E’ una vera festa l’apertura della 6 Ore del Messico, quinto appuntamento del WEC 2016. Con la musica di una banda di mariachi, majorette preceduta dalla tradizione ormai perduta del giro di pista dei piloti sul pullman scoperto.

Ma anche lo spettacolo in pista non è subito da meno. Allo start parte bene Andrè Lotterer dalla seconda fila che brucia sia Marc Lieb sulla Porsche #2 che il teammate in pole, Lucas di Grassi. Dietro le due Audi emerge la Porsche #1 con alla guida Brendon Hartley; a seguire Lieb e le due Toyota con Kamui Kobayashi davanti a Sebastien Buemi.

Tra le LM P2, Bruno Senna mantiene agilmente il comando tra le ovazioni del pubblico con la Ligier dell’RGR sull’Alpine di Gustavo Menezes e di Renè Rast sull’Oreca del G-Drive, che dopo 5 giri invertono le posizion.i Poco più avanti è Pierre Kaffer tra le LM P1 private, a precedere al via, con la CLM del ByKolles, l’unica Rebellion iscritta ed Alexandre Imperatori.

In GTE-Pro sembra non ci sia subito storia, con le due Aston Martin di Nicki Thiim e Richie Stanaway che prendono il largo, anche se Richard Lietz si era temporaneamente infiltrato con la Porsche del Dempey Proton. Testacoda per Olivier Pla e lunga rimonta dal fondo per la Ford GT #66.

Lotta tutta Porsche infine in GTE-Am, con la 911 del Gulf Racing UK e Ben Barker pronto a scavalcare Patrick Long e la entry dell’Abu-Dhabi Proton che aveva ereditato la pole position dalla Aston Martin #98 dopo la penalizzazione per altