La prossima tappa del FIA WEC è per la 6 Ore di Spa, in programma dal 30 aprile al 2 maggio.

Avete presente la massima calcistica “tanto alla fine vince la Germania?” Nel 2014 questo non poteva essere applicato al WEC, stante il gap imposto da Toyota agli altri contender LM P1.

La 6 ore di Silverstone ha invece mostrato che questa massima, tante volte applicata ad Audi dopo le vittorie a ripetizione nell’endurance e a Le Mans in particolare, è ancora applicabile alla squadra dei quattro cerchi.

La R18 e-tron quattro ha fatto passi da gigante rispetto alla scorsa stagione, e ha dimostrato questa superiorità in pista, andando a cogliere la prima vittoria del 2015 nella 6 Ore di Silverstone, grazie a Benoit Treluyer, Marcel Fassler e Andrè Lotterer.

Il distacco nei confronti degli inseguitori alla fine è stato risicato, 4”6 sulla Porsche 919 Hybrid di Neel Jani, Romani Dumas e Marc Lieb e di 14” sulla Toyota TS040-Hybrid di Anthony Davidson, Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima, ma questo è derivato da uno stop&go, comminato a Marcel Fassler negli ultimi minuti di gara, per un uso eccessivo della pista in fase di doppiaggio.

La penalità, non proprio digerita a cuor leggero dal box Audi, fortunatamente non ha falsato il risultato sportivo, e la R18 e-tron quattro è meritatamente la prima vincitrice di questa stagione del WEC, dominando anche la tabella dei giri più veloci con tutti e 6 i suoi piloti.

Porsche dal canto suo ha brillato in velocità di punta, superando i 300 kmh nelle libere, ma in gara ha giocato sull’affidabilità. Solo 6 le soste per la 919 Hybrid #18 contro le 7 di Audi e Toyota. Toyota ha dimostrato un buon compromesso di prestazioni e dalle parole dei suoi stessi piloti emerge la soddisfazione per un risultato insperato alla vigilia, completato dal quarto posto della #2 di Stephane Sarrazin, Maike Conway ed Alexander Wurz davanti alla seconda Audi di Lucas di Grassi, Loic Duval e Oliver Jarvis, che nel finale di gara ha verificato più volte persona l’erba di casa.

Da dimenticare purtroppo la gara dell’unica altra LM P1 presente, CLM P1/01 del Team ByKolles, che ha terminato la gara con poco più della metà dei giri percorsi, prima dei non classificati, dopo varie vicissitudini.

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In LM P2, dominio delle due Ligier JS P2-Nissan del G-Drive, con la #26 di Roman Rusinov, Julien Canal e Sam Bird a precedere la vettura gemella di Pipo Derani, Ricardo Gonzalez e Gustavo Yacaman, ad un giro. Completa a sorpresa il podio la “vecchia” HPD ARX-03b dell’Extreme Speed, all’ultima gara prima del pensionamento definitivo, almeno in Europa, di Scott Sharp, Ryan Dalziel, che ha così festeggiato al meglio il suo 33mo compleanno, e David Heinemeier-Hansson, a 2 giri. Ricordiamo che a partire da Spa il team della Florida presenterà anch’esso due Ligier nuove fiammanti.

Ottima quarta piazza per la Strakka Dome, anche se a ben 7 giri, utilissima in logica campionato, a fronte delle tante vicissitudini odierne. In tale ottica va valutata anche la quinta posizione dell’altra vettura al debutto, l’Oreca 05 del KCMG, stanti i non meglio precisati problemi tecnici accusati durante la seconda ora di gara, che l’hanno estromessa dalle posizioni di vertice e dal podio.

UPDATE: Squalificata al termine delle verifiche post-gara l’HPD #30, in quanto il fondo è stato trovato al di sotto dello spessore minimo previsto di 20 mm. La terza piazza va quindi alla Strakka Dome

Podio_Ferrari2

L’inno di Mameli ha invece salutato un’altra epica prestazione della coppia campione in carica GT, formata da Gianmaria Bruni e Toni Vilander. Nonostante la pessima partenza, non certo per colpa del pilota romano, e della Full Course Yellow che più tardi avvantaggiava i primi tre (Aston e Porsche), già in pitlane, i portacolori della Rossa si sono lanciati in un inseguimento feroce, coronato da un successo già evidente verso la metà gara, allorquando, dopo aver superato le GT inglesi, si trovavano a dover fronteggiare l’ultimo ostacolo della Porsche 911 RSR di Richard Lietz e Michael Christensen, che si classificherà seconda all’arrivo a oltre 10”.

All’inseguimento partecipava attivamente anche la vettura gemella di Davide Rigon e James Calado, con il driver veneto che un’ora dalla fine prendeva la testa della gara su Vilander. Alla fine non è stata doppietta per soli 12”, ma evidentemente il compromesso tra aerodinamica e potenza della F458, frutto del duro lavoro del team svolto tra venerdì e sabato dal team di Amato Ferrari, ha portato i suoi frutti.

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Infine la GTE-Am, contentino odierno per lo squadrone Aston Martin, che ha piazzato sul gradino più alto del podio la Vantage partita dalla pole di Pedro Lamy, Paul Dalla Lana e Mathias Lauda. A completare il podio le due Ferrari di AF Corse con Rui Aguas, Nicolas Perrodo e ed Emmanuel Collard e di SMP Racing con Viktor Shaitar, Aleksey Basov e Andrea Bertolini, distaccate rispettivamente di 13” e 28”. Buon quarto posto per l’altra Aston condotta da “Fast Frankie” Castellacci, Roald Goethe e Stuart Hall.

Da rivedere sicuramente la Porsche Abu-Dhabi Proton e soprattutto la Corvette Larbre di Gianluca Roda, Paolo Ruberti e Kristian Poulsen, che ha dimostrato di poter lottare ad armi pari con Aston e Ferrari, ma è stata rallentata da un uscita di strada del danese e dalla penalità per il contatto con la Toyota #2.

La prossima tappa del FIA WEC è per la 6 Ore di Spa, in programma dal 30 aprile al 2 maggio.

Piero Lonardo

La classifica finale


Stop&Go Communcation

Bruni-Vilander, vittoria di potenza in GT

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/04/PLM_9510_2-1024x576.jpg WEC – Silverstone, Finale: .. tanto alla fine vince Audi!