L’inizio della seconda ora di gara vede una lotta al coltello tra le due HPD di Strakka Racing e JRM per la quinta piazza assoluta, con Johnny Kane bravo a difendere su Peter Dumbreck, che rimedia anche un flap anteriore rovinato nel tentativo.

Più tardi le due Audi si presentano ai box in anticipo per la seconda sosta rispetto ai piani per problemi di pneumatici, lasciando ulteriore margine alla Toyota, che conduce senza problemi. Vantaggio che si incrementa quando Tom Kristensen, subentrato a McNish sulla R18 Ultra, prima si gira alle S Senna limitando così il contatto con il posteriore della Ferrari di Giancarlo Fischella e più tardi, mentre l’italiano è in duello per la leadership di categoria con Darren Turner, che nel frattempo è rinvenuto con l’Aston Martin, si tocca nuovamente ed è costretto a passare sull’erba. A riprova della totale innocenza del romano, la scena si ripete pochi giri dopo anche con la R18 e-tron quattro e Marcel Fassler; evidentemente all’Audi non hanno ancora ben compreso il punto cieco della Ferrari.

Problemi per Markus Palttala e la Porsche del JWA-Avila, che soffre una foratura alla posteriore destra ed è costretto ad attraversare tutta la pista su tre ruote.

Alla metà della terza ora Jordan Tresson sulla seconda Oreca-Nissan Signatech si gira per il distacco di una ruota alla curva 10, causando la prima safety car della gara. Durante questo periodo si rimorchia la HPD del JRM, rimasta in panne sul circuito per problemi elettrici; ripartirà con 8 giri di ritardo.

Il duello in GT si ripete allo scadere della terza ora fra Stefan Mucke e Gianmaria Bruni, il quale riesce alla fine a passare l’Aston Martin alla curva 1, riappropriandosi della testa della categoria.

In classifica generale, ora la Toyota di Alexander Wurz conduce con 57” di vantaggio su Macel Fassler con la prima delle Audi e di 1 giro su Tom Kristensen, che ha perso ulteriore tempo rifornendo in regime di safety car. Tra i privati, Andrea Belicchi ha agguantato la quinta posizione assoluta superando l’HPD di Strakka Racing, ponendosi dietro la vettura gemella, ora condotta da Nicolas Prost.

Tra le P2, Alex Brundle, che ha preso il volante della Morgan di testa, ha il suo daffare a tenere dietro l’HPD della Starworks di Ryan Dalziel, che si è rifatta prepotentemente sotto. Il sorpasso riesce una prima volta per un attimo all’inizio della quarta ora ma la maggiore velocità di punta del motore Nissan permette al figlio del grande Martin di riprendere al termine del rettilineo. Al giro successivo il pilota della Starworks ripete la manovra, allargando però quel tanto che basta per evitare il ritorno della Morgan, conquistando così la prima piazza di categoria.

In GT, nelle Pro Bruni è riuscito a creare un piccolo cuscinetto di 2”7 tra la sua Ferrari e l’Aston Martin, mentre la terza piazza è tornata in mano alla Porsche di Richard Lietz.

Tra le GTE-Am infine, Julien Canal, che ha preso il volante della Corvette #50, conduce con 2 giri di vantaggio sulla Porsche di Christan Ried.

Piero Lonardo

La classifica alla terza ora


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