La leadership di Petter Solberg va assumendo i contorni del dominio, ma al termine della ottava tappa stagionale il capo-classifica non perde una stilla di lucidità. Così il norvegese festeggia il terzo sigillo stagionale dando il giusto onore ai suoi meccanici, che gli hanno risistemato al meglio la Citroen DS3 tra i due giorni di gara e, soprattutto, predicando prudenza e massima concentrazione in vista dell’ultimo terzo di campionato.

Sono esausto, è stato un giorno incandescente ed un fine settimana duro, uno dei più duri di sempre in tutta la mia carriera – attacca Solberg. E’ stata una sfida impegnativa, resa più dura dal caldo e dall’atmosfera innescata da queste migliaia di spettatori, che manifestavano la loro passione chiedendo foto e autografi; un clima davvero speciale che, come sapete, amo molto…”. Dopo aver reso omaggio agli oltre 70mila accorsi a Lohéac, il leader iridato racconta la sua due giorni bretone: “Ieri siamo partiti con un’auto imperfetta, ma i meccanici hanno lavorato molto la notte scorsa; sono davvero i migliori, hanno lavorato sino all’una di notte. E oggi avevo velocità, trazione e stabilità, per cui non solo i ragazzi mi hanno un’auto della quale avere fiducia, ma anche dalla quale avere subito prestazioni e la possibilità di risparmiare le gomme. E questo mi ha permesso di dominare la finale partendo dalla pole. E’ stata una bella finale e vincerla dopo aver sfiorato il successo lo scorso anno è fantastico. La strategia adesso è di continuare a correre con intelligenza e fare punti ad ogni gara. C’è ancora tanta strada da fare, i 28 punti di margine non sono granché, nel caso dovessimo incorrere in qualche problema nelle prossime gare. Ma intano mi godo il momento…”.

Il secondo posto restituisce il sorriso al fordista Reinis Nitiss: “E’ stato un fine settimana molto soddisfacente per me e la squadra. E’ grandioso tornare sul podio e questi sono punti molto importanti in chiave campionato. Se Petter vuole il titolo, dovrà vedersela con me. Non è per niente finita…”.

Alla fine delle quattro heat di qualificazione, sembravano finalmente maturi i tempi per vedere sul gradino più alto del podio una Peugeot 208. Ma Timmy Hansen deve accontentarsi alla fine di un bronzo dal sapore un po’ indigesto: “Dopo essere stato il più veloce nelle prime tre heat, nella quarta manche me la sono presa con calma, puntando a preservare gli pneumatici. Peccato che in semifinale abbia pasticciato al via, vanificando la partenza al palo. Sono stato leggermente toccato da Marklund in curva 2, ma per il resto è stata una gara incredibile, probabilmente la miglior gara della mia vita, terminata con questo secondo posto in rimonta. Sulla griglia della finale mi sono ripromesso di spingere, ma di nuovo ho lasciato cadere un po’ troppo i giri-motore e non sono partito molto bene. Quando mi sono ritrovato terzo ho spinto più che mai in questo week-end, ma alla fine è arrivato solo questo terzo posto. Mi secca non aver vinto, ma il podio per la Peugeot in Francia è un grande risultato e sono contento di essere stato io a portarlo a casa”.

Timur Timerzyanov archivia un nuovo week-end da (inatteso) numero due del team Hansen ma si dimostra un campione nel riconoscere, senza scuse, l’inferiorità emersa a Lohéac nei confronti del giovane compagno di squadra: “Ho avuto un fine settimana piuttosto duro, la macchina ha risposto bene alle modifiche ma il pilota non è stato all’altezza. La 208 è ottima e lo vedi dal fatto che Timmy è mezzo secondo al giro più veloce di me… Forse dovrei lavorare sul mio stile di guida per adattarmi meglio a questo circuito. In finale sono partito bene, Timmy era al mio interno, in battaglia con Tidemand e ci siamo toccati. Questo mi ha spedito contro il rail, ritrovandomi con lo sterzo danneggiato: lì la mia gara è finita… Ora penso ad Estering, che è molto diverso come circuito; poiché la macchina va sempre meglio, conto di fare un buon risultato in Germania”.

