Norvegia uber alles nel Mondiale RallyCross: la vittoria di Solberg nella gara inaugurale è replicata da quella del connazionale Andreas Bakkerud sul leggendario circuito inglese di Lydden Hill. I due comandano la classifica iridata, con il fordista ora primo per tre punti. Impressiona il podio nella gara d’esordio dell’Audi A1 con Larsson. Il campione del BTCC Andrew Jordan è ottimo terzo.

Nel tempio fa Fiesta Bakkerud, dunque. La prima guida del team Olsbergs, già seconda in Portogallo, arpiona una importante vittoria sul tracciato che vide la nascita della specialità nel 1967. Successo doppiamente prezioso, in quanto lo scandinavo supera anche il più noto connazionale Solberg, solo sesto in finale. Buono ma non dominante il passo tenuto da Bakkerud durante il week-end (vittoria nella sola prima frazione, poi un sesto, un quarto ed un settimo posto), in ogni sufficiente a valergli il miglior punteggio parziale dopo le quattro prove. Ma Andreas è stato anche il più lucido, quello che più di tutti ha saputo tenersi alla larga da pericolose bagarre; questo l’ha premiato soprattutto in finale, nella quale ha superato proprio in volata l’Audi A1 di Larsson (che proprio nel giro conclusivo ha percorso il joker lap) ed ha certamente beneficiato del contatto tra Solberg e Foust, che ha tolto l’ex iridato rally dalla lotta per la vittoria.

Quest’ultimo, al netto della grinta e della foga che stavolta l’hanno forse un po’ tradito (vedi anche la manche gettata al vento per aver ‘dimenticato’ di fare il joker lap), è invece parso di nuovo il più veloce in pista. Solberg poi ha pagato un po’ la posizione non ottimale sulla griglia della semifinale e della finale, gettando infine un possibile podio nel tentativo di superare l’americano della Polo. L’uomo da battere resta lui, soprattutto se Petter saprà mantenere la freddezza.

 La perdita di potenza al motore ha visto svanire un podio che sarebbe stato di gran peso specifico in ottica iridata per Toomas Heikkinen: molto veloce in tre delle quattro manche (nell’ultima ha perso tempo per una foratura), il finlandese di Marklund ha vinto la sua semifinale, guadagnandosi la pole per la finale ed i favori del pronostico per una vittoria molto attesa in casa VW. Il quarto posto è un brodino che lascia un po’ di amaro in bocca, anche se la Polo è parsa in ulteriore crescita e ‘rischia’ di diventare nell’arco di poco tempo la miglior auto in gara.

 Il week-end inglese ha premiato così due outsider, portando sul podio lo svedese Robin Larsson e l’idolo di casa Andrew Jordan. Larsson portava l’Audi A1 all’esordio nella serie iridata ed era uno degli ‘osservati speciali’. Né lui né la vettura tedesca hanno tradito, risultando sempre tra i più veloci e conquistando il secondo posto sia in semifinale, sia in finale (che ha condotto sino al penultimo giro). Ottima dunque l’impressione destata dall’auto che presto vedremo, pur se saltuariamente. nelle mani di Tidemand e forse anche Ekstrom. Pollice su anche per Jordan: il re del BTCC non si è certo tirato indietro nella bagarre del rallycross, regalando spettacolo ed ottime prestazioni durante la due giorni di Lydden Hill.

 Bene anche l’altro finalista, quel Tanner Foust che ha chiuso appena alle spalle del capo squadra Heikkinen dopo aver perso un po’ di tempo nel contatto con Solberg e, soprattutto, per essere rimasto senza benzina proprio negli ultimi metri. L’americano, vincitore l’anno scorso sui saliscendi del Kent, ha comunque convinto una volta di più.

 Tra i protagonisti mancanti Henning Solberg (arrivato sino alla semifinale con la Saab 9-3), il generoso Anton Marklund (week-end travagliato per lui, iniziato con un incendio alla sua Polo nelle libere) e, soprattutto, Reinis Nitiss: ancora una volta molto veloce, il compagno di Bakkerud si è aggiudicato la sua semifinale, ma non ha potuto disputare la finale a causa di un problema meccanico. Beffa che nulla toglie alla ottima prova del debuttante lettone.

Masticano amaro anche gli alfieri Peugeot: problemi al motore hanno appiedato sabato mattina Timerzyanov e, prima della semifinale, il suo compagno Hansen. Meno problemi di affidabilità stavolta per le auto gemelle di Albatec, con il pilota-proprietario del team capace di raggiungere la semifinale ma con Jeannay alle prese con un felling mai sbocciato con la 208.

 Il Mondiale vivrà la sua terza tappa a metà giugno in Norvegia: praticamente uno spareggio anticipato tra Bakkerud e Solberg, per la gioia dei tanti appassionati attesi ad Hell.

La finale: 1° A. Bakkerud (Ford Fiesta) in 4’25”428, 2° R. Larsson (Audi A1) a 0”541, 3° A. Jordan (Ford Fiesta) a 1”389, 4° T. Heikkinen (Volkswagen Polo) a 6”370, 5° T. Foust (Volkswagen Polo) a 10”075, 6° P. Solberg (Citroen DS3) a 12”457.

La classifica piloti dopo due prove: 1° A. Bakkerud 49 punti, 2° P. Solberg 46, 3° T. Heikkinen 44, 4° R. Nitiss 43, 5° A. Marklund 26, 6° R. Larsson 25, 7° T. Hansen 20, 8° T. Timerzyanov 19, 9° K. Pauwels  17, 10° A. Jordan 17.

Classifica Squadre: 1° Ford Olsbergs 92 punti,2° Volkswagen Marklund 70, 3° PSRX 55, 4° Team Peugeot-Hansen 39, 5° Albatec Racing 14, 6° Monster Energy World RX Team 0.

Europeo S1600

La finale: S. Zagumennov (Skoda Fabia) in 5’50”534, 2° U. Linnemann (Peugeot 208) a 0”968, 3° K. Navickas (Skoda Fabia) a 3”884, 4° O. Smetana (Ford Fiesta) a 6”858, 5° N. Misiulia (Skoda Fabia) a 2 giri, 6° P. Vimmer (Skoda Fabia) a 4 giri.

La classifica dopo due gare (primi cinque): 1: S. Zagumennov 57 punti, 2° U. Linnemann 48, 3° N. Misiulia 45, 4° T. Shigabutdinov 36, 5° K. Navickas 33.

Europeo Touring Car

La finale: 1° D. Lundh (Volvo C30) in 4’58”944, 2° A. Braten (Ford Fiesta) a 0”872, 3° T. Tanevik (Mazda RX8) a 2”471, 4° D. Norgard (Ford Fiesta) a 8”558, 5° M. Kasse (Ford Fiesta) a 21”364, 6° T. Lona (Ford Fiesta) non partito.

La classifica dopo due gare (primi cinque): 1° D. Lundh 46 punti, 2° T. Lona 42, 3° A. Braten 40, 4° K. Larsen 38, 5° P. Mertens 27

RX Lites

Brilla l’astro nascente, meno la ‘guest star’. Va al 16enne americano Mithcell De Jong la vittoria nella categoria di supporto al Mondiale. Il talento statunitense ha messo in mostra il suo valore, conquistando due vittorie di manche e due quarti posti e vincendo pure la sua semifinale. A lui, infine, anche la finale, nella quale ha piegate gli specialisti svedesi. In finale ci era arrivato anche Nelson Piquet Junior (per lui un settimo, un ottavo e due terzi posti di manche, più il secondo di semifinale), ma la sua gara è finita dopo un solo giro.

Paolo Bellodi

 Twitter: @paolobellodi


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