Quanta Italia c’è nel Mondiale Rallycross che partirà questo week-end? Poca, ma quanto basta per avere un ruolo importante e strategico per la serie iridata. E, si spera, quanto basta per iniziare a diffondere interesse e passione verso una specialità poco conosciuta in una penisola nella quale, comunque, c’è chi sta lavorando per dare il via ad una prima serie nazionale.

Italia nel Mondiale Rallycross significa prima di tutto Franciacorta. Il circuito bresciano ospiterà la terz’ultima prova della sfida iridata e l’ultima dell’Europeo (dunque sarà probabilmente teatro dell’assegnazione degli scettri continentali delle classi S1600 e TouringCar), il 27 e 28 settembre prossimi; piloti e team del FIA World RX hanno tuttavia già saggiato il tracciato in occasione della presentazione del campionato, avvenuta il 23 aprile scorso. La tappa prevista ad inizio autunno sul ‘Bonera’ avrà un significato speciale per tutti: la risposta del pubblico permetterà di capire quanto il rallycross avrà fatto breccia nel cuore degli appassionati italiani in questi mesi e costituirà un test importante per gli organizzatori del campionato, che mirano ad espandere il Mondiale sempre più verso i paesi del Mediterraneo (il prossimo obiettivo è lo sbarco in Spagna).

Il tracciato di Casterzzato misurerà 1445 metri e promette di rivelarsi tanto impegnativo quanto spettacolare, grazie anche al contributo offerto da Gigi Galli nel disegnare il layout di una pista già promossa dai piloti iscritti al Mondiale.

Abbiamo una prova iridata ma non ci sono piloti né squadre iscritti alla serie iridata. Questo non significa che, almeno nella gara lombarda, si possa vedere al via almeno un pilota di casa nostra. Qualcosa in più, su questo fronte, dovremmo averlo dalla S1600, dato che un team e tre piloti italiani hanno annunciato la partecipazione saltuaria alle prove europee di questa classe. Si tratta della Tedak Racing, che porterà in gara le Renault Clio in Svezia, Belgio, Francia e Franciacorta alternando al volante i novaresi Silvano Ruga e Mirko Zanni ed il 35enne rallysta reggiano Davide Medici (quest’ultimo si sta occupando dello sviluppo e messa a punto della macchina, forte della grande esperienza nei rally, anche con la stessa Clio S1600 della stessa compagine emiliana).

Non c’è ovviamente da stupirsi della scarsa (quantitativamente parlando) presenza di portacolori italiani nelle serie internazionali: tutto normale, visto che l’Italia ed il rallycross sono come due pianeti che solo ora stanno iniziando a conoscersi reciprocamente. Dalle nostre parti non è mai stata organizzata alcuna gara di questo tipo, mentre l’interesse degli appassionati – per lo più di ‘fede’ rallystica – per questa specialità ha iniziato a germogliare soprattutto nell’ultimo anno, grazie alle dirette dell’europeo diffuse da noto canale sportivo satellitare ed alla presenza del sempre popolarissimo ‘Hollywood’ Solberg nella serie (senza dimenticare l’apparizione di Loeb nella gara francese 2013).

C’è poi da rimarcare che la Federazione s’è mossa in questi mesi per cercare un organizzatore che si occupi di una prima serie nazionale e per sondare l’interesse dei circuiti italiani. A rispondere presente, su quest’ultimo fronte, sono stati i gestori dei tracciati di Castelletto di Branduzzo, Maggiora e Magione, oltre ovviamente al lanciatissimo management del circuito di Franciacorta. L’intenzione è quella di organizzare una mini serie già in autunno, in vista del lancio di un eventuale campionato italiano nel 2015. Nei prossimi mesi ne sapremo di più, ma la sensazione è che sarà soprattutto la gara del Mondiale a Franciacorta a dire se il rallycross, in Italia, potrà avere un futuro.

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/05/2014_fiaworldrx_franciacorta.jpg Franciacorta e Tedak i pionieri tricolori nel rallycross. E in Italia si pensa ad una serie nazionale.