E’ dopo ben 4 ore di prove libere, nel tardo pomeriggio giunge il momento delle verifiche, con le qualifiche. Il nuovo formato, inaugurato a Silverstone, ricordiamo premia la media dei due migliori tempi di ciascuno dei due piloti designati.

Iniziando come al solito le GT, e nel primo turno Bruno Senna con l’Aston Martin #99 è il primo a scendere sotto il 2’20” con un tempo monstre di 2.19.203. Nella media termina davanti all’altra Aston di Stefan Mucke, alle due Ferrari di Vilander e Fisichella e alla Porsche di Jorg Bergmeister.

Tra le GTE-Am Gianluca Roda con la Porsche Proton, precede Matteo Malucelli con la Ferrari della 8 Star motor sport e Fernando Rees con la Corvette Larbre.

Il secondo turno vede Fred Makowiecki non demeritare sulla #99 di Senna, nonostante uno stint tutto coraggio di Gianmaria Bruni, e riesce a portare a casa la pole position per soli 42 millesimi. Terzo è Kamui Kobayashi che rimonta sull’Aston #97 di Darren Turner. Non serve a nulla il tempone di Pedro Lamy sulla terza Aston condivisa con Richie Stanaway, che terminano quarti. Chiudono le fila le due Porsche Manthey.

Allan Simonsen invece ribalta la prima parte della sessione e conquista la pole per la casa inglese anche nelle GTE-Am, precedendo Rui Aguas con la F458 arancione dell’8 Star e l’altra Aston di Stuart Hall.

Al momento in cui scriviamo alcune vetture, fra cui la Ferrari di Bruni e Fisichella, sono in attesa di verifiche al parco chiuso. Potrebbero essere comminate penalità da scontare in griglia.
UPDATE: Nessuna penalità comminata dai commissari.

Il secondo stint è dedicato come usuale ai prototipi. Lucas di Grassi è il primo a scendere, e di oltre mezzo secondo, sotto i 2’, imitato presto da Marcel Fassler. Alexander Wurz segue la terza Audi di Tom Kristensen mentre Nick Heidfeld ha inizialmente la meglio sulla seconda Toyota di Stéphane Sarrazin, ma l’incidente di Chris Dyson, che si gira alla Rivage con la Zytek del Greaves Motorsport porta dopo poco più di 5 soli minuti allo stop della sessione.

Alla ripresa delle ostilità Di Grassi stacca un 1.58.934 che in teoria dovrebbe lasciare comodo Marc Genè nella lotta a due con André Lotterer. Il francese però ha la meglio, a causa della prestazione a dir poco non eccezionale del collaudatore Ferrari, che vanifica lo splendido stint dell’ex-Virgin F1. Le due Toyota, nonostante la pista vada perdendo performance, recuperano sulle Rebellion ma rimangono ad una media di circa 1” più lente rispetto all’ultima delle vetture dei quattro cerchi, la #2 di Kristensen e McNish, nonostante gli sforzi di Nakajima e Davidson, subentrati a Wurz e Sarrazin. Heidfeld/Jani e Belicchi/Beche si assicurano comodamente infine la sesta e la settima piazza assoluta davanti alla HPD Strakka.

In P2 Nicolas Minassian domina il primo stint con la Oreca del Pecom Racing davanti ad Oliver Turvey  sulla Zytek della Jota e ad Oliver Pla con la prima Morgan dell’Oak Racing, unici tre piloti a scendere sotto il 2’08”.  Il secondo stint vede la conferma delle tre posizioni grazie alle prestazioni di Pierre Kaffer, del transfuga ALMS Lucas Luhr e di Alex Brundle rispettivamente. A seguire la seconda Morgan Oak, le due Oreca del Delta-ADR e del G-Drive e le due Lotus T128, con la #31 di Liuzzi e Rossiter ai livelli delle migliori P2. Da segnalare che non ha preso parte alla sessione la Lola-Nissan del Gulf Racing Middle East, ritornata per l’occasione nella serie.

L’appuntamento è a domani per la 6 ore con inizio alle 14.30, preceduto da un breve warm-up in prima mattinata.

Piero Lonardo

La classifica finale delle qualifiche

La griglia di partenza


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