Quest’anno non c’è il classico clima uggioso ad accogliere lo start della 6 Ore di Shanghai, bensì sole e cielo sgombro da nuvole.

Allo start, è lesto Sebastien Buemi a prendere la corda alla prima curva con la Toyota #5, sorprendendo il poleman Brendon Hartley, il quale deve resistere anche all’altra TS050-Hybrid di Mike Conway, che a sua volta aveva avuto la meglio sull’Audi di Lucas di Grassi, incaricato della partenza sulla R18 #8.

Ma la leadership Toyota dura solo poche curve, con il kiwi che riprende il controllo della situazione proprio un attimo prima che venga deployata la safety car, necessaria per rallentare il gruppo e permettere le operazioni di pulizia conseguenti il crash dell’Oreca Manor LM P2 di Mathias Beche, che si gira e centra l’Aston Martin di Richie Stanaway.

Entrambi i contender out, ma anche Davide Rigon, che riesce a schivare il prototipo, paga dazio con una foratura e l’inevitabile sosta in regime di emergenza. L’equipe AF Corse ripeterà la sosta poco dopo per evitare il rischio di penalità.

Tra le LM P2, Nicolas Lapierre con l’Alpine leader della classifica ha preso il comando della categoria sulle Oreca del poleman Alex Lynn e di Alex Brundle. Il giovane figlio d’arte, neocampione ELMS tra le LM P3, poco dopo supererà uno dopo l’altro entrambi i contender, portandosi al comando dopo 23’ di gara. Dietro questo terzetto, il deb Tom Blomqvist con la Ligier #30 dell’Extreme Speed.

Gianmaria Bruni è invece subito lesto ad infilarsi tra le due Ford in prima fila tra le GTE-Pro, che faticheranno oltre mezz’ora per ricongiungersi, mentre Ben Barker, salito al comando tra le Am con la Porsche del Gulf Racing UK, sconterà una penalità per jump start e cederà il comando a Pedro Lamy e all’Aston Martin ufficiale.

Tornando alla testa assoluta della corsa, dietro Hartley emerge presto l’altra Porsche condotta nelle fasi iniziali da Neel Jani, che si piazza in P3 con le due TS050-Hybrid che si scambiano le posizioni. Un piccolo problema per l’Audi #7, che si ritrova a chiudere il gruppo delle P1 ibride. Ma la sfortuna si accanisce presto anche sull’Audi meglio piazzata, nella forma di un distributore di carburante che non riesce a completare la sua funzione e costringe Di Grassi prima e Loic Duval poi ad una sosta anticipata, rovinando così la strategia della casa dei quattro cerchi.

Ad un terzo di gara quindi le due Porsche conducono in scioltezza virtualmente sulle due Toyota, con l’Audi #8 a sandwich che sarà costretta a rifornire nuovamente poco dopo lo scadere dell’ora. Da segnalare la sostituzione del muso sulla 919 Hybrid di testa a causa dell’enorme quantità di detriti di gomma accumulati ed il leggero contatto dell’Audi #7 con le due BR01 in lotta tra loro.

Tra le P1 private, un problema di natura elettrica per l’unica Rebellion in gara, lascia la CLM del ByKolles al comando della categoria con 4 giri di vantaggio.

Una seconda sosta da manuale da parte di Extreme Speed pone il nostro Antonio Giovinazzi al comando tra le LM P2, davanti a Roman Rusinov, che ha ereditato il sedile dell’Oreca del G-Drive, e a Gustavo Menezes, che ha preso il volante dell’Alpine #36.

Dominio temporaneo di un pilota tricolore anche in GTE-Pro, con Gianmaria Bruni a precedere le Ford GT di Andy Priaulx e Stefan Mucke in attesa della seconda sosta, mentre in GTE-Am, Paul dalla Lana può già gestire 30” di vantaggio sulle Porsche dell’Abu Dhabi-Proton e del KCMG.

Piero Lonardo

La classifica alla 2a ora di gara


Stop&Go Communcation

Giovinazzi in testa tra le P2. Le Ford in controllo in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/11/Start-1.jpg WEC – Shanghai, Start: Le Porsche dominano la prima parte di gara