Doppietta Audi alla 6 Ore di Silverstone, con la R18 e-tron quattro #2 di Allan McNish, Tom Kristensen e Loic Duval davanti di poco più di 3″ ai campioni in carica Marcel Fassler, André Lotterer e Benoit Treluyer. Nulla hanno potuto le Toyota TS030-Hybrid, seppur affidate alle mani esperte di Anthony Davidson, Sebastien Buemi e Stéphane Sarrazin e di Alexander Wurz e Nicolas Lapierre, rispettivamente terzi e quarti all’arrivo, ma distanziati di un giro pieno. Il sorpasso delle due Toyota si è concretizzato già nelle primissime fasi di gara, dopodichè i prototipi dei quattro cerchi hanno avuto via libera fino al traguardo.

Ad ogni modo tutte e quattro le vetture ufficiali non hanno sostanzialmente patito grossi problemi, salvo un’uscita di McNish alla Beckett durante il forcing finale che lo ha portato sul gradino più alto del podio. E poco importa che l’inseguimento alla vittoria della #2 risulti un po’ forzato, tanta è stata la superiorità in gara dell’Audi. La Toyota, che pure ben aveva impressionato proprio qui lo scorso agosto, rischiando quella prima vittoria che si è poi concretizzata in Brasile, ha patito evidenti problemi di assetto, tali da comportare un consumo anomalo delle gomme. Grazie ad un clima incerto ma che alla fine ha “tenuto”, il team nipponico non ha potuto nemmeno giocare la carta delle coperture intermedie, risultate nei giorni scorsi alquanto performanti.

A seguire ancora una doppietta, quella delle Lola Rebellion di Neel Jani, Nick Heidfeld e Nicolas Prost e del nostro Andrea Belicchi, Cong Fu Cheng e Mathias Beche, a quattro e sette giri rispettivamente. I detentori del titolo privati non hanno deluso le aspettative, anche se la loro gara è stata sicuramente avvantaggiata dall’abbandono dell’HPD dello Strakka Racing. Purtroppo dopo solo circa un terzo di gara – e una magistrale rimonta di Jonny Kane dall’ultima piazzola di partenza al settimo posto a 22″ dalle Rebellion, Nick Leventis si scontrava con la Ferrari AF Corse #61 di Gerber, Cioci e Griffin, la quale, spingendo l’inglese nell’erba, lo faceva girare senza controllo, generando uno spettacolare contatto. Anche la Ferrari ne usciva malconcia, ma dopo un duro lavoro costato oltre 30 giri, riusciva comunque a riprendere.

In LM P2 invece ancora una vittoria dell’Oreca-Nissan, questa volta con l’equipaggio dell’ADR-Delta formato da Antonio Pizzonia, James Walker e Tor Graves. In testa sin dall’inizio della gara, hanno saputo tenere a bada tutta la concorrenza, soprattutto le varie Morgan schierate. La piazza d’onore va meritatamente ad una di queste la #24 dell’Oak Racing, seconda ad un giro con Olivier Pla, Alex Brundle e David Heinemeier Hansson. Completa il podio la Zytek del Greaves Motorsport di Tom Kimber-Smith, Chris Dyson e Michael Marsal i quali, grazie ad un passo regolare hanno saputo approfittare delle piccole disavventure occorse agli avversari.

Mai in gara purtroppo le due nuove Lotus T128, troppo indietro di preparazione. La #31 di Vitantonio Liuzzi, Kevin Weeda e Christophe Bouchut, dopo una buona partenza era costretta dopo soli 4 giri a rientrare ai box per fissare la portiera, mentre la vettura gemella di Jan Charouz, Dominik Kraihamer e Marco Holzer si toccava duro con Nicolas Minassian e l’Oreca del Pecom Racing. Penalità sacrosanta per l’equipaggio gestito da AF Corse ma Lotus #32 sostanzialmente fuori gara a causa dei danni riportati. Aspettiamo il capace team di Colin Kolles, in attesa della LMP1 prevista per il prossimo anno, alla prova d’appello durante il prosieguo del campionato.

In GT infine, dominio assoluto Aston Martin. Le V8 inglesi, grazie alle nuove equivalenze dettate dall’ACO, sono risultate competitive anche in gara, al punto di distanziare le Ferrari F458 proprio sul punto forte dei consumi, sia di carburante che di pneumatici.

Alla fine nulla ha potuto un Toni Vilander stratosferico, coadiuvato da un Kamui Kobayashi  molto schivo ma già all’altezza, se non terminare secondo distanziati di un giro dietro il super equipaggio formato da Bruno Senna, Darren Turner e Stefan Mucke. Sul podio anche la seconda Aston di Makowiecki, Dalla Lana e Pedro Lamy.

Niente da fare nemmeno per i campioni in carica GTE-Pro Gianmaria Bruni e Giancarlo Fisichella, che hanno terminato quinti dopo un ottimo avvio che li aveva visti rimontare posizioni sulla seconda Aston e sulle nuove Porsche 911 RSR.

Buon debutto, quello delle nuove coupé di Stoccarda, ma non entusiasmante. L’impressione  è che questa sia veramente solo una stagione di passaggio, in attesa del nuovo prototipo LM P1 che vedrà la pista nel corso dell’anno.

Completa il trionfo Aston Martin la vittoria in GTE-Am con l’equipaggio tutto danese formato da Allans Simonsen, Christoffer Nygaard e Kristian Poulsen davanti alla Corvette Larbre di Canal, Rees e Bornhauser. L’equipaggio francese negli ultimissimi passaggi nel tentativo di raggiungere la piazza d’onore ha però toccato la Ferrari del 8 Star Motorsport, procurando alla F458 tutta arancione una foratura che per il momento ha cristallizzato le posizioni del podio, in attesa comunque di una decisione della direzione gara a corsa finita.

Per ora è tutto con il mondiale FIA WEC 2013. La prima prova dell’anno non ha deluso le aspettative, nonostante un clima imprevedibile (forse da rivedere la collocazione ad aprile..) grazie ad un ottimo parco partenti. L’appuntamento con la massima espressione dell’endurance è tra sole 3 settimane per la 6 Ore di Spa.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo provvisorio


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