La Toyota si aggiudica la 6 Ore di Silverstone, gara d’apertura del World Endurance Championship con Anthony Davidson, Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi. Contrariamente al responso delle qualificazioni, ma coerentemente alle aspettative della vigilia, la gara è stata tirata fino all’ultimo con i contender di Porsche.

Nelle ultime fasi di gara infatti, il redde rationem delle diverse strategie dei due costruttori, inficiate dai due scrosci di pioggia e dalle tre Full Course Yellow (l’ultima delle quali per un contatto all’entrata della corsia box fra la ENSO CLM del ByKolles di James Rossiter e l’Aston Martin di Johnny Adam), quali uniche variabili ad una corsa sprint della durata di 240 minuti.

L’ultimo pit-stop della TS050 Hybrid #8 non permetteva infatti a Buemi di transitare al comando, ma i circa 8” di svantaggio dalla 919 Hybrid di Brendon Hartley, che aveva momentaneamente preso le redini della gara, venivano colmati in un amen e, grazie alle coperture nuove, riportava la casa nipponica alla vittoria che mancava dallo scorso anno al Fuji con 6” di vantaggio sull’equipaggio composto dal duo neozelandese e da Timo Bernhard.

Terza piazza ma distanziato di 46” – non a caso, il tempo occorso per il pit-stop extra per montare le nuove coperture cosiddette “ibride” (si tratta di slick da bagnato) a metà gara – per l’altra Porsche del campione in carica Neel Jani, Nick Tandy e Andrè Lotterer. La seconda TS050 Hybrid, vittima di un notevole incidente a metà gara con alla guida Josè Maria Lopez e “resuscitata” dalla crew Toyota, riesce a completare il 70% della distanza e quindi va a punti.

Finale thrilling anche in LM P2, con l’Oreca del Jackie Chan DC Racing che si aggiudica la prima vittoria con Thomas Laurent, Ho-Pin Tung ed Oliver Jarvis. Non è bastato infatti il solito Nicolas Lapierre, che nel finale aveva ripreso il volante dell’Alpine tranquillamente in testa per due terzi di gara, a rimediare allo stint centrale di Matthew Rao, che via via perdeva contatto dalla testa della categoria.

La lotta per il vertice vedeva quindi Mathieu Vaxivière e la entry del TDS combattere con la macchina dell’ex-Audi, il quale riusciva a sostenere il passo imposto dal giovanissimo teammate nella fase centrale di gara (cui va imputato solo un errore veniale per un testacoda alla Luffield) per conquistare la prima vittoria del team cinese gestito da Jota Sport. L’ultima sosta del TDS permetteva alla Vaillante Rebellion di Bruno Senna, Nico Prost e Julien Canal di accaparrarsi la seconda piazza.

Che Ford invece potesse vincere la gara inglese nella GTE-Pro era largamente auspicabile; che una strategia spezzata da un guasto alla portiera (l’ennesimo di una lunga serie) nelle fasi iniziali potesse risultare vincente meno. Ma Andy Priaulx, Harry Tincknell e Pipo Derani si sono ritrovati la vittoria su un piatto d’argento, proprio grazie allo sfalsamento dei pit-stop.

Da considerarsi buonissimo il secondo posto della Ferrari di Alessandro Pier Guidi e James Calado, ottenuto dopo una gara di rimonta davanti alla nuova Porsche di Richard Lietz e Fred Makowiecki. Peccato per l’altra entry di Maranello di Davide Rigon e Sam Bird, penalizzata dalla direzione gara a seguito del contatto dell’inglese con la Rebellion di Mathias Beche.

Finale al cardiopalma infine anche in GTE-Am, con la vittoria al debutto del Clearwater Racing di Matt Griffin, Keita Sawa e Weng Sun Mok, con l’irlandese che rimonta da un ultimo splash per andare a riprendere l’altra Ferrari di Spirit of Race e l’Aston Martin di Pedro Lamy nei minuti finali.

Dietro i campioni GT della scorsa Asian Le Mans Series, un contatto all’ultimo giro fra la 488 argento del deb Miguel Molina e la Vantage #98 termina a vantaggio dell’esperto portoghese, con la Ferrari che non riesce a passare il traguardo e non viene quindi classificata per lo sgomento di Castellacci e c. La P3 va quindi alla Porsche del Dempsey-Proton di Christian Ried, Marvin Dienst e Matteo Cairoli, al secondo podio del weekend, in attesa delle determinazioni della direzione gara a seguito del reclamo di Spirit of Race.

L’appuntamento con il WEC è fra tre settimane, con la 6 ore di Spa.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore di Silverstone


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