Porsche sfrutta il secondo match point e alla 6 Ore di Shanghai porta a casa i titoli piloti e costruttori del World Endurance Championship con una gara di anticipo.

Come in Giappone, è mancata la vittoria alle 919 Hybrid, ma è bastata una disattenzione, la seconda della giornata a Josè Maria Lopez a 37’ dalla fine, per poter festeggiare il terzo titolo costruttori consecutivo ed il titolo piloti per l’equipaggio della #2 di Brendon Hartley, Timo Bernhard ed Earl Bamber.

Il trionfo di tappa va alla Toyota #7 di Anthony Davidson, Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi, rinvigoriti dalla rinnovata aerodinamica della TS050-Hybrid, alla quarta vittoria stagionale, capaci di doppiare tutto il lotto. Purtroppo per continuare a sognare un’improbabile rimonta serviva una doppietta, che si stava concretizzando, come al Fuji, fino a pochi minuti dalla fine. Peccato, ma per il costruttore giapponese ci sarà assai probabilmente – si attende la conferma nel mese di dicembre – la possibilità di ritentare nella “superseason” 2018/2019.

Completa il podio, 6 giri davanti la seconda Toyota per le riparazioni occorse al lato destro della fiancata, l’altra Porsche di Neel Jani, Nick Tandy ed Andrè Lotterer, questa volta limitati da un problema di elettronica ad inizio gara, ma che in Bahrain saranno finalmente liberi di poter dire la loro nella gara di addio di Porsche.

La battaglia senza esclusione di colpi tra le LM P2 alla fine ha premiato la Vaillante Rebellion #31 del neo-baffuto Bruno Senna, Julien Canal e Nico Prost, che approfittano del quarto posto del Jackie Chan Racing e balzano al comando della classifica generale.

L’Oreca #38, che aveva preso il comando poco dopo la metà gara, è stata prima coinvolta prima in un contatto – l’ennesimo della giornata nella categoria – con l’arrembante Nico Muller, dichiarato poi colpevole dalla direzione gara, ma decisivo è stato soprattutto lo splash effettuato a 20’ dalla bandiera a scacchi, che ha svelato il “gamble” di Ho-Pin Tung e soci. Il sorpasso finale di Nelson Piquet sul cinese nelle ultime tornate ha sigillato il risultato finale, che vede l’equipaggio della Rebellion #31 precedere ora di 4 punti i quasi vincitori di Le Mans.

Nel mezzo l’Alpine di Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Andrè Negrao, capace di trovarsi lontana da ogni genere di guaio per poter sperare ancora in un matematico successo finale, stanti i 23 punti di distacco dai leader.

Ferrari non particolarmente in evidenza nel weekend cinese, ma bastano il terzo posto di Alessandro Pier Guidi e James Calado ed il quinto di Davide Rigon e Sam Bird per assicurare il titolo costruttori GT alla casa di Maranello con una gara di anticipo.

Torna alla vittoria, che mancava addirittura da Silverstone, la Ford GT con Andy Priaulx ed Harry Tincknell, grazie ad un forcing finale e ad una strategia migliore della Porsche di Richard Lietz e Fred Makowiecki, a lungo al comando nelle fasi centrali di gara, dopo l’abbandono dell’altra 911 RSR.

Il sorpasso decisivo dopo circa 3 ore e mezzo di una gara che ha vissuto del duello fra i due marchi, con un Lietz penalizzato dalla foratura conseguente al contatto con la Toyota di Lopez incaricato di un inseguimento che lo ha portato ad un passo dalla Ford #67. Le gomme nuove conservate dal Team Ganassi UK per il finale hanno però fatto la differenza e garantito il gap necessario.

Dietro la 488 GTE #51, che con il terzo posto conserva la propria leadership in classifica generale, ancorchè risicata dati i due soli punti sull’equipaggio della Porsche #91 (che salgono a 7,5 su Priaulx e Tincknell), l’Aston Martin dei campioni uscenti Nicki Thiim e Marco Sorensen. Quest’ultimo nel finale ha tenuto a bada, anche con le cattive, Davide Rigon, il quale conserva comunque ancora una speranza matematica di titolo, dati i 21,5 punti di distacco dai compagni di squadra.

Ennesima cavalcata vincente in GTE-Am infine dell’Aston Martin di Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul dalla Lana. Il trio della Vantage #98 ha preso il comando poco dopo il via per non mollare più sino al traguardo, regalando un giro alle due Porsche di Gulf Racing UK e Dempsey-Proton, che completano il podio.

Purtroppo l’azione scriteriata dell’areca LM P2 di Tristan Gommendy ha privato la battaglia della categoria delle due Ferrari, con la Spirit of Race vincitrice al Fuji ko e l’esemplare del Clearwater Racing costretta ad una lunga sosta. In classifica generale, ora Lamy e C. conducono con 10 punti di vantaggio su Christian Ried, Marvin Dienst e Matteo Cairoli e di 19 su Keita Sawa, Weng Sun Mok e Matt Griffin.

La stagione dell’endurance iridata vedrà il proprio atto conclusivo in Bahrain fra due settimane.

Piero Lonardo

L’ordine d’arrivo della 6 Ore di Shanghai


Stop&Go Communcation

Ford torna alla vittoria in GTE-Pro ma il titolo va a Ferrari. Rebellion prende il comando in LM P2

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/11/Toyota_win-1024x683.jpg WEC – Shanghai, Finale: Alla Toyota la gara, alla Porsche il titolo