L’autunno incandescente del Mondiale Rallycross inizia da Lohéac: in Bretagna la prima delle tre gare settembrine che, probabilmente, daranno lo scossone decisivo alla classifica iridata in vista delle ultime due gare. Ed è più che mai tutti contro Petter Solberg.

Già, il norvegese sbarca in Bretagna come l’uomo da battere. A tutti i costi. Perché la vittoria canadese di un mese fa, abbinata al magro raccolto dei diretti avversari, ha aperto un divario che rischia di diventare presto incolmabile. Non sono solo i venti punti di vantaggio sul primo inseguitore (155 contro i 135 di Heikkinen, i 133 di Nitiss, i 113 di Bakkerud ed i 111 di Marklund) a spaventare, sebbene nessuno, sinora, sia mai riuscito a guadagnare un margine tale (Nitiss era arrivato a +14); ad impressionare è il cambio di passo che Solberg ha avuto in questo secondo terzo di stagione che si chiuderà proprio in Francia: dai 20 punti di media (contro i 24 di Nitiss) delle prime quattro gare, Petter è passato ai 25 delle ultime tre prove, con Heikkinen appena sopra i 20 e, soprattutto, i due fordisti targati Oslbergs precipitati ben sotto quota 15 (Nitiss a 12,33 e Bakkerud a 10,33).

Riscatto obbligato, dunque, per un po’ tutti gli inseguitori del pilota della DS3: se Solberg può anche permettersi il lusso di amministrare, tutti gli altri devono correre almeno per il podio finale, sperando che il capoclassifica concluda la spedizione francese il più lontano possibile dal rostro riservato ai migliori tre. Heikkinen e Marklund, certamente avvantaggiati da una Polo più che mai competitiva, rappresentano l’insidia principale, ma bisognerà capire se – eventualmente – il team svedese deciderà di attuare giochi di squadra per favorire il finlandese rispetto al più staccato rampollo di casa Marklund.

Lohéac potrebbe essere l’ultima spiaggia per Nitiss e, soprattutto, Bakkerud: le loro Fiesta si sono progressivamente allontanate dal vertice delle classifiche gara dopo gara, e perdere altri punti significherebbe almeno per il norvegese uscire anticipatamente dal giro dei pretendenti al titolo. A complicare la loro vita, ci saranno le Peugeot 208 del team Hansen – a podio nelle ultime due gare, a dimostrazione di una competitività finalmente all’altezza della fama del team- e le Citroen DS3 del Monster Energy (ancora con Jeanney ed Henning Solberg), oltre alle Audi S1 del team EKS affidate ad un Tidemand galvanizzato dalla recente vittoria nel WRC2 in Germania ed a Sandstrom. Tutta gente che potrebbe in ogni momento regalare sorprese importanti ed issarsi in posizioni di classifica inaspettate alla vigilia.

Mine vaganti sono le wild-card francesi, a partire dal campione nazionale Jerome Grosset-Janin, senza dimenticare i connazionali Pailler e Duborg. Non ci sarà invece Jacques Villeneuve, impegnato a Monza come commentatore della F1 e sostituito sulla 208 di Albatec dall’inglese David Blinks (in Germania, invece, sulla Peugeot salirà Ramona Karlsson). Da seguire l’esordio di Simone Romagna sulla seconda DS3 del team di Petter Solberg: un ingresso in punta di piedi nel Mondiale in vista, si spera, di un impegno in pianta stabile l’anno prossimo.

A Lohéac – paesino di 600 anime a 20 km da Rennes, dove si attende una massiccia invasione di appassionati, visto che lo scorso anno, quando però in gara c’era sua maestà Loeb, si superò quota 70mila presenze – potrebbe invece iniziare a togliersi qualche soddisfazione la Tedak Racing nell’Europeo S1600. Dopo le prime uscite in Svezia e Belgio, il team reggiano schiererà Davide Medici (a destra nella foto di Dino Benassi, insieme all’intramontabile rallysta Gianni Cerioli), con il quale spera di iniziare a scalare le classifiche, soprattutto a Franciacorta.

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


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