E’ durato poco più di un’ora il sogno di Toyota di ritornare alla vittoria nel World Endurance Championship alla 6 Ore del Nürburgring. Dopo aver perso nel giro di ricognizione le prime speranze con la macchina vincente nelle prime due gare stagionali, fermata 5 giri per un problema alla pompa del carburante, la TS050-Hybrid si è vista passare dalle due Porsche dopo circa 70’ di gara e da quel momento le due 919 Hybrid non si sono più voltate indietro.

L’ordine di arrivo finale, dopo un paio di sorpassi soft, è stato deciso dal testacoda dell’Oreca Manor di Tor Graves, all’inizio del secondo terzo di gara, con la Porsche #2 che deve schivare la LM P2 e prende la via di fuga più lunga mentre la #1 di Earl Bamber, Brendon Hartley e Timo Bernhard va a vincere dopo Le Mans anche la gara tedesca, addirittura il terzo successo in altrettante partecipazioni per Bernhard ed Hartley.

Un altro pericolo per la doppietta della casa di Stoccarda una manciata di minuti prima, allorquando la #2 con Nick Tandy alla guida provocava il testacoda della Ford #67 del connazionale Harry Tincknell. La direzione gara considerava il contatto come incidente di gara e quindi nessun problema per Tandy, Andrè Lotterer e Neel Jani a concludere alle spalle dei compagni di squadra, con un robusto vantaggio di 1’03” sulla Toyota di Josè Maria Lopez, Kamui Kobayashi e Mike Conway.

Una vittoria costruita da Porsche anche grazie al nuovo kit aerodinamico a basso carico, qui al debutto, e che potrebbe dare quella spinta per conquistare un nuovo titolo iridato, che paradossalmente, unita al threepeat di Le Mans, potrebbe veramente fare decidere per il ritiro dalla serie mondiale al termine della stagione in corso, così come avevamo anticipato, per primi, su queste pagine, poche ore prima dello sventolio della green flag della classica della Sarthe.

Hartley e c. conducono in classifica con un vantaggio di ben 30 punti sull’equipaggio della Toyota #8, alla fine classificatasi quarta assoluta. Anche tra i costruttori, Porsche incrementa il vantaggio con 154 punti con 114,5.

Nuova vittoria, la terza dell’anno, per l’Oreca #38 del Jackie Chan DC Racing Oliver Jarvis, Ho-Pin Tung e Thomas Laurent tra le LM P2. Dopo un avvio non tra i migliori dell’ex-Audi, catapultato in pole position dopo la squalifica dell’entry del G-Drive, il team gestito da Jota Sport ha macinato letteralmente la concorrenza più temibile, rappresentata dalle Vaillante Rebellion, qui con equipaggi inediti a causa della concomitanza dell’E-Prix di New York, e dalle Alpine.

Alla fine è di un giro il distacco su resto del lotto, con la Rebellion #31 di Bruno Senna, Julien Canal e Filipe Albuquerque a precedere sul podio l’Alpine #36 di Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Matthew Rao. A seguire l’altra entry del DC Racing e l’Oreca del G-Drive, capace di rimontare la sosta extra di 3’ per la penalità comminata a seguito del contatto iniziale di Le Mans con la Porsche Proton.

Giunge al traguardo anche la Enso CLM LM P1 del team ByKolles, qui all’ultima apparizione stagionale. Per Marco Bonanomi e c. una gara tranquilla coronata dalla 14ma posizione finale, a dimostrazione che i problemi di Le Mans probabilmente sono costati un risultato storico.

Unica macchina a non terminare la gara l’Alpine #36, fermata da problemi al cambio; non classificata anche l’unica Ligier LM P2 in gara del Tockwith Motorsports per non aver completato il 70% della distanza. In classifica generale, l’equipaggio vincitore aumenta il distacco a ben 46 punti su Senna e Canal.

Prima vittoria stagionale in GTE-Pro per la Ferrari #51, che trionfa con Alessandro Pier Guidi e James Calado. La 488 GTE, che partiva penultima, ha rimontato lo schieramento sino a portarsi al livello delle due Porsche 911 RSR, che hanno dominato la prima parte di gara, fino a sopravanzarle nell’ultimo terzo, allorquando la temperatura della pista si è alzata, favorendo la GT del Cavallino.

Il distacco finale di oltre 50” dice tutto sul passo della 488; a maggior ragione peccato per i problemi tecnici che hanno afflitto la #71 di Rigon e Vilander, che vanno a chiudere la classifica di categoria.

Per Calado si tratta di un back to back dopo il successo del 2016 con Gianmaria Bruni e che lo innalza in classifica, ancora apertissima, capeggiata ancora da Andy Priaulx ed Harry Tincknell, qui solamente quinti, che conducono con 84 punti contro i 73 di Richard Lietz e Fred Makowiecki, cui va la piazza d’onore. Pari merito tra i costruttori fra Ford e Ferrari a quota 135 punti.

Prima vittoria nel WEC infine per Matteo Cairoli con la Porsche del Dempsey-Proton in GTE-Am insieme a Mavin Dienst e Christian Ried. Il comasco ha imposto nei suoi stint un notevole passo che ha permesso alla 911 in versione 2015 di avere la meglio sulle più nuove Ferrari ed Aston Martin, che si dividono il podio tedesco.

Decisivo nelle fasi finali il sorpasso di Miguel Molina a Pedro Lamy che vale il secondo posto per la 488 #54 di Spirit of Race divisa con Fracesco Castellacci e Thomas Flohr. Solo quarta piazza finale invece per l’altra 488 del Clearwater Racing, che ora vede un pari merito a quota 88 con i vincitori odierni, con l’equipaggio dell’Aston Martin #98 a 2 soli punti di distacco.

E’ tutto per oggi. Il World Endurance Championship ritornerà il 3 settembre con la 6 Ore del Messico.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore del Nürburgring


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Ferrari torna alla vittoria in GTE-Pro. Cairoli, prima vittoria nel WEC

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/07/PorscheToy-1024x682.jpg WEC – Nürburgring, Finale: Porsche, doppietta non casuale