L’edizione 2016 della 6 Ore di Spa non si può dire abbia lesinato sorprese. Alla fine è stata premiata l’affidabilità, nemmeno si trattasse di una 24 ore, e l’affidabilità ha premiato la macchina che in questo inizio di campionato ha collezionato più problemi di tutti.

L’Audi R18 #8 di Lucas di Grassi, Loic Duval ed Oliver Jarvis ha portato infatti a casa il successo con 2 giri di vantaggio sulla Porsche 919 Hybrid di Neel Jani, Marc Lieb e Romain Dumas. La leadership Toyota infatti andava in fumo poco dopo l’inizio della quinta ora di gara, quando anche la TS050-Hybrid #5 di Kazuki Nakajima, Anthony Davidson e Sebastien Buemi si doveva arrestare con un problema al motore, segnalato ai 56.000 presenti da una fumata sospetta al posteriore.

Qualche attimo di suspense durante la safety car entrata in pista per la rovinosa uscita di strada della Ford GT di Stefan Mucke al Raidillion, appena rientrato dopo una lunga sosta ai box, vittima probabilmente dello scoppio di un pneumatico; una brutta botta per il pilota della casa dell’ovale, ma nessuna grave conseguenza fisica. L’Audi di testa approfittava della situazione per sostituire la carrozzeria posteriore senza perdere vantaggio per poi involarsi verso la vittoria, la prima, attesa da tanto, per Di Grassi e Jarvis.

Per Jani e c. invece, i problemi sono cominciati presto, ma la 919 Hybrid, seppur rallentata sul passo gara da un evidente problema all’ibrido, con perdite dai 5” ai 10” sul giro, è riuscita a vedere ancora una volta il traguardo, e i tre piloti della casa di Stoccarda guardano ora tutti dall’alto in classifica generale.

Da segnalare che sia la Porsche #1 che la Toyota #5 sono state rimesse in pista nel finale per guadagnare il punteggio riservato al quarto e al quinto classificato tra i costruttori.

UPDATE: Alla Toyota #5, che ha completato il giro finale utilizzando la sola potenza ibrida, sono stati comminati 4 giri di penalizzazione post-gara; pertanto si invertono le posizioni, nonchè il punteggio, assegnate delle due P1 ibride, in attesa di un eventuale appello del costruttore giapponese.

Rebellions

A podio termina invece ancora una volta la Rebellion R-One di Dominik Kraihamer, Mathéo Tuscher ed Alexandre Imperatori i quali, nonostante la disavventura del longilineo austriaco, hanno mantenuto un giro di vantaggio sulla vettura gemella di Nico Prost, Nelson Piquet Jr. e Nick Heidfeld e ben 5 sulla CLM del ByKolles.

Alpine36

Nella consueta battaglia tra le LM P2, alla fine l’ha spuntata l’Alpine di Gustavo Menezes, Stéphane Richelmi e Nicolas Lapierre. Il vantaggio e la tattica di gara del team di Philippe Sinault potevano essere rovinate solo da una safety car, eventualità che si è palesata proprio durante l’ultima ora di gara, ma Nicolas Lapierre è riuscito a rimontare ancora una volta la situazione, regalando al team transalpino la prima vittoria nel WEC.

Ancora una volta seconda la Ligier dell’Extreme Speed di Pipo Derani, Chris Cumming e Ryan Dalziel, mentre è primo podio WEC per la Manor con la #44 di Matthew Rao, Richard Bradley e Roberto Merhi. Il quarto posto della Ligier dell’RGR by Morand garantisce alla squadra battente bandiera messicana la leadership della categoria.

Ferraris

Colpi di scena anche tra le GTE-Pro, con Davide Rigon e Sam Bird che conquistano la seconda vittoria in due gare con la Ferrari AF Corse. Non è stata una facile cavalcata per la 488 GTE in pole position, che ha perso subito al via la prima posizione, con Bird rimasto intruppato dietro la vettura gemella di Gianmaria Bruni e James Calado a causa del testacoda della Manor.

Le due Ferrari hanno condotto in apparente scioltezza fino a 5 minuti dalla fine in quest’ordine, allorchè sulla #51 emergeva un problema di perdita di liquido. Calado veniva richiamato ai box per verificare lo stato del motore e si optava per il ritiro, per non rischiare una nuova penalizzione dopo quanto accaduto a Silverstone.

Primo podio per la Ford GT con la #66 di Marino Franchitti, Harry Tincknell ed Andy Priaulx, ad un giro dai battistrada, che nel finale ha mantenuto un vantaggio minimo sull’Aston Martin di Richie Stanaway, Fernando Rees e Johnny Adam.

Aston98

L’Aston Martin si rifà ancora una volta in GTE-Am, dove Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul Dalla Lana guadagnano la prima vittoria stagionale, davanti all’equipaggio della Ferrari 458 AF Corse di Francois Perrodo, Emmanuel Collard e Rui Aguas – peccato per le due penalizzazioni iniziali – e alla Corvette Larbre di Paolo Ruberti, Yutaka Yamagishi e Pierre Ragues. Entrambi gli equipaggi hanno tratto vantaggio dalla sosta nel finale della Porsche dell’Abu Dhabi-Proton, che aveva conquistato in pista la seconda piazza ma poi costretta ad una sosta extra nel finale.

E’ tutto per questa avvincente edizione della 6 Ore di Spa. L’obiettivo, insieme ai tanti temi sul tavolo di team ed addetti ai lavori, si sposta ora verso Le Mans. L’inizio delle ostilità in pista per la 84ma 24 Ore è previsto per mercoledì 15 giugno, con le prime libere, precedute il 5 giugno dalla consueta Journée Test.

Piero Lonardo

La classifica finale della 6 Ore di Spa


Stop&Go Communcation

Rebellion ancora a podio. Rigon-Bird, seconda vittoria di fila

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/05/Trionfo-1024x682.jpg WEC – Spa, Finale: Audi trionfa in una gara ed eliminazione