Mentre il sole inizia a calare sul circuito della Florida, le due Audi in testa da inizio gara non mostrano segni di cedimento, procedendo ad un ritmo relativamente conservativo, con Dindo Capello che ha preso il testimone davanti a Loica Duval. Grazie ad un passo di gara invece nettamente superiore alle concorrenti, dietro le vetture del quattro cerchi si sono insediate le due HPD ARX-03a della JRM e della Muscle Milk. La Lola Rebellion ora è solamente quinta con un giro di ritardo dalle barchette nipponiche. Nel frattempo ha ripreso la pista dopo oltre mezz’ora di stop anche l’Audi #3, rientrata a 16 giri dalle battistrada.

In LM P2 le prime tre sono ancora nello stesso giro. Davanti ancora le due HPD del Level 5 e dello Starworks davanti all’Oreca della Pecom.

La battaglia più feroce come sempre fra le GT. Primato momentaneo allo scoccare della settima ora per Bill Auberlen e la BMW che ha la meglio sulla Corvette di testa. Poco dopo la pattuglia dei primi perde l’Aston Martin Vantage di Darren Turner, che perde la ruota posteriore sinistra. La macchina riprenderà la pista con 7 giri di ritardo dalle battistrada.

Le bandiere gialle nel frattempo hanno ancor più compattato il gruppo con 6 macchine nello stesso giro. A metà dalle nona ora si scatena una furiosa battaglia ravvicinata tra le due Corvette e le due BMW, rispettivamente prima e terza e seconda e quarta, per la prima posizione assoluta. Dopo diversi giri a contatto, ai tre quarti di gara Richard Westbrook (nella foto) resiste al comando sulle due BMW, l’altra Corvette e la Porsche Felbermayr-Proton. Fanalino di coda di questo gruppetto l’unica Ferrari relativamente indenne da problemi, la #71 dell’AF Corse con Marco Cioci, in grado di recuperare nel finale.

In GTE-AM ormai tutto deciso, con battaglia per la prima posizione limitata alla Corvette Larbre di punta con Patrick Bornhauser e la Porsche Felbermayr di Gianluca Roda. Abbandona definitivamente le chance di successo la Ferrari del Krohn Racing, complice anche l’errore del patron Tracy Krohn il quale, dopo lo sfortunato contatto con la Porsche di Ried e i problemi tecnici lamentati dal nostro Michele Rugolo, che hanno comportato a suo tempo l’abbandono della leadership di categoria, non si avvede ora delle bandiere gialle esposte davanti a lui e colpisce il muro per evitare le vetture incolonnate.

Diversi incidenti tra le LM PC, con la entry della Muscle Milk che tocca duro le barriere al tornantino e favorisce l’entrata dell’ennesima safety car di questo frammentata fase di gara. Safety car che deve essere richiamata anche per lo spettacolare incidente dell’Oreca di Henri Richard del Dempsey Racing che tocca l’altra Oreca del Performance Tech e si gira, rovinando sulle barriere prima della curva 10. Pilota illeso ma anteriore della macchina distrutta. Pezzi ovunque e pertanto nuove bandiere gialle. Mantiene il primato parziale il CORE Autosport davanti al PR1 Mathiasen.

Infine in GTC, dove Bill Sweedler ha preso il testimone da Von Moltke per Alex Job Racing. La vettura della NGT termina rovinosamente la sua 12 ore con Henrique Cisneros che esce di strada e rovina così una splendida prestazione, generando altresì l’ennesima caution che ci porta verso le ultime tre ore di corsa.

La classifica alla nona ora.

Piero Lonardo


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