L’Audi R18 e-tron quattro di Benoit Treluyer, Marcel Fassler e André Lotterer fa doppietta aggiudicandosi anche la 6 Ore di Spa. Una vittoria meritata ma assolutamente difficile da ottenere, specie dopo le qualifiche, che avevano restituito le tre Porsche 919 Hybrid davanti al resto del lotto.

Per una volta però non è stata solo l’affidabilità a far fuori l’armata di Stoccarda. Se è vero infatti che la #17 partita in pole, dopo la penalità per il taglio nella via di fuga ha subito un danno alla sospensione – prontamente riparato, ma che ha tolto Hartley e c. dalla lotta per la vittoria – e che la #19 si è dovuta riprendere dalla collisione con la 911, Marc Lieb, Romain Dumas e Neel Jani hanno combattuto sino alla fine e si sono arresi solamente ad una maggiore efficacia generale del pacchetto dei quattro cerchi, che ha permesso una maggior conservazione dei pneumatici sulla #7.

Peccato perché la 919 Hybrid anche sul passo da gara è apparsa nettamente migliorata, ma alla fine in Porsche sono comunque sorrisi per il doppio podio, completato proprio dalla #17 di Brendon Hartley, Mark Webber e Timo Bernhard, che ha onorato il casco con i colori di Stefan Bellof. Epico poi l’ennesimo duello consegnato agli archivi tra Marc Lieb e Benoit Treluyer, che regalano ancora una volta alcuni momenti da brivido.

Prima un doppio stop per il cambio della centralina a seguito di problemi elettrici e poi un’uscita di strada hanno invece penalizzato la seconda metà di gara dell’Audi #8 di Lucas di Grassi, Loic Duval e Oliver Jarvis, così alla fine la quarta posizione è stata ereditata dalla #9 di Marco Bonanomi, René Rast e Filipe Albuquerque. I 2 giri con una conformazione penalizzante – il distacco poteva essere minore senza la portiera esplosa dopo circa 2 ore di gara – ci stanno, e comunque ha terminato davanti alla prima delle Toyota, la #2 di Mike Conway, Stèphane Sarrazin e Alex Wurz.

Trio

Tra le LM P2 dietro il leader Jota, si erano ricongiunte le due Ligier del G-Drive, ma la #26 però deve abbandonare per un rarissimo motore Nissan ko a poco più di un’ora dalla fine. Spazio quindi alla Morgan Evo del SARD-Morand di Zoel Amberg, Pierre Ragues e Oliver Webb, che alla prima apparizione in gara nel WEC ottiene un insperato podio. Onore alla Gibson dello Jota Sport, che si regala un back-to-back dopo la vittoria in ELMS a Silverstone, pronta a bissare Le Mans 2014, e che regala un nuovo protagonista alla serie nella persona di Mitch Evans, aggregato all’equipaggio inglese formato da Simon Dolan ed Harry Tincknell. Completano la top five della categoria l’Oreca 05 del KCMG e l’Alpine Signatech.

Aston99b

Un immenso Gianmaria Bruni aveva ricucito lo strappo con l’Aston Martin #99 così da issare la Ferrari #51 al comando della GTE-Pro con un sorpasso di potenza sull’incolpevole Alex MacDowall. Il successivo ultimo pit rimetteva però di nuovo le gerarchie in discussione, a causa soprattutto di un problema al box AF Corse nel montaggio dei pneumatici della rossa. La penalità, forse eccessiva, di Stop&Go + 1 minuto lasciava a Fernando Rees solamente l’incarico di portare la macchina al traguardo. A podio quindi anche in questa classe i due equipaggi Porsche che, senza nulla togliere alla 911 RSR, ben poco hanno fatto per meritare.

Aston98

In GTE-Am il finale di gara è stato come a Silverstone ordinaria amministrazione per l’Aston #98 di Pedro Lamy, Paul Dalla Lana e Mathias Lauda, che ha mantenuto il vantaggio accumulato per portare a casa la seconda vittoria consecutiva nel campionato. Resto del podio tutto Ferrari con le due F458 di AF Corse #83 di Emmanuel Collard, Francois Perrodo e Rui Aguas ed SMP Racing con Andrea Bertolini, Alexsey Basov e Viktor Shaitar.

Appuntamento a Le Mans per la 83ma edizione della 24 Ore il 13-14 giugno prossimi, preceduta dalla consueta Journée test il 31 maggio.

Piero Lonardo

La classifica finale della 6 Ore di Spa


Stop&Go Communcation

Una penalità nega la vittoria alla Ferrari

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/05/Podio.jpg WEC – Spa, Finale: Deutschland Uber Alles con Audi e Porsche