“E alla fine vince Audi” citava un noto modo di dire dell’endurance. Da qualche tempo a questa parte nella frase bisogna però sostituire il costruttore, perché Porsche ha vinto anche la 6 Ore del Nurburgring, quarta tappa del WEC 2016.

Non si è trattato di una vittoria all’ultimo giro come a Le Mans, ma sicuramente di una vittoria “di giustezza” in una gara costellata di tanti colpi di scena non necessariamente eclatanti, dominata dall’equilibrio fra i quattro prototipi dei costruttori tedeschi.

Alla fine la vittoria arride alla 919 Hybrid #1, quella dei campioni del mondo Brendon Hartley, Mark Webber e Timo Bernhard, che nonostante la vettura in teoria più performante e affidabile, mancava da Shanghai 2015.

A fare compagnia ai campioni del mondo però non c’è la vettura gemella ma le due Audi R18, con la #8 di Lucas di Grassi, Loic Duval e Oliver Jarvis a precedere – in parata, qualora non si fosse intuito quanto ravvicinato sia stato il duello al vertice – Andrè Lotterer e Marcel Fassler.

La #7 nel terzo finale ha dovuto sostenere il cambio del muso anteriore, ma peggio è andata alla Porsche #2, in testa a due terzi di gara e alla fine solo P4 seppur nello stesso giro dei vincitori, penalizzata con un dubbio drive-through per il contatto con la Porsche 911 RSR dell’Abu-Dhabi Proton e poi costretta alla sostituzione dell’ala posteriore.

Quinta e sesta le due Toyota, a lungo nella scia dei primi ma lontane quanto basta da non essere un fattore per la vittoria finale, nonostante le defaillance altrui.

Rebellions

Ancora una volta vittoria, la terza su quattro gare, della Rebellion #13 di fra le P1 private. Scomparsa in una nuvola di fumo la CLM del ByKolles, la lotta ad eliminazione fra le due R-One ha visto prevalere la macchina di Matheo Tuscher, Alexandre Imperatori e Dominik Kraihamer, nonostante problemi ai freni per entrambe le macchine svizzere.

Alpine36

L’Alpine Signatech di Nicolas Lapierre, Stèphane Richelmi e Gustavo Menezes riporta la seconda vittoria consecutiva dopo Le Mans tra le LM P2. Dopo il ritiro dell’Oreca del G-Drive, nessuno è stato in grado di riprendere il prototipo francese, ed il podio si completa con due Ligier, quella dell’RGR by Morand di Filipe Albuquerque – vero fattore in più, va detto, insieme a pochi altri, della categoria – Bruno Senna e Ricardo Gonzalez e la #31 dell’Extreme Speed di Pipo Derani, Ryan Dalziel e Chris Cumming. Quest’ultima nel finale ha avuto la meglio di una sorprendente – anche grazie alle gomme Dunlop – Gibson di Strakka Racing.

Arrivo51

Ma per i colori italiani conta tantissimo la doppietta delle Ferrari AF Corse. Un Gianmaria Bruni in formato superstar, autore di due doppi stint e sorpassi di grinta, e un James Calado in costante crescita hanno avuto la meglio sulla vettura gemella di Davide Rigon e Sam Bird.

Nonostante una qualifica al meglio ed un avvio al fulmicotone, per l’Aston Martin rimane la consolazione del gradino basso del podio, dopo aver tenuto a lungo a bada la Ford GT #66 di Olivier Pla e Stefan Mucke, che nel finale ha dovuto scontare un drive-through per track limits.

Aston95

L’Aston si consola ancora una volta in GTE-Am, con i soliti Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul dalla Lana, che tornano alla vittoria dopo Spa. I capolista di AF Corse, Francois Perrodo, Emmanuel Collard e Rui Aguas riescono a recuperare un terzo posto in pista nonostante una penalità e un’uscita di strada. Per la Ferrari #83 la P3 è infine diventata P2 a seguito dell’esclusione post-gara della Porsche del KCMG. Eredità così il terzo posto la Corvette Larbre di Paolo Ruberti, Yukata Yamagishi e Pierre Ragues.

Questo era l’ultimo appuntamento europeo del World Endurance Championship. Si riprenderà con la 6 Ore del Messico, il 2-3 settembre prossimi.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore del Nurburgring


Stop&Go Communcation

Esaltante doppietta Ferrari in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/07/Arrivo1-1024x682.jpg WEC – Nurburgring, Finale: E’ sempre Porsche, nonostante tutto