedita vissuta in questi due giorni.

UN MONDIALE SENZA VISIBILITÀ. L’approdo del Mondiale Rallycross in Italia va in archivio tutto sommato positivamente. Promosso l’organizzatore italiano, nonostante qualche accettabile errore d’inesperienza (per dire, è stato rimosso in corso d’opera un salto, giudicato troppo ‘duro’ dai piloti) e buona la risposta del pubblico (con nutrita partecipazione di appassionati stranieri). Che in Italia ci sia curiosità verso il rallycross, soprattutto – ma non solo – da parte degli appassionati di rally, non è una novità, e a Franciacorta lo si è visto chiaramente. Peccato solo che ad assistere ad uno spettacolo decisamente meritevole siano stati unicamente coloro che hanno potuto raggiungere il tracciato bresciano. Per gli altri, zero assoluto: purtroppo, contrariamente a quando qualcuno aveva annunciato nei mesi scorsi, Mediaset – che detiene i diritti del Mondiale Rallycross – non ha dedicato alla due giorni di Franciacorta alcuna diretta né sintesi in leggera differita: il trattamento riservato alla gara di casa à lo stesso delle altre tappe della serie, il che significa che ci sarà una sintesi  solo la prossima settimana. Nel rispetto delle (non meglio precisate) ragioni che hanno portato a questa scelta, siamo dell’idea che la mancata valorizzazione televisiva della gara bresciana rappresenti decisamente un’occasione persa. Per tutti.

La finale: 1° T. Hansen (Peugeot 208) 6 giri in 4’55”473, 2° R. Goransson (Ford Fiesta) a 6”361, 3° P. Solberg (Citroen DS3) a 31”410, 4° T. Timerzyanov (Peugeot 208) a 57”682, 5° J. Kristofferson (VW Polo) a 5 giri, 6° A. Bakkerud (Ford Fiesta) a 6 giri.

Le classifiche dopo 10 gare.

Piloti (primi 10): 1° P. Solberg 235 punti (Campione del Mondo), 2° T. Heikkinen 175, 3° R. Nitiss 167, 4° T. Hansen 152, 5° T. Timerzyanov 148, 6° A. Bakkerud 146, 7° A. Marklund 138, 8° P. Tidemant 82, 9° R. Larsson 74, 10° J. Kristoffersson 57.

Squadre: Olsbergs e Marklund 313, Hansen 300, PSRX 227, Monster Energy 85, Albatec 32.

Campionato Europeo S1600

Nel giorno di Zagummenov brilla la stella di Davide Medici. Nel derby russo per il titolo, il leader non ha dovuto soffrire per agguantare l’alloro (arrivato dopo il barrage delle quattro heat), lasciando al rivale la soddisfazione del successo parziale. All’atto finale è arrivato pure Davide Medici con la Renault Clio del team emiliano Tedak Racing: molto buono il cammino del pilota reggiano, sempre tra i più veloci nelle prime tre heat e leggermente attardato solo nella quarta, a causa di un contatto che ha provocato piccoli danni all’auto. In semifinale, Medici abbina grinta e lucidità, accontentandosi del terzo passaporto per la finale. Un po’ sfortunato l’atto decisivo, con il rallysta costretto a chiudere il gruppo a causa di una ruota ‘stallonata’ in un contatto ad inizio gara. Medici e Tedak concludono la loro prima esperienza nell’Europeo S1600 con la consapevolezza di poter in futuro dire la loro in questo campionato. La finale: N. Misyulya (Skoda Fabia) 6 giti in 5’28”019, 2° J. Baumanis (Renault Twingo) a 2”656, 3” K. Szabo (Skoda Fabia) a 5”990, 4° O. Smetana (Ford Fiesta) a 6”362, 5° S. Zagummenov (Skoda Fabia) a 13”837, 6° D. Medici a 1’06”296.

Classifica finale (primi 10): 1° S. Zagummenov 203 punti (Campione Europeo), 2° M. Misyulya 185, 3° J. Baumanis 170, 4° U. Linnemann 157, 5° O. Smetana 129, 6° T. Shigabutdinov 107, 7° J. Ligur 85, 8° A. Steffen 80, 9° D. Salikov 65, 10° E. Staponkus 64.

Campionato Europeo Touring Car

Lo svedese Lundh porta la Volvo C30 sul trono della Touring Car. Anche per lo scandinavo il titolo arriva ancor prima della finale, nella quale a spuntarla è Braten, mentre Lona (che alla vigilia era il più serio avversario di Lundh) si accontenta del terzo posto in gara e dell’argento in campionato.

La finale: 1° A. Braten (Ford Fiesta) 6 giri in 5’43”627, 2° F. Baelus (Volvo C30) a 8”107, 3° T. Lona (Ford Fiesta) a 8”895, 4° D. Lundh (Volvo C30) a 21”501, 5° P.M. Royras (Peugeot 206) a 21”567, 6° P. Mertens (VW Polo) a 2 giri.

Classifica finale (primi 10): 1° D. Lundh 189 punti (Campione Europeo), 2° T. Lona 170, 3° A. Braten 167, 4° K. Larsen 154, 5° F. Baelus 82, 6° K. Tangen 78, 7° P.M. Royras 65, 8° P. Mertens 63.

RX Lites

Giochi fatti anche nel monomarca Fiesta by Olsbergs, con Eriksson che agguanta il titolo con una gara d’anticipo grazie al  secondo posto nella volata a tre. Positivo il 4° posto di Piero Longhi: all’esordio su queste auto, l’ormai ex rallysta piemontese soffre il primo giorno a causa di problemi al motore, ma in semifinale è subito ottimo terzo ed in finale, appunto, riese a tenersi dietro i due specialisti turchi Timur e Kara.

La finale: 1° D. Holten 6 giri in 5’88”62’, 2° K. Eriksson a 0”325, 3° K. Hansen a 0”899, 4° P. Longhi a 6”002, 5° Y. Timur a 6”676, 6° F. Kara a 10”942 (tutti su Ford Fiesta).

Classifica dopo 6 gare (primi 10): 1° K. Eriksson 116 punti, 2° K. Hansen 82, 3° D. Holten 76, 4° Y. Timur 75, 5° R. Goransson 72, 6° A. Westlund 71, 7° S. Eriksson 52, 8° S. Olofsson 33, 9° D. Bjork 32, 10° S. Hultgen 30.

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


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