Le due Toyota emergono come da copione davanti a tutti dalle qualifiche della 6 Ore di Spa-Francorchamps, conquistando la prima pole stagionale con Mike Conway e Kamui Kobayashi alla media sui due giri di 1.54.583, precedendo di circa 4 decimi Fernando Alonso, che si è incaricato del primo stint sulla TS050-Hybrid #8, e Kazuki Nakajima.

Si è trattato di una sessione complicata per i prototipi, interrotta per ben due volte dalla bandiera rossa, la prima volta per la BR dell’SMP Racing di Stèphane Sarrazin, fermo lungo il circuito. Non erano passati che 9 minuti totali che Pietro Fittipaldi ha stampato l’altra BR a motore Gibson del DragonSpeed all’esterno dell’Eau Rouge.

Le cause tecniche non sono ancora note, ma il crash è sembrato subito di quelli seri, ed infatti il giovane nipote d’arte, nonostante la cellula della LM P1 abbia assorbito gran parte del violento urto, avrebbe riportato la frattura di entrambe le gambe. Fittipaldi, che quindi rischia di saltare la sua prima Indy 500 dopo aver saltato il Rookie Orientation Program, al momento è ricoverato presso il Centre Hospitalier de la Citadelle de Liège.

Tornando ai risultati di gara, dietro alle Toyota le due Rebellion, con la #1 di Neel Jani e Bruno Senna, a 1”8 dalla migliore delle Toyota, davanti alla #3 di Thomas Laurent e Gustavo Menezes. Terza fila per la BR rimasta dell’SMP e la ENSO del ByKolles. Alle qualifiche non hanno partecipato le due Ginetta ch, in assenza dei pagamenti dovuti da parte del partner cinese, non prenderanno parte alla gara.

La prima pole position dell’anno fra le LM P2 va all’Alpine, che con il “solito” Nicolas Lapierre e Pierre Thiriet con la media di 2.02.405 batte sul filo di lana l’Oreca del G-Drive. Solo P5 per il DragonSpeed, dominatori delle libere, con Pastor Maldonado e Roberto Gonzalez in apparente difficoltà con le Michelin con l’alzarsi delle temperature in pista, dietro le altre due Oreca del Jackie Chan DC Racing.

Non c’è stata invece storia in GTE-Pro, dove le due Ford hanno conquistato la prima fila con la #67 di Harry Tincknell ed Andy Priaulx – coadiuvati in gara da Tony Kanaan – davanti di soli 83 millesimi alla GT gemella.

Seconda fila per le due Porsche, con Gianmaria Bruni e Richard Lietz vicinissimi alla coppia di testa, davanti alla 911 RSR #92 di Michael Christensen e Kevin Estre. Le Ferrari seguono in P6 e P7, dietro anche alla migliore delle BMW M8, la #82 di Antonio Felix da Costa e Tom Blomqvist. E’ evidente che il distacco di oltre 1”3 delle 488 GTE Evo dalle due Ford GT, che ricordiamo non hanno avuto alcuna evoluzione, livrea a parte, durante l’inverno, va attribuito ad un Balance of Performance (automatico per le Pro) non correttamente calibrato.

Tra le GTE-Am infine, pole position quanto mai aggiudicata sul “filo di lana”, con la Porsche #77 di Matt Campbell e Christian Ried a precedere di 2 soli millesimi l’Aston Martin del campioni del mondo della categoria, Paul dalla Lana e Pedro Lamy. Peccato per Matteo Cairoli, autore del migliore tempo della categoria, vanificato dal teammate bronze ranked, Khaled Al Qubaisi, che lo costringe alla quarta piazzola dietro l’altra 911 spec-2016 del Project 1.

La griglia della categoria risente della cancellazione di diversi tempi, ed ha impattato soprattutto la Ferrari di Spirit of Race e la Porsche del Gulf Racing UK, che chiude la graduatoria.

E’ tutto per oggi. Lo start della 6 Ore di Spa-Francorchamps, atto iniziale della “Super Season” 2018/2019, domani alle 13.30

Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche


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Brutto crash per Pietro Fittipaldi: sospetta frattura ad entrambe le gambe

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/05/PL55960-1024x682.jpg WEC – Spa, Qualifiche: Toyota uno-due come da copione