Campione del Mondo. Ma anche miglior testimonial di questa disciplina in rapida ascesa: Petter Solberg è davvero il volto più rappresentativo del rallycross in salsa mondiale.

In ogni dimensione: in gara, dopo la bandiera a scacchi, nel paddock, il norvegese dal carattere latino regala emozioni a getto continuo. Lo fa di default, figuratevi quindi quanto contagiosa sia la gioia sua e del suo clan una volta messo in cassaforte il titolo iridato. “Sono solito dire che bisogna seguire I propri sogni e il mio si è appena materializzato – esordisce il neo campione –! Ma in finale ho rotto la sospensione posteriore destra e il mio ‘spotter’ continuava ad urlarmi alla radio di stare calmo perché dovevo solo finire sul podio per laurearmi campione. Davvero un finale thrilling, e ora mi servirà tempo per assimilare il tutto: del resto, appena sceso dalla macchina ero davvero senza parole… “.

Più che sulla due giorni bresciana, Solberg focalizza la sua attenzione sul passato. Perché questo mondiale parte da lontano: “Due anni fa mi sono dedicato a questo nuovo sport ed ora sono campione del mondo. Avevo offerte per fare altre cose, ma l’unica categoria al di fuori dei rally che mi desse gioia di praticarlo era il rallycross. E quando ho saputo che stava nascendo il Mondiale, ho deciso che vi avrei preso parte: se non ci fosse stato questo Mondiale, ad essere onesto non credo mi sarei dedicato a questa specialità, perché volevo essere di nuovo campione del mondo ed essere il primo a vincere due titoli FIA. E ce l’ho fatta! Anzi, ce l’abbiamo fatta, perché questo titolo appartiene a tutto il mio team, che ha lavorato così duramente insieme, tanto che ora è un po’ come se avessi una famiglia Solberg ed una PSRX… Siamo campioni del mondo insieme”.

Le ultime battute, prima di tuffarsi nei festeggiamenti, sono proprio per le sue due famiglie: “Se solo la gente potesse capire quanto la squadra e io abbiamo lavorato per arrivare a questo traguardo! Abbiamo vissuto insieme in officina,appunto come una famiglia, tutto lo scorso inverno e primavera e lavorato così duramente che a malapena abbiamo visto la luce là fuori. Ma siamo riusciti a costruire tutto con le nostre mani ed è incredibile aver sfidato e battuto squadre ufficiali… L’unica cosa che mi rammarica, in questo momento, è che mia moglie Pernilla e mio figlio Oliver non siano qui, ma Oliver doveva correre in Norvegia e sabato ha vinto il terzo titolo nazionale di Crosskart! Incredbile e stupendo!”.

Sotto i riflettori finisce un altro in vena di sfoggiare un sorrisone a trentadue denti. Per Timmy Hansen è tempo di raccontare la prima vittoria iridata: “E’ davvero fantastico arrivare finalmente al successo con la 208! Abbiamo lottato duramente per raggiungere questo obiettivo e finalmente qui abbiamo messo insieme i tasselli necessari per farcela. Siamo stati veloci nelle heat, segnando ottimi tempi. In finale sono partito bene, reggendo bene la grossa pressione nelle fasi iniziali, alla quale ho risposto facendo dei giri da urlo, che mi hanno permesso  di chiudere con un certo margine. Sono fiero di questo successo, che è frutto del lavoro di tutta la squadra e di Peugeot”.

Gioia allo stato pure sprizza pure dai pori di Richard Goransson, la grande sorpresa del fine settimana: “Non ho parole, è stato un fine settimana incredibile – racconta lo svedese, arruolato per l’occasione nelle file del team Olsbergs –. In questa mia prima apparizione su una SuperCar, sarei stato felice se avessi raggiunto la semifinale, quindi immaginate come mi senta trovandomi qui, sul secondo gradino del podio! E’ un risultato maturato grazie ad una finale nella quale sono riuscito a restare lontano da ogni problema…”.

Domenica di gloria anche per Robin Larsson, che succede a Timerzyanov sul trono europeo SuperCar (emulando in questo le gesta del padre Lars): “E’ stupendo essere campione Europeo! Abbiamo avuto problemi di motore per tutto il fine settimana e ci è mancata la potenza necessaria. Così ho solo badato a finire le mie heat per conquistare il titolo. Peccato non aver potuto festeggiare arrivando in finale…”.

Entriamo nel girone dei musi lunghi per sentire da Toomas Heikkinen la ragione del nuovo risultato sotto le aspettative:  “Stava andando tutto bene, sino a quando su un salto si è rotto un semiasse – chiosa la prima guida del team Marklund –. A quel punto si è trattato solo di portare la macchina alla fine, ma il quinto posto non è quello a cui ambivo: avevamo il potenziale per arrivare al podio se non alla vittoria… Congratulazioni a Petter per il titolo, a noi non resta che concentrarci sul titolo a squadre”.

Problemi meccanici hanno condizionato anche il compagno del finlandese, Anton Marklund: “Dopo delle buone heat, al via della semifinale si è verificato un qualche problema meccanico che mi ha privato della spinta del turbo. Così ho girato a ritmo ridotto, senza potenza, chiudendo ultimo. Sono seccato, mi aspettavo un buon risultato dopo le heat: ora non ci resta che lavorare per finire bene con le ultime due gare iridate”.

Anche a Franciacorta, l’ormai ex campione europeo SuperCar Timur Timerzyanov non ha vissuto un fine settimana all’altezza dei suoi trascorsi. “Ho avuto una semi-finale molto buona, mentre in finale sono stato sfortunato – spiega il compagno di Hansen –. Ho fatto quello che potevo per trovarmi al secondo posto nel corso del primo giro, ma non è stato possibile. Peccato, anche perché il circuito mi è piaciuto molto con i suoi salti, davvero divertenti, solo alla fine è diventato un po’ sconnesso…”.

Giornate difficili per le Audi ufficiali del team EKS. “E’ stato un fine settimana piuttosto duro – riflette Pontus Tidemand. Il ritiro nella prima mache ha pesato molto, con questa logica di attribuzione dei punteggi. Tuttavia, sono piuttosto soddisfatto dei tempi, sempre nei primi sette, segnati nelle altre heat. Abbiamo mancato la semifinale per una posizione, il che mi lascia l’amaro in bocca, anche pensando al grande lavoro fatto dal team. Mi consola la grande atmosfera che c’era qui a Franciacortsa_ è stato davvero un grande vento…”.

Edward Sandstrom fa eco al suo compagno di squadra: “Nella terza heat sono rimasto bloccato dietro a Tohill, mentre nell’ultima sono partito male. Ho tallonato Larsson ma mi è mancata la velocità per superare e stare con i migliori. E’ stato un fine settimana molto difficile, anche se ho imparato molto ed ora mi sento molto più sicuro in tanti aspetti”.

Al centro dell’attenzioni dei tifosi – e sempre molto disponibile nel soddisfare le richieste dei fan -,  Jacques Villeneuve colleziona in Italia un altro fine settimana privo di soddisfazioni. “E’ incredibilmente frustrante aver subito il problema di sabato, visto che le due heat domenicali hanno mostrato il potenziale della nostra 208, grazie al quale ho vinto le mie due frazioni e sono stato sesto tempo assoluto di gara. Senza forature e sfortuna, possiamo veloci abbastanza per competere per un posto in semifinale, ma ancora una volta il cattivo risultato di sabato ci ha bloccato. Speriamo ora di finire la stagione con un acuto…”.

E concludiamo la nostra rassegna con i sei italiani che hanno animato l’azione nella due giorni bresciana. Microfono al bravissmo Gigi Galli, brillante protagonista della SuperCar sino alle semifinali: “Mi sono divertito tantissimo e non avrei mai creduto di potermi battere per la finale, sebbene questa alla prima volta su una macchina da rallycross e in un campionato di cui non ho mai visto una gara nemmeno in televisione. E’ stato tutto molto bello, compreso il calore dei tanti tifosi presenti.  Non potrei chiedere di meglio”.

Si è fermata al termine delle heat la partecipazione degli altri tre alfieri tricolori nella SuperCar. Ecco il pilota della Ford Focus, Christian Giarolo: “Durante il week-end ho avuto qualche problema sia alla turbina, sia di assetto. Tuttavia è stata una bella esperienza, che mi sono goduto sino in fondo”.

Simone Romagna, sulla seconda DS3 del team Solberg, termina alle spalle del connazionale sulla Fiesta: “Mi hanno chiuso alla prima curva dell’ultima heat e ho rotto un braccetto della sospensione. Mi spiace, penso avrei potuto fare un’altra buona prova. In ogni caso vedo che i tempi sono andati migliorando nonostante problemi tecnici il sabato, il che è incoraggiante in vista del prossimo anno”.

Erwin Untersalmberger sintetizza in poche parole la sua partecipazione da wild-card nel Mondiale con una Ford Fiesta: “E’ stato bello partecipare a questa manifestazione. Ho girato, riuscendo sempre a finire le mie heat. Un’esperienza davvero piacevole”.

Hanno saputo infiammare gli animi dei tanti appassionati presenti sugli spalti i due italiani al via nelle altre categorie. Davide Medici ha portato la Renault Clio by Tedak sino alla finale della S1600: “Per noi bilancio molto positivo, siamo sempre stati insieme ai migliori, e dire che per me questa era solo la seconda gara in assoluto nel rallycross. Peccato non essere riusciti a giocarcela in finale, ma va bene così…”.

Piero Longhi, all’esordio in questa specialità, è invece riuscito a piazzarsi quarto nella finale della RX Lites: “La finale è andata bene, ho chiuso quarto, cioè ottenendo il piazzamento al quale ambivo. In effetti non ho fatto una grandissima partenza, ho preferito non rischiare per evitare quei contatti che ho subito nelle altre frazioni; certo, sarebbe stato meglio buttarsi nella mischia, ma ci tenevo tanto ad arrivare in finale e, una volta arrivatoci, per me era fondamentale vedere la bandiera a scacchi. Il piazzamento riflette le prestazioni che abbiamo avuto nel corso del week-end, anche se i problemi di motore di sabato non mi hanno permesso di partire più avanti in semifinale”.

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


Stop&Go Communcation

Campione del Mondo. Ma anche miglior testimonial di questa disciplina in rapida ascesa: Petter Solberg è davvero il volto più […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/09/2014-worldrx-franciacorta-azione.jpg Dopogara a Franciacorta: Solberg enfatizza il titolo di squadra, Goransson è incredulo, gli italiani soddisfatti