Le due Toyota aprono il secondo terzo di gara della 6 Ore di Silverstone ancora con Mike Conway davanti a Fernando Alonso, ma poco dopo lo scadere delle due ore la gara subisce un primo intervento globale della direzione gara a causa del crash che coinvolge René Binder, appena salito sulla Enso CLM del ByKolles dopo una lunga sosta ai box.

L’austriaco, al debutto nel campionato, si gira nei presso del ponte Michelin sul Wellington Straight e causa la prima Full Course Yellow della giornata. Poco più tardi, le due TS050-Hybrid operano il secondo cambio di leadership, ancora una volta senza apparente motivo, ma la gara viene ulteriormente  movimentata dal contatto fra la BR1 residua dell’SMP Racing e la Ferrari #71, che si era comportata così bene nelle fasi iniziali, a Luffield.

L’incolpevole Davide Rigon è costretto a rientrare ai box con la parte posteriore destra della sua 488 GTE Evo – già provata in precedenza da un contatto con l’Oreca di Weiron Tan – a brandelli, costringendo Eduardo de Freitas a chiamare in causa la safety car.

Anche la vettura leader in LM P2 aveva peraltro subito pochi attimi prima una foratura che aveva promosso al comando prima l’altra Oreca del Jackie Chan e poi, grazie al gioco dei pit, la vettura del TDS di Loic Duval, che però di lì a poco patirà una serie di soste per problemi alla sospensione anteriore.

Alla metà gara, dopo che la safety car si è dileguata, James Calado – anche grazie alla sosta delle due Ford – si ritrova al vertice della GTE-Pro davanti alla Porsche #92 protagonista delle prime fasi di gara, proprio con Kevin Estre al volante. Il pilota francese ha però effettuato una seconda sosta anticipata per sostituire le gomme, e quindi si trova su una strategia leggermente differente dal resto del lotto.

Dopo una Ferrari, è ora la volta di una Ford a patire un lungo ritardo, a causa della sostituzione della portiera sulla GT #66. Nel corso della terza ora, anche una delle due Aston Martin, quella di Marco Sorensen, viene gravata da un problema tecnico al cambio.

La categoria dopo due terzi di gara vede quindi Estre precedere di soli 3” Calado e di 5” Harry Tincknell sulla Ford #67.

In GTE-Am la lotta praticamente da inizio gara è tra la Porsche del Project 1 e l’Aston Martin del TF Sport, quest’ultima quantomai a proprio agio sul suolo casalingo, con la 911 RSR #77 del Proton Competition a fare da terzo incomodo. A due ore dalla fine è sempre Patrick Lindsey a condurre su di un arrembante Johnny Adam.

Davanti, Josè Maria Lopez ha ripreso il comando delle operazioni al vol Toyota #7, e ora conduce con ben 15” di vantaggio su Kazuki Nakajima, che ha dato il cambio all’Asturiano. La concorrenza è lontanissima, con la Rebellion #1, affidata ai soli Neel Jani ed Andrè Lotterer dopo l’incidente che ha tolto di scena Bruno Senna, a 3 giri. A seguire si alternano, in funzione dei pitstop, la BR #17 e l’altra Rebellion. Lontanissima la BR a motore Gibson del DragonSpeed, unica altra LM P1 ancora in gara.

In LM P2 infine, dopo le disgrazie del TDS, si è riformata l’accoppiata di testa del Jackie Chan DC Racing, con l’Alpine Signatech quale terza forza.

Nel frattempo il cielo grigio ha fatto largo ad un sole primaverile, allontanando ogni minaccia di pioggia per il prosieguo della corsa.

Piero Lonardo

La classifica alla quarta ora di gara

 


Stop&Go Communcation

La safety car sconvolge la classifica in GTE-Pro.: ora è lotta Porsche/Ferrari

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/08/Toy8gara.jpg WEC – Silverstone, 4a Ora: Dietro le due Toyota una gara ad eliminazione