Inizia sotto una temperatura quasi estiva ed il tanto sospirato bel tempo la 6 ore di Spa, secondo appuntamento del World Endurance Championship.

Dalla griglia scatta bene dalla pole Andrè Lotterer con la Porsche 919 Hybrid #1, ma ancora più lesto è Nicolas Lapierre con la Toyota #9, che dalla parte destra dello schieramento tenta di bruciare tutti alla Source. Purtroppo il francese, rientrato da questa gara nei ranghi in pista Toyota, chiede troppo ai freni della sua TS050-Hybrid, ed è costretto a girare largo verso l’iconica casetta chivando miracolosamente il polesitter.

Le altre due Toyota pressano però Lotterer e presto Sebastien Buemi, che a sua volta ha passato al via il teammate Mike Conway. L’inglese – che divide abitacolo col solo Kamui Kobayashi in attesa della completa ripresa fisica di Joseè Maria Lopez – si riprende però la piazza d’onore dopo circa 15 di gara e si lancia alla caccia dell’ex-Audi, che cede pochi minuti dopo ad entrambe le Toyota, una alla volta.

E’ quindi Brendon Hartley ad ereditare il ruolo di inseguitore in casa Porsche, ma la #2 è costretta al termine della seconda ora ad una sosta anticipata per la foratura lenta a posteriore destra. L’ordine è il medesimo anche ad un terzo di gara, con le due Toyota virtualmente in testa grazie alle diverse strategie, ma chi sta stupendo è la Enso CLM del ByKolles, stabilmente P6 dietro le LM P1 ibride.

In LM P2, Roman Rusinov non fatica a mantenere il comando in partenza con l’Oreca del G-Drive, ma dalle retrovie rinviene la Vaillante Rebellion #31, che ha risalito la classifica grazie anche all’effort di Bruno Senna, anche quest’oggi in versione da combattimento. Paga il dazio del noviziato invece il Tockwith Motorsports, costretta a ripetere due volte il drive through assegnato loro come anche al TDS, perché effettuato senza la supervisione della direzione gara. L’Oreca #38, pure gestita da Jota Sport, eredita il ruolo di terzo inseguitore dietro ad Alex Lynn, ora alla guida della vettura del G-Drive, e a Julien Canal, ora al volante della Rebellion #31.

Da segnalare infine i problemi al controllo di trazione accusati dalla Alpine #36, che hanno rallentato la entry portata in gara da Gustavo Menezes e Romain Dumas.

Danno spettacolo le Ferrari in GTE-Pro. Davide Rigon mantiene agilmente il comando alla partenza sulle due Ford di Olivier Pla ed Harry Tincknell, ma al primo pit è proprio il francese a prender la testa della categoria. Dietro le due 488 GTE, ora gestite da Alessandro Pier Guidi e Sam Bird, hanno switchato le posizioni, mentre sulla Ford #67 dopo poche tornate si è ripetuto il problema elettrico apparso anche durante il formation lap.

I piloti delle due Ferrari però oggi non hanno proprio intenzione di mollare e si lanciano all’inseguimento della GT dell’ovale, che riprendono nel corso della seconda ora, allorquando i due alfieri del Cavallino arrivano anche a toccarsi per la leadership della categoria, ora saldamente nelle mani degli uomini di AF Corse sulle due Ford.

In Gte-Am infine, una penalità di stop&hold +10” derivante dal non corretto schieramento in griglia, costa momentaneamente la testa della categoria alla Aston Martin di Pedro Lamy. La leadership passa temporaneamente alla Porsche di Matteo Cairoli, pressato da vicino da Francesco Castelacci con la Ferrari Spirit of Race.

Nel prosieguo del primo terzo di gara però Paul Dalla Lana e Mathias Lauda riprendono facilmente la leadership, che a metà del percorso conducono con oltre 15” di vantaggio sulla Porsche, ora nelle mani di Christian Ried, e sulle due Ferrari di Weng sun Mok, il quale ha dato il cambio a Matt Griffin, e Thomas Flohr.

Attesa la pioggia nelle ultime due ore di gara a scombinare i piani di tutti i contender.

Piero Lonardo

La classifica alla terza ora di gara


Stop&Go Communcation

Ferrari, uno-due in GTE-Pro alla metà distanza

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/05/Start1-1024x682.jpg WEC – Spa, Half: Le Toyota menano le danze