Se in casa Hansen gli umori sono agli antipodi, nel box del team Marklund regna sovrano il disappunto per aver fallito il cruciale appuntamento francese. Il mancato accesso alla finale sa tanto di resa da parte dei due piloti della VW Polo, anche se a parola Tomas Heikkinen si guarda bene da alzare la fatidica bandiera bianca: “Abbiamo avuto problemi di traffico e di assetto per tutto il corso delle heat. Nonostante una buona partenza in semifinale (da 4° a 3°), la maneggevolezza della macchina non era perfetta, per cui non sono riuscito a contrastare le Peugeot, che si sono invece rivelate molto veloci; così, anche se Hansen ha fatto un piccolo errore nel suo Joker lap, non ho potuto approfittarne. Ho spinto al massimo ma ho chiuso quarto, cosa che mi dà grande amarezza ed è un pessimo risultato per le mie ambizioni iridate. Ma non molliamo e cercheremo di essere pronti per la Germania”.

Gli fa eco Anton Marklund: “Non è mai l’ideale avere due auto dello stesso team nella stessa semifinale. Ho avuto una partenza imperfetta, ho lottato con le Peugeot, perdendo terreno nella bagarre e ritrovandomi dietro Tomas. Ho continuato a spingere senza tuttavia avere una reale possibilità di superare così ho finito quinto. Ci aspettavamo entrambi la finale e non è questo l’epilogo che volevamo. Dimentichiamo Lohéac e spingiamo sempre di più per la Germania..”.

Per il team EKS la trasferta francese è stata nel complesso positiva ed ha evidenziato un’Audi S1 ed un Pontus Tidemand davvero in gran spolvero; tuttavia è mancato l’acuto finale, cosa che lascia un po’ di amaro in bocca nel talentuoso pilota svedese: “E’ un buon risultato per me e la squadra. La semifinale è stata una delle mie migliori prestazioni nel rallycross e mi ha permesso di arpionare la finale per la seconda volta quest’anno. Ma l’ultima dose di fortuna è mancata ancora una volta ed ho forato, perdendo la possibilità di giocarmi le posizioni di vertice. Ma guado alla Germania con grande fiducia e conto di lottare per la vittoria ad Estering”.

Il suo compagno Edward Sandstrom non ha invece superato il barrage delle manche di qualificazione: “Un problema tecnico nella terza manche mi ha messo nelle condizioni di dover finire nei primi tre per entrare in semifinale. Ho spinto al massimo ma non è stato sufficiente. La  velocità c’è, mi serve l’esperienza per raggiungere il livello superiore…”.

Qualche timido sorriso si vede anche dalle parti della hospitality Albatec, grazie alla qualifica del pilota-team manager Andy Scott in semifinale: “E’ stato speciale raggiungere la semifinale qui, su un’auto francese. Qualità e quantità della competizione sono state particolarmente dure, quindi essere arrivato in semifinale è un traguardo significativo per tutti”.

Al posto di Jacques Villeneuve c’era in Francia l’inglese David Blinks, il cui bilancio è positivo nonostante tutto: “E’ stata una grande esperienza, ho vissuto due giorni fantastici. E’ stata comunque dura, come mi aspettavo, ma sono soddisfatto di come ho guidato e per come è andata la macchina, a parte qualche piccola noia subito sistemata ieri. Essere 21° dopo due anni di assenza su un circuito sconosciuto e con questo livello di competizione mi rende felice”.

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/09/wrx-loheac-hansen.jpg Dopo gara a Lohéac: Solberg esalta la vittoria di squadra, Heikkinen fa finta di crederci ancora