Alle 16 di oggi è finito il prologo del Paul Ricard del World Endurance Championship. L’atto di apertura della “SuperSeason” 2018/2019 pare avere già stabilito i valori in campo praticamente in tutte le categorie. Ma andiamo per ordine.

Le due Toyota TS050 Hybrid LM P1, leggermente aggiornate e col profilo a basso carico sembrano di un atro pianeta. Oltre alla prestazione velocistica di Mike Conway che abbassa il record della pista nell’attuale conformazione, in attesa della F1, a 1.32.662, si aggiunge il passo di gara della vettura gemella, autrice di un test di durata di 30 ore nel quale ha percorso la bellezza di 839 giri, poco più quindi, in termini di chilometraggio, di una 24 Ore di Le Mans, senza particolari problemi.

Dietro, non fa piacere dirlo, il vuoto. Non bisogna innanzi tutto però colpevolizzare i cinque team che hanno preferito di gareggiare con(tro) il costruttore giapponese anziché con le poche LM P2 iscritte alla serie mondiale, quanto, ancora una volta, un regolamento che pare – almeno secondo quanto visto qui a Le Castellet – lasciare poco scampo ai rivali.

Il responso della pista afferma che i migliori degli altri sono stati la BR1 e la nuovissima Rebellion R13, migliori tempi quasi identici, a 4”3 dal vertice e 2”3 dalla seconda Toyota. Ancora più lontane la ByKolles (331 giri compiuti, e che in giornata per bocca del neo-DS Manfredi Ravetto ha diffuso l‘ipotesi di schierare una seconda ENSO CLM P1/01 a partire da Silverstone) e le Ginetta.

Se così fosse, imprevisti a parte, il titolo 2018/2019 potrebbe già essere assegnato per guadagnare tempo, ma, oltre alle capacità fisiologica da parte dei privati di ridurre il gap nei confronti della più rodata concorrenza, va detto che il Paul Ricard, recentemente riasfaltato in vista della Formula 1 ed il lungo rettilineo del Mistral, potrebbe non essere il test più corretto per misurare i reali valori in campo della categoria.

Rimandiamo quindi a Spa-Francorchamps in poco meno di un mese, ed ovviamente a Le Mans, alla prima delle due di cui è composta questa “Super-Stagione” il giudizio definitivo sulla categoria.

Tra le LM P2, avere un Pastor Maldonado anziché no può fare la differenza, così come le gomme, Dunlop anzichè Michelin, possono essere un fattore fra le sette vetture iscritte, con due Ligier e una Dallara a movimentare finalmente il parco costruttori.

Il tempo dell’ex-Williams e Lotus F1 di 1.40.771 di ieri pomeriggio con l’Oreca DragonSpeed gommata Michelin non è stato assolutamente avvicinato dai rivali, così Signatech e TDS si accomodano sui restanti gradini del podio virtuali rispettivamente a 3 e 5 decimi, precedendo di un nulla la Dallara del Racing Team Nederland.

Come Toyota in LM P1, le Porsche sembrano le vetture da battere in GT, totalizzando una doppietta in GTE-Pro e addirittura un poker in Am.

Gianmaria Bruni conduce la lista delle GTE-Pro con il tempo di 1.51.332 davanti alla vettura gemella, con le due Ford GT a oltre 7 decimi. Persino le 911 RSR spec-2016 si sono lasciate dietro metà del plotone delle GT casa. La palma del miglior tempo va alla entry #88 del Dempsey-Proton e a Matteo Cairoli con 1.52.936, a precedere di poco meno di 2 decimi l’esemplare del Gulf Racing UK con Ben Barker.

Il tempo di ieri di Alessandro Pier Guidi, a quasi 2” dal grande ex, rimane il miglior tempo degli “altri”. Imputati le nuove mescole portate dalla Michelin, che hanno dato grattacapi un po’ a tutti, e ovviamente il BoP (automatico ricordiamo per le Pro) diffuso poco prima della manifestazione in vista di Spa, e che sembra penalizzare in modo eccessivo tutta la concorrenza in entrambe le categorie GT.

I tempi pressochè simili, ad oltre 1” di distacco dal battistrada dalle due “vecchie” Aston Martin di Euan Hankey e Pedro Lamy e dalle Ferrari di Giancarlo Fisichella, Matt Griffin ed Olivier Beretta lasciano propendere che non può trattarsi di un semplice “sandbagging”.

Da segnalare inoltre che non vi è stato alcun incidente in questa due giorni provenzale, anche se il test è stato chiuso con poco meno di due minuti di anticipo per la BR1 del DragonSpeed ferma con Ben Hanley sul Mistral.

Per concludere, due parole una tantum sulla comunicazione, che è quasi completamente mancata a questo Prologo. Ferrari e Rebellion a parte, nonostante il consueto spiegamento di forze, poco o nulla nonostante le tante novità. Poche cose da dire o volontà di scoprire il meno possibile le carte in tavola? Lo scopriremo a Spa-Francorchamps a partire dalle prime libere, fra quattro settimane.

UPDATE: Il direttore tecnico di Toyota Gazoo Racing, Pascal Vasselon, ha confermato poco fa ad almeno un media che le due TS050 Hybrid nella prima giornata hanno girato con una conformazione di EoT (Equivalence of Technology, il BoP delle LM P1) particolare, allo scopo di stressare particolarmente il nuovo sistema di raffreddamento.

Da qui le prestazioni eccessivamente ottimistiche delle due Toyota, che comunque – va detto -nel passo gara del sabato si sono comunque dimostrate, oltre che affidabili, comunque performanti nei confronti della concorrenza non ibrida.

Nulla di tutto ciò nel comunicato ufficiale Toyota diffuso qualche decina di minuti prima, anche se la notizia era già trapelata per vie traverse, insieme all’ipotesi dell’utilizzo di un carburante “speciale”.

Piero Lonardo

La classifica finale del Prologue WEC


Stop&Go Communcation

Maldonado-Michelin, due fattori per DragonSpeed in LM P2. Tanto di cui parlare in GT

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/04/PL58618-1024x682.jpg WEC – Prologue, End of Day 2: Toyota, titolo già assegnato?