Il classico clima delle Ardenne accoglie a Spa le 30 vetture protagoniste del secondo round del World Endurance Championship 2017.

Sotto un cielo coperto e una pista resa insidiosa dalla pioggia caduta nei giorni scorsi i partecipanti non hanno dato l’impressione di voler forzare più di tanto, anche se i migliori tempi in pista delle varie classi, staccati nelle prime fasi della sessione, paiono dimostrare il contrario.

Il duello per l’assoluto Porsche-Toyota ha perso subito un protagonista in Josè Maria Lopez, posto ancora precauzionalmente a riposo dopo il crash di Silverstone, ma è comunque proprio la TS050-Hybrid #7 a comandare la lista dei tempi con Mike Conway ed il tempo di 1.57.940. A fargli da contraltare il campione 2015 Brendon Hartley, di soli 36 millesimi più lento.

Best lap tra gli altri due equipaggi per il campione in carica Neel Jani e per il vincitore del season opener, Sebastien Buemi, a poco meno di 1” dal vertice; la terza Toyota, che gira con la configurazione a basso carico aerodinamico, chiude a 1”6 dal miglior tempo il gruppo delle LM P1 ibride con Stèphane Sarrazin. Lontanissima infine la Enso CLM del ByKolles, come noto unica LM P1 privata iscritta a questa stagione, a 9”.

Le potenze delle rinnovate LM P2 anche qui hanno riavvicinato il lotto della seconda categoria prototipi al vertice. Gustavo Menezes il migliore con l’Alpine #36 ed il tempo di 2.04.171, a precedere di pochissimo il giovane talento inglese Alex Lynn e Simon Trummer, rispettivamente con le Oreca di G-Drive e CEFC Manor.

Oltre 2” di gap per Nigel Moore con l‘unica Ligier presente del Tockwith Motorports. Pochi giri infine, tutti per Ben Hanley, per la vettura del TDS orfana dell’enfant du pays Mathieu Vaxivière.

Ancora lotta a tre fra Ford, Porsche e Ferrari in GTE-Pro. La classe ha subito una inaspettata modifica alle capacità dei serbatoi, con le GT dell’ovale penalizzate di 4 litri, mentre le 911 RSR a motore centrale e le 488 GTE guadagneranno rispettivamente 3 ed un litro per la gara. I vertici tecnici dell’ACO, che nelle scorse settimane avevano dichiarato che non sarebbero stati modificati i parametri di equivalenza prima dell’introduzione del BoP automatico, hanno confermato che la capacità del serbatoio non farà parte dei parametri modificabili in automatico per livellare le prestazioni in pista tra i vari costruttori.

Miglior tempo di Andy Priaulx con la GT #66, autore di 2.16.802 davanti a Fred Makowiecki con la Porsche; a seguire Billy Johnson e Michael Christensen con le altre due entry, con distacchi contenuti nel mezzo secondo. Davide Rigon ha portato la Ferrari 488 GTE #51 a quasi 1” dal vertice; più lontane le Aston Martin, con Richie Stanaway ancora una volta il migliore dei suoi.

Il BoP ha invece investito, a termini di regolamento, le GTE-Am, dove sono stati imposto nuovi pesi minimi per i tre corruttori coinvolti con le vetture spec 2016. Porsche e Aston guadagnano 10 kg, mentre la Ferrari vincente a Silverstone è costretta ad aggiungerne altrettanti agli esemplari portati in pista da Clearwater Racing e Spirit of Race.

Grazie anche alle condizioni della pista, sono state le Porsche a volare, con Matteo Cairoli e Ben Barker. Il comasco del Dempsey-Proton precede il gruppo con 2.18.089.

Il programma odierno prosegue con la seconda sessione di libere, a partire dalle 16.45.

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1


Stop&Go Communcation

Inaspettate modifiche alla capacità dei serbatoi in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/05/Toy7-1024x682.jpg WEC – Spa, Libere 1: I protagonisti non spingono. Lopez out