Brendon Hartley, Mark Webber e Timo Bernhard ripetono la prestazione del 2015 e si aggiudicano la 6 Ore di Shanghai, ottavo e penultimo appuntamento stagionale del World Endurance Championship ed assicurano il secondo titolo costruttori consecutivo alla Porsche.

Non si è trattato comunque di una passeggiata per la casa di Stoccarda. Sin dallo start regalato dalla star Jackie Chan infatti, la pressione è stata tanta da parte degli altri contender. Presto out però l’Audi #8, penalizzata da un ripetuto malfunzionamento della pompa del carburante che ha comportato almeno tre interminabili pistop sui sette totali, si è capito che la minaccia più consistente al dominio in pista delle 919 Hybrid era rappresentata dalle Toyota.

Poco prima della metà gara infatti la TS050-Hybrid meglio piazzata in classifica generale, la #6 di Kamui Kobayashi, Stèphane Sarrazin e Mike Conway si appropriava della seconda piazza sui diretti rivali nel titolo piloti Neel Jani, Romain Dumas e Marc Lieb dopo un duello reso epico da sorpassi e controsorpassi resi possibili anche dai diversi range di utilizzo dei relativi sistemi ibridi, e si proponeva per andare alla caccia dei leader della gara. Purtroppo per la crew giapponese ben due forature, figlie del manto stradale super-abrasivo della pista cinese, negavano a priori il successo finale.

Bravi comunque in casa Gazoo Racing ad osare nel finale con un ultimo pit-stop “fuel only” per entrambe le vetture ed occupare così il resto del podio. Con il risultato odierno il distacco di Kobayashi e c. dall’equipaggio della Porsche #2 si riduce a 17 punti così da mantenere la possibilità matematica di successo nell’ultimo appuntamento del Bahrain.

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Le due Audi, protagoniste anche di un contatto fratricida nel corso della quarta ora, concludono in quinta e sesta posizione, con la #7, costretta ai box per i postumi di quel contatto, che agguanta la posizione negli ultimi metri sulla CLM-AER del ByKolles, finalmente a traguardo e vincente per la prima volta quest’anno tra i privati sulla Rebellion, rallentata prima da un problema elettrico e poi, con il prototipo battente bandiera austriaca finalmente nel mirino, da un guasto all’iniezione che è costata il distacco di 15 giri finale.

Chissà che il prossimo anno non vi sia un nuovo concorrente, nella forma del Team Joest, che sta pensando a schierare le R18 versione 2017 prive della componente ibrida.
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E’ bastato invece il quarto posto alla Alpine Signatech di Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Stèphane Richelmi per assicurarsi con una gara di anticipo il titolo fra le LM P2. Nella seconda parte di gara l’Oreca del G-Drive di Will Stevens, Alex Brundle e Roman Rusinov ha infatti preso il largo e alla fine condurrà con un giro di vantaggio sulla Ligier #30 di Antonio Giovinazzi, Sean Gelael e Tom Blomqvist, che regalano il miglior risultato stagionale nel WEC ad Extreme Speed.

Completa il podio la Ligier dell’RGR by Morand, che durante la gara ha dovuto anche scontare un drive-through proprio per un contatto con i neocampioni, trattenuti infine in una melèe che all’ultimo giro ha coinvolto anche la Ferrari #83 AF Corse e la Porsche del KCMG che stavano lottando per il secondo posto in GTE-Am.

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La vittoria finale in questa categoria è andata per la quinta volta quest’anno all’Aston Martin di Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul dalla Lana, che dopo la leadership iniziale, viziata da una jump start, della Porsche del Gulf Racing UK, non ha più avuto bisogno di voltarsi indietro.

Il terzo posto finale di Emmanuel Collard, Rui Aguas e Francois Perrodo, conseguenza del contatto descritto poco sopra, permette al trio della Vantage #98 di avvicinarsi a -22 punti dalla vetta con 26 punti totali ancora in palio.

UPDATE: La direzione gara ha penalizzato di 10″ la Porsche del KCMG per il contatto all’ultimo giro, per cui la Ferrari #83 viene classificata al secondo posto finale. In classifica generale, il distacco sulla Aston Martin #98 passa a 25 punti, per cui agli alfieri di AF Corse basterà completare il 70% della distanza in Bahrain per agguantare il titolo della GTE-Am.

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Infine la GTE-Pro, dove Ford ha stravinto sul campo, aggiudicandosi la seconda doppietta di fila dopo il Fuji. Ancora una volta Andy Priaulx, vero trascinatore del Team Ganassi UK, ed Harry Tincknell, hanno preceduto i compagni di squadra Olivier Pla e Stefan Mucke.

Rallentati da una foratura poco prima di metà gara, il duo franco-tedesco nel corso della quarta ora di gara si ritrovava nuovamente alle spalle dei compagni di squadra e alla fine relegavano ad 1’13” la Ferrari di Gianmaria Bruni e James Calado e a quasi un giro l’Aston Martin dei capoclassifica Nicki Thiim e Marco Sorensen.

Peccato per l’altra 488 GTE di Davide Rigon e Sam Bird, P5 al traguardo dopo ben otto pit-stop, tre in più degli avversari, l’ultimo dei quali a seguito di un drive-through per un’infrazione ai box da parte del pilota veneto, ora a -12 punti dalla coppia danese. Il ritiro a seguito della collisione al via della Vantage #97 permette invece al Cavallino Rampante di allungare in classifica costruttori, dove ora vanta 10 punti di vantaggio sulla casa inglese.

E’ tutto per questa trasferta cinese del WEC, che – notizia odierna – verrà prolungata per altri tre anni. L’appuntamento per il season finale è fra due settimane in Bahrain.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore di Shanghai

 


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Titolo anche ad Alpine in LM P2. La Ferrari allunga in GT

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/11/Porsche1.jpg WEC – Shanghai, Finale: Porsche, vittoria e titolo costruttori