Dopo le emozioni iniziali, il secondo quarto di gara per lungo tempo non offre spunti di particolare interesse, con le tre Audi di testa che proseguono la loro corsa indisturbate, lasciando agli altri contendenti le fatidiche briciole. Unica avvisaglia di malfunzionamento fin qui un breve rallentamento della vettura di coda, a parte un accenno di battaglia tra le due capolista ad un restart, la #1 di Treluyer, Fassler e Lotterer che rallenta improvvisamente sul rettilineo. Alle 4.04 pm ora locale però un nuovo rallentamento, questa volta più evidente, dovuta a problemi al selettore del con cambio costringe i vertici Audi a richiamare ai box la mitica “Red Sonja” trionfatrice di Le Mans, che dopo un primo check viene portata addirittura nel retrobox per verificare meglio la situazione e definire l’intervento.

Via libera quindi alla prima dei prototipi a benzina, la Lola Rebellion di Nick Heidfeld (nella foto) che paga comunque due giri di svantaggio dai battistrada. Quarta sale l’HPD di Muscle Milk con Simon Pagenaud, l’eroe della scorsa edizione, il quale – nonostante la necessaria sostituzione della parte posteriore della  carrozzeria – a suon di giri veloci ha ridotto il gap dal team elvetico-giapponese a circa 23”. Sesta la vettura gemella del JRM mentre al settimo posto al momento si piazzerebbe la Lola-Mazda del Team Dyson campione in carica ALMS, fin qui autrice di una corsa attenta e senza sbavature, traendo vantaggio anche delle disavventure altrui, al contrario della Oak Pescarolo Judd di Dominik Kraihamer, sesta assoluta, che si gira toccata da dietro da un altro prototipo perdendo così la posizione.

In LM P2, a causa delle nuove bandiere gialle allo scadere della 4a ora per il testacoda di Duncan Ende con l’ Oreca del Dempsey Racing, che spegne il motore con il retrotreno appoggiato sulle gomme, si è verificato un ricompattamento di cui hanno tratto vantaggio le due HPD di Joao Barbosa del Level 5 e di Stéphane Sarrazin dello Starworksm che superano l’Oreca del Pecom Racing con Pierre Kaffer ora alla guida.

Ancora e sempre grandi emozioni tra le gran turismo, dove all’inizio della sesta ora di gara Olivier Beretta con la seconda F458 Italia di AF Corse riesce a passare la Corvette di Ian Magnussen e torna prima assoluta – tra vetture iscritte al WEC e alla sola ALMS – in ambito GT; un attimo dopo anche ad Oliver Gavin riesce la medesima manovra con la Porsche di Richard Lietz per la terza piazza.

La nuova leadership del cavallino dura però poco e la Corvette #04 si riappropria della testa della categoria. A metà gara le prime 7 vetture sono comunque tutte racchiuse nello spazio di poco più di 45” ! Tra le due GT giallonere, piazza d’onore per l’eterna Porsche 997 del Felbermayer Proton, con Andrea Bertolini quarto e l’Aston Martin a sandwich tra le due BMW.

Tra le GTE-AM, sfortuna anche per la Ferrari del Team Krohn, fin qui dominatrice della competizione. Allo scadere della quarta ora viene centrata dalla Porsche Felbermayr-Proton di Christian Reid. Forse per i postumi di questa toccata il nostro Michele Rugolo è costretto ad una sosta imprevista che garantisce nuovamente via libera al comando alla Corvette Larbre di Patrick Bornhauser.

In LM PC è ora il momento dell’ex GP2 ed Indycar EJ Viso con gli specialisti del CORE Autosport davanti a Rudy Junco con il PR1 Mathiasen e alla entry del Merchant Services con Pablo Sanchez.

Anche tra le Porsche in versione Cup della GTC infine è lotta serrata con le prime 3 racchiuse in 26”. Al momento la testa della categoria è appannaggio di Dion Von Moltke con la seconda entry dell’Alex Job Racing su Carlos Kaufmann sulla 997 con i colori Momo della NGT e su Kevin Estre del JDX Racing.

La classifica alla sesta ora

Piero Lonardo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2012/03/Rebell12.jpg WEC – Sebring, 6a Ora: L’armata Audi perde un pezzo