Inizio al fulmicotone della 6 ore del Nurburgring. Sotto un clima finalmente favorevole, anche se le previsioni danno almeno un’acquazzone prima del termine della gara, sin da subito è battaglia nelle varie categorie.

In testa, parte bene Marcel Fassler dalla pole, con Oliver Jarvis fido scudiero sulle due Audi R18, ma bastano pochi metri perché le Porsche si rendano insidiose. Timo Bernhard infatti approfitta subito dell’inglese ex-DTM e si lancia alla caccia del poleman, senza però conquistare la leadership. Neel Jani dal canto suo nel tentare di imitare il compagno, poco dopo tocca una Ford in fase di doppiaggio e si gira alla curva 1. Le due Toyota seguono sornione con la #5 del quasi vincitore Kazuki Nakajima davanti al teammate Mike Conway.

Dopo la prima sosta, la Porsche #1 emerge davanti con Brendon Hartley, che però deve presto rimettersi, almeno temporaneamente, alle due Audi per problemi al posteriore, dovuto ad una foratura lenta. Il secondo giro di pit aggiusta le posizioni, con Webber davanti alle R18 di Lotterer e Di Grassi.

Grande start fra le P1 private per la CLM del ByKolles che, spinta da un Pierre Kaffer fenomenale, riesce a tenere a bada le due Rebellion di Imperatori e Heidfeld prima di cedere il volante a Simon Trummer, che non può resistere a Dominik Kraihamer con la R-One #13.

Tra le LM P2, Renè Rast prende subito li largo con l’Oreca del G-Drive Racing seguito dall’Alpine di Stèphane Richelmi, mentre dietro si forma un gruppetto capeggiato dalla Gibson Strakka di Jonny Kane, che a sua volta precede le due Manor, una delle quali ha avuto un leggero contatto alla partenza con la Ligier dell’RGR by Morand di Filipe Albuquerque. Dopo 120’ è la Gibson Strakka l’unica vettura nello stesso giro dell’Oreca nero-arancio.

StartGT

In GT invece, nonostante una buona partenza del polesitter Nicki Thiim, le due Aston Martin vengon superate dalla Ford di Stefan Mucke, che però non può resistere a lungo alle due Vantage, che riprendono la testa della categoria. Poco dietro presto Gianmaria Bruni si intromette di forza fra le due Ford GT con la Ferrari #51, mentre presto anche la #71 di Davide Rigon, penalizzata da una qualifica non ottimale, si fa largo fra le GTE-Am fino ad insidiare e passare la Porsche del Dempsey-Proton di Michael Christensen.

Dopo il primo pit è la Ferrari di James Calado il battistrada inseguito e poi superato dalla Aston #95, ora guidata da Marco Sorensen. Terza piazza per la Ford GT di Olivier Pla, a stretto contatto con l’altra 488 GTE di Sam Bird.

GTE-Am che fin qui hanno visto un dominio assoluto delle due Porsche, dell’Abu-Dhabi Proton Racing prima e del KCMG poi, dopo un primo pit stop non al meglio da parte del team tedesco, insidiate da vicino dalla Aston Martin di Pedro Lamy e dalla Corvette di Pierre Ragues, che alla seconda ora prende il comando sulla 911 RSR biancazzurra di Joel Camathias. Nel frattempo Francois Perrodo, altro mattatore della categoria con la Ferrari #88, si insabbia alla curva 9, provocando la prima Full Course Yellow della giornata.

Da segnalare, poco dopo il termine della prima ora, il fuoco, che torna a ripresentarsi ai box una prima volta a causa di una fuoriuscita di carburante dalla Ford #67; la macchina poi riprenderà la gara, seppur con 11 giri di ritardo. Allo scadere dei primi 120’ tocca invece anche alla Porsche #88, ancorchè in modalità meno spettacolare.

Piero Lonardo

La classifica alla seconda ora di gara 


Stop&Go Communcation

Principio d’incendio sulla Ford #67

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/07/StartP1-1024x681.jpg WEC – Nurburgring, Start: Una Porsche davanti, ma che battaglia!