Colpi di scena a non finire nelle prime fasi della 6 Ore di Spa. Allo start, partiva bene dalla pole Timo Bernhard con la Porsche #1 davanti alla vettura gemella di Marc Lieb, ma presto Lucas di Grassi si infilava fra le due 919 Hybrid con l’Audi, complice un problema al sistema ibrido. Presto è la Toyota #5 di Sebastien Buemi ad ereditare la terza piazza assoluta, mentre il tedesco perde terreno fino a transitare sesto.

Le Toyota rispondono al meglio sul passo di gara e presto Buemi transita secondo, mentre l’altra TS050-Hybrid di Mike Conway viene bloccata da un drive-through dopo aver urtato l’incolpevole Viktor Shaytar con la BR01 #37. Ma non è finita, perché dopo il primo pit Buemi si ritrova in testa, seppur con un minimo vantaggio sulla macchina campione.

Bernhard innesca un duello d’altri tempi, che però si interrompe presto con la 919 Hybrid #1 che perde di colpo terreno. Si tratta di una foratura alla anteriore sinistra ed il campione tedesco deve percorrere praticamente tutta la pista prima di rientrare ai box. Pronto il cambio con Mark Webber, che operò pochi giri dopo deve sostenere lo stesso problema, pertanto il box di Stoccarda opta per una verifica più approfondita ritirando la macchina al box.

Anche l’Audi #7, in quel momento terza e nel giro dei primi, deve fermarsi per una sosta dove viene verificato l’anteriore ed il fondo – sorvegliato speciale dopo la squalifica di Silverstone – danneggiato. Dopo 120’ di gara quindi Anthony Davidson, subentrato a Buemi, conduce a sorpresa con 29” di vantaggio su Loic Duval e di 1 giro sul compagno di squadra Kamui Kobayashi.

Le due Rebellion dal canto loro conducono senza problemi tra i privati, con quasi un giro di vantaggio sulla CLM del ByKolles.

Nel folto gruppo delle LM P2 invece, subito un testacoda di Roberto Merhi al via con la Manor, mentre davanti René Rast prende agilmente la testa sulla Oreca Manor di Will Stevens e l’Alpine di Nicolas Lapierre. Poco dietro presto scintille fra la Ligier di Pipo Derani e l’Alpine di Nelson Panciatici.

Dopo la seconda sosta è proprio l’Oreca Manor #44 con James Jakes ora alla guida, a condurre su Nathanael Berthon, subentrato a Rast e sull’Alpine di Stéphane Richelmi. Primo fra le non Oreca, Cjris Cumming sulla Ligier Extreme Speed , P5 dietro l’altra Manor.

Chi non sembra accusare problemi sul passo di gara sono le Ferrari AF Corse, che guidano sin dall’inizio gara in GTE-Pro, con Gianmaria Bruni presto al comando su Sam Bird, mentre alla concorrenza non resta che stare a guardare. L’Aston Martin #97 precede la Ford meglio piazzata con Billy Johnson, mentre la GT gemella #67 procede in P5 dopo essersi toccata con la Ferrari 458 che conduceva in GTE-Am con Rui Aguas e Les Combes.

Grazie a questo inconveniente e alla successiva penalità per eccessivo uso della pista della GT del Cavallino, è Paul Dalla Lana a condurre dopo 2 ore con l’Aston #99 sulla Porsche dell’Abu Dhabi-Proton e alla Corvette Larbre. Rovinosa uscita e gara finita infine per l’Aston Martin di Nicki Thiim alla Paul Frère, toccato dalla Gibson di Simon Dolan, e prima Full Course Yellow della giornata

Piero Lonardo

La classifica dopo la seconda ora

http://fiawec.alkamelsystems.com/Results/06_2016/02_SPA%20FRANCORCHAMPS/115_FIA%20WEC/201605071430_Race/Hour%202/05_Classification_Race_Hour%202.PDF


Stop&Go Communcation

Ferrari, dominio in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/05/Start-1024x682.jpg WEC – Spa, Start: Colpi di scena a ripetizione e Toyota davanti