L’Audi ripete la tripletta dello scorso anno alla 6 ore di Spa. La vittoria questa volta va alla R18 e-tron quattro #1 di Benoit Treluyer, Marcel Fassler ed Andrè Lotterer, che distanziano i compagni di squadra Loic Duval, Tom Kristensen e Allan McNish di oltre 1’ e l’equipaggio della #3 – che ricordiamo è scesa in gara in versione Le Mans – composto da Marc Genè, Oliver Jarvis e Lucas di Grassi, di quasi 2’.

Niente da fare per la Toyota, che si deve accontentare del quarto posto con la TS-030 Hybrid #8, versione 2012, con Sebastien Buemi, Stéphane Sarrazin ed Anthony Davidson. La squadra nipponica per tutta una serie di circostanze, ma non con demerito, si è ritrovata inaspettatamente al comando con la #7, al debutto con gli aggiornamenti 2013, duellando con l’Audi in seguito vincitrice e senza cedere la leadership. Purtroppo un guasto al sistema ibrido ha causato un surriscaldamento dei freni posteriori, costringendo il team al ritiro.

Il miglior giro in gara, 2.00.435 segnato nel finale da Andrè Lotterer a metà gara, è lontano dalla migliore prestazione di Kazuki Nakajima, ma sul passo di gara le Toyota di sono dimostrate performanti, il che fa sperare bene per il prosieguo del campionato – le si aspettava già da subito al livello se non davanti alle Audi – e per Le Mans.

Uno-due tra i provati per il team Rebellion. Mai infastiditi dai rivali di Strakka Racing, decisamente non a proprio agio tra le Ardenne, Neel Jani, Nick Heidfeld e Nicolas Prost si sono dovuti preoccupare solo di portare la macchina in fondo. Per il gioco dei pit la vettura gemella di Andrea Belicchi, Cong Fu Cheng e Mathias Beche si è ritrovata per qualche giro anche sul podio, ma l’importante era allungare sui rivali inglesi in vista anche qui del prosieguo della stagione post Le Mans, dove sappiamo parteciperà una sola vettura del team svizzero, e la missione è stata nuovamente compiuta.

Il resto è stato appannaggio di AF Corse, che ha portato a casa quattro trofei e tre vittorie di classe.

In LM P2 Pecom Racing, formazione che batte bandiera argentina ma che fa capo alla struttura di Amato Ferrari, riesce nell’intento di porsi dietro la Zytek della Jota e le varie altre Oreca e Morgan grazie anche ad un po’ di fortuna. Una foratura all’anteriore sinistra a meno di un’ora dalla fine sembrava aver compromesso le chances di vittoria di Luis Perez Companc, Nicolas Minassian e Pierre Kaffer. Invece un ultimo splash & dash di Lucas Luhr a meno di 10’ dalla fine relegava relegava la squadra inglese al terzo posto, dietro anche alla Morgan dell’Oak Racing di Olivier Pla, David Heinemeier-Hansson ed Alex Brundle.

La vittoria più prestigiosa è stata forse però quella in GTE-Pro, dove Giancarlo Fisichella e Gianmaria Bruni si sono imposti sullo squadrone Aston Martin. Non sono bastati due stop & go – il primo per avere ecceduto i limiti della pista, il secondo per aver sorpassato in regime di safety car, poco più tardi – ed una collisione con la Porsche Manthey #91 a fermare l’accoppiata romana targata Ferrari.

I campioni in carica alla fine hanno terminato con il consueto margine ridotto, poco più di 9” sull’Aston che partiva dalla pole condotta da Bruno Senna, Fred Makowiecki e Rob Bell, che hanno rovinato la doppietta, con il sempre consistente Toni Vilander e Kamui Kobayashi il quale, pur lamentandosi ad ogni piè sospinto che vorrebbe essere in F1 e che qui lo scorso anno aveva quasi fatto la pole, continua con profitto il proprio adattamento alla categoria.

Sia Bruni che Fisichella hanno sottolineato che, nonostante la bella vittoria conseguita, al momento l’Aston Martin è sicuramente più performante, e che forse la disparità di trattamento riservata dal Board Of Performance alle F458 (maggior peso, minor serbatoio) forse andrebbe rivista.

Il dominio del team di Amato Ferrari sulla 6 ore di Spa termina con la GTE-Am, dove si è imposta la F458 dello 8 Star Motorsport di Matteo Malucelli, Enzo Potolicchio e Rui Aguas, che ha tenuto ad un giro l’Aston Martin dell’equipaggio tutto danese Simonsen/Nygaard/Poulsen e a due la Corvette Larbre di Bornhauser, Canal e Rees.

Prossima tappa del mondiale FIA WEC, la 24 ore di Le Mans il 22-23 giugno, preceduta dalla consueta journeè test del 9 giugno.

Piero Lonardo

La classifica finale


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