La Toyota TS040-Hybrid si aggiudica anche la 6 Ore di Spa, secondo round del FIA WEC. Il prototipo nipponico ha tratto il meglio dalla configurazione a basso carico aerodinamico, adottata da entrambe le vetture, ricavando un nuovo successo che sa di dominio anticipato sul campionato.

Alla fine per la seconda volta in stagione Anthony Davidson, Nicolas Lapierre e Sebastien Buemi hanno occupato il gradino più alto del podio, ma non è stata una passeggiata, anche se le pessime condizioni meteo di ieri hanno lasciato spazio ad un sole pieno e ad una temperatura accettabile.

La Porsche 919 Hybrid c’è, e solo dei problemi di gioventù hanno privato la P1 di Stoccarda del colpo grosso sul tracciato belga, dopo la bella pole di ieri. Neel Jani infatti è scattato benissimo dalla pole position e ha condotto la gara fino al cambio pilota, allorquando il connazionale Buemi ne ha approfittato per prendere la leadership.

Un successivo problema elettrico occorso a Romain Dumas nel corso della quarta ora – e riparato senza stop, seguendo le indicazioni dei box – oltre ad un lungo di Jani nel finale, ha definitivamente allontanato la #14 dal successo finale, relegandola a quarto posto, nonostante i minori consumi, di carburante e di gomme.

Peggio è andata alla terza classificata di Silverstone, la 919 Hybrid #20 di Webber, Bernhard ed Hartley, bloccata da una serie di problemi tecnici di una certa entità (sospensione anteriore, trasmissione ed ammortizzatori) che le hanno fatto perdere ben 22 giri. Se riusciranno ad acquistare la necessaria affidabilità, le 919 Hybrid saranno un osso duro per tutti a Le Mans.

E le Audi? Fuori immediatamente dalla lotta di testa la #2 di Treluyer, Fassler e Lotterer per problemi elettrici, le speranze della casa dei quattro cerchi, stante la scarsa inefficacia della soluzione “low drag” portata in posta da Marco Bonanomi e Filipe Albuquerque, erano riposte ancora una volta sulla e-tron quattro #1.

Tom Kristensen, Lucas Di Grassi e Loic Duval ha fatto il possibile per rimanere nella scia della Toyota, ma il divario nei confronti dei leader era troppo importante e alla fine la seconda piazza ad 1 giro è un risultato forse fin troppo generoso per la casa che ha dominato sulla pista belga negli ultimi due appuntamenti di fila.

Terza piazza alla seconda Toyota di Alezzandr Wurz, Kazuki Nakajima e Stephane Sarrazin, soprattutto a causa di problemi di sovrasterzo ed un’uscita di strada all’inizio della quinta ora.

Missione compiuta invece in Rebellion Racing, con le due nuove Rebellion R-One entrambe in gara e con tanti dati da analizzare, in più con la soddisfazione della settima piazza assoluta per Nico Prost, Mathias Beche e Nick Heidfeld.

Grossi problemi invece per la vettura gemella di Andrea Belicchi, Fabio Leimer e Dominik Kraihamer, costretta ai box dopo un buon avvio, unico ritiro della gara. La settimana prossima nuovi test a Le Castellet per la compagine svizzera, allo scopo di continuare la preparazione in vista della journée test di Le Mans, in programma il 1° giugno.

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In LM P2, gara inizialmente in solitario per la Morgan-Nissan del G-Drive di Roman Rusinov, Olivier Pla e Julien Canal che, dopo aver ereditato la prima piazza dalla polesitter, l’Oreca del KCMG, prendeva il largo sulla barchetta dl team battente bandiera cinese e sulla Zytek-Nissan della Jota Sport di Dolan, Tincknell e Genè.

All’inizio dell’ultimo terzo di gara però una potenziale tegola per i dominatori di Silverstone, che devono cambiare un gruppo fari e nella sosta perdono, ma solo temporaneamente, la leadership a favore della compagine di Simon Dolan, salvo riprenderla alla sosta successiva. La squadra inglese si rifà quindi parzialmente della disavventura della 4 Ore di Silverstone ELMS, portando a casa una onorevole piazza d’onore che fa ben sperare per Le Mans, precedendo a loro volta di 1 giro l’Oreca KCMG.

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In GT, la Ferrari ripete la bella prestazione dello scorso anno, primeggiando in entrambe le classi.

Nella GTE-Pro, Gianmaria Bruni e Toni Vilander sulla F458 AF Corse #51 si sono rifatti del risultato di Silverstone, inficiato come noto dalla decisione della direzione di gara di interrompere anticipatamente la gara, e al termine dell’ennesima gara sprint di 6 ore, hanno riportato una vittoria importantissima, soprattutto ai fini del campionato.

La battaglia con l’Aston Martin di Darren Turner, Stefan Mucke e Bruno Senna è durata praticamente per tutta la gara, ma la maggiore velocità della coupè di Maranello, unita ai migliori consumi, ha fatto il resto, e alla fine alla casa inglese va fuori dal podio.

Ottima prova anche per James Calado e Davide Rigon, terminati terzi alle spalle della Porsche 911 RSR di Patrick Pilet e Jorg Bergmeister. Appassionante il duello nel finale tra l’italiano e il francese con Patrick Pilet per la piazza d’onore con in palio la secoda piazza.

Grande risultato per la Ferrari anche in GTE-Am, con Luis Perez-Companc, Marco Cioci e Mirko Venturi che hanno la meglio sulle due Aston Martin di Richie Stanaway, David Heinemeier Hansson e Christian Poulsen e di Pedro Lamy, Paul Dalla Lana e Christoffer Nygaard, che avevano condotto, proprio come le “sorelle maggiori” la primissima parte di gara in tandem, lasciandole a 32” e 56” rispettivamente.

L’attenzione dell’endurance mondiale si sposta ora sulla 24 Ore di Le Mans, a partire dalla journée test del 1° giugno, fino alla corsa del 14 e 15.

Piero Lonardo

La classifica finale


Stop&Go Communcation

Porsche penalizzate da guasti tecnici e Audi costrette a inseguire. Ferrari padrona in GT

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/05/Start-1024x575.jpg WEC – Spa, Gara: Toyota, nuova vittoria