Finalmente ci siamo. Anche i concorrenti del FIA WEC lasciano da parte test per il primo appuntamento che conta, la 6 Ore di Silverstone.

Alla presenza dei vertici FIA ed ACO, Jean Todt in testa, ma anche di Stefano Domenicali, ex-gran capo del reparto corse Ferrari, si appronta la procedura di partenza stile Le Mans con le macchine schierate a spina di pesce, anche se ovviamente con i piloti già in macchina e ben assicurati alle cinture.

Spina

Foto: WEC

Al via scattano bene dalla prima fila le due Porsche 919 Hybrid con Mark Webber e Romain Dumas, nonostante il pressing dell’Audi di Lucas di Grassi, il quale perde momentaneamente la terza piazza a favore della Toyota di Sebastien Buemi, salvo poi riprenderla poche curve dopo. Parte male la CLM P1/01 di Vitantonio Liuzzi, che blocca la parte centrale dello schieramento, compreso Gianmaria Bruni, che sarà costretto a risalire dal fondo dello schieramento, e peggio ancora parte la Strakka Dome di Danny Watts, che termina fuori alla prima curva.

Start

La corsa viene neutralizzata per tre giri e la nuova LM P2 giapponese potrà riprendere grazie all’intervento del carro attrezzi. Nick Tandy sorprende invece le due Ligier del G-Drive con l’Oreca 05 del KCMG e si installa al comando della categoria. Le tre Aston Martin mantengono la testa in GTE-Pro, mentre la Corvette di Paolo Ruberti prende la leadership in GTE-Am, bruciando Porsche ed Aston.

Dopo circa mezz’ora di gara il primo colpo di scena con l’Alpine Signatech di Paul-Loup Chatin che esce e sbatte duro alla Copse. Full Corse Yellow per permettere di recuperare la vettura e si riparte.

Ma la prima vera svolta di questa 6 Ore giunge dopo la scadenza della prima ora, con la Porsche di testa che è costretta a rientrare nel garage per problemi al cambio. Si tratta purtroppo di un ritiro definitivo.

Davanti la lotta si infiamma e l’Audi #7 ingaggia una lotta feroce con l’Audi residua. Alla fine Marcel Fassler ha la meglio su Neel Jani (v. foto) e conquista la testa della gara. Nel frattempo l’altra Audi soffriva una piccola riparazione e perdeva un giro dai primi.

Frattanto sta rinvenendo anche la Toyota col #1 di Davidson, Nakajima e Buemi, mentre la vettura gemella era costretta al termine della terza ora ad uno stop imprevisto per un cono infilato davanti al muso, “ricordo” di un contatto ravvicinato con la Corvette Larbre, cui viene comminato una penalità, perdendo la terza piazza assoluta. I primi 4 sono comunque ancora tutti nello stesso giro.

In LM P2, le Ligier del G-Drive hanno presto ripreso la testa della categoria e alla metà gara conducono senza particolari noie, Roman Rusinov su Ricardo Gonzalez sulla HPD residua, la #30, lontana comunque 2 giri, grazie anche ai problemi tecnici accusati dall’Oreca del KCMG.

In GTE-Pro, i migliori consumi di Ferrari e Porsche hanno avuto la meglio sulla velocità delle Aston Martin e allo scadere delle 3 ore, Gianmaria Bruni sta pressando Patrick Pilet per la leadership della categoria, che agguanterà poco dopo.

Ferrari in evidenza anche in GTE-Am, con Rui Aguas al comando dopo 180’ sulla Aston Martin partita dalla pole di Paul Dalla Lana e sull’altra Ferrari dell’SMP Racing, tutti ancora nello stesso giro come la Porsche Abu-Dhabi e la Corvette Larbre, nonostante una penalità scontata nelle fasi iniziali di gara.

Piero Lonardo

La classifica a metà gara


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Duello Ferrari-Porsche in GT

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/04/Sorpasso-1024x576.jpg WEC – Silverstone, Half: Gara ancora aperta e tanto spettacolo