Che il rallycross sia una disciplina senza praticanti e con scarso seguito al di qua delle Alpi è un dato di fatto. Ma non si può dire che questa specialità non abbia dei trascorsi dalle nostre parti e, anzi, proprio nel Belpaese scrisse una pagina importante della sua storia.

Per molti degli appassionati che saranno a Franciacorta, si tratterà del primo contatto con il rallycross. Ma sbaglia chi dovesse credere che quello bresciano sia l’esordio della specialità in Italia. Perché fu proprio il nostro paese ad ospitare la prima gara di rallycross al di fuori del Regno Unito. Un evento che risale al 1969: due anni prima, il rallycross era stato ideato da Robert Reed e presto aveva attecchito nella terra d’Albione (soprattutto a Lydden Hill, da sempre il sacro tempio di questa disciplina).

E nell’isola il rallycross era rimasto sino a quel giorno di tarda primavera. Fin al 2 giugno di 45 anni fa, quando l’autodromo di Vallelunga ospitò il Trofeo Italiano Rallycross. Era una gara puramente dimostrativa, che non ebbe alcun seguito in Italia per vari motivi: l’autodromo romano, preso in gestione dall’ACI proprio nel ’67, era allora un cantiere a cielo aperto e non si sapeva ancora cosa ‘avrebbe fatto da grande’; d’altra parte, i pionieri inglesi del rallycross stavano cercando di capire se e dove avrebbero potuto trovare altri seguaci con i quali condividere e sviluppare la loro passione. Da noi non furono fortunati, mentre in Olanda le cose andarono meglio, tanto che una gara disputata il fine settimana seguente nei Paesi Bassi rappresentò il seme dal quale si sviluppò la febbre del rallycross in tutto l’Europa centrale e settentrionale.

Ma quello tra Italia e rallycross non fu un addio: otto anni dopo la gara di Vallelunga, la specialità riprovò a sondare l’interesse di piloti e appassionati italiani. Dal 1977 al 1980, la ‘Rallypista Santo Spirito’ di Gropello Cairoli ospitò il campionato Europeo (nato nel frattempo nel ’73). Quattro anni in cui i protagonisti dell’allora ERC diedero spettacolo – a partire dal norvegese Martin Schanche, meglio noto come ‘Mister Rallycross’ per le sue doti funamboliche e talvolta sopra le righe, abbinate ad un’indiscutibile velocità che lo portò a vincere sei corone continentali –, trovando però una concorrenza lillipuziana da parte dei piloti italiani e solo poco più interesse da parte degli appassionati.

Capita l’antifona, quelli dell’Europeo decisero che in Italia, caso mai, ci sarebbero tornati solo per fare vacanza: e così è dal 20 aprile 1980 che non si disputa una gara di rallycross sul suolo italico. Oltre trentaquattro anni dopo, IMG ci riprova. Che ne dite, saprà rendere l’Italia un paese di santi, poeti, navigatori e anche… appassionati di rallycross?

Paolo Bellodi

Twitter: @paolobellodi


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