Anche qui a Spa abbiamo raccolto le impressioni dei piloti, focalizzandoci sui protagonisti dell’assoluto.

Abbiamo iniziato con Anthony Davidson, paladino della ritrovata Toyota. Anthony, quanto è diverso qui rispetto a tre settimane fa?Spa è sicuramente molto diversa da Silverstone, sia come conformazione che come clima… soprattutto in questo weekend!”

“Ironicamente – prosegue il campione 2014 – il clima freddo non significa andare più piano, anzi, tendenzialmente per noi è il contrario. Le gomme tendono a lavorare meglio, la macchina quindi assume maggior carico aerodinamico e soprattutto con le tecnologie turbocompresse, anche il gruppo propulsore ne trae vantaggio. Soprattutto in gara, un eventuale maggior consumo di gomme dovuto alle alte temperature è cruciale.”

Anthony

Voi però con questo clima insolitamente caldo vi siete trovati molto bene e avete limato un po’ del gap che vi separa dalle Porsche. ”Noi qui a Spa ci siamo presentati con una soluzione di compromesso aerodinamico – non è propriamente il kit a basso carico per Le Mans – che ci ha permesso di gestire al meglio la parte guidata e di limitare i danni nella parte veloce. Non nascondiamo che il distacco rispetto alle Porsche c’è ancora, ma ci stiamo avvicinando, e questo è un bene per la competizione”

In casa Porsche abbiamo raccolto le impressioni del campione del mondo Brendon Hartley. Lo scorso anno la vostra macchina qui era molto bassa. All’Eau Rouge vedevamo le scintille, quest’anno no.. “Il telaio è lo stesso dell’anno scorso, ma è stato ottimizzato con nuove sospensioni ed aerodinamica. La conformazione della pista ed il risultato di Silverstone hanno influito su di una scelta più conservativa degli assetti.”

Brendon

Avete fatto tanti test sulle varie soluzioni aerodinamiche. Di chi è stata la scelta di portare a Spa una configurazione a basso carico e cosa comportano le insolite temperature di questo weekend? “Le temperature non significano tanto, anche se sarà più difficile lavorare con le gomme ed eseguire doppi stint. Sicuramente Spa, Silverstone e Le Mans sono piste differenti e qui abbiamo pensato che potevamo testare le soluzioni per Le Mans senza particolari rischi per il campionato.”

Per l’Audi ha parlato invece Lucas di Grassi. Cosa ci dici della nuova R18 e dei problemi che hanno colpito soprattutto la tua #8 in questo inizio di stagione ? “Tra qui e Silverstone ho girato sicuramente poco, è vero. In Inghilterra neve, il bagnato in qualifica, poi il problema in gara. Anche qui un altro problema, all’anteriore. Non è facile, sfortunatamente sempre sulla nostra, è vero. A Silverstone prima del guasto eravamo in testa con 5” di vantaggio.”

Si, ieri avete mancato la seconda sessione per un problema all’anteriore. “Il problema con questo tipo di macchine è che sono estremamente complesse e ci sono diversi sensori, ma trovare esattamente il guasto è difficile, e allora si fa prima a sostituire tutto il gruppo. Tra l’altro, ricordiamo che la nostra è una macchina completamente nuova: devi ottimizzare tutto il sistema per poi raggiungere l’affidabilità e una parte importante della sfida comprende anche lo sviluppo dei pneumatici.”

Per domani come la vedi? “Noi qui ci siamo presentati con un pacchetto aerodinamico low-downforce che ci avvantaggia un po’ nel secondo settore, ma ci penalizza nel primo e nel terzo, per cui sarà difficile. Inoltre – ha terminato il brasiliano – noi rispetto a Porsche e Toyota scontiamo 2 MJ di differenza di classe, ed è molto importante, soprattutto sulle piste più corte. Anche la minore quantità di gasolio va gestita, perché in gara il giro in meno che dobbiamo pagare ad ogni stint può trasformarsi facilmente in un minuto di distacco, magari per una full course yellow lunga o una safety car.”

Tutto pronto per lo start della 6 Ore di Spa, oggi alle 14.30.

Interviste raccolte da Piero Lonardo


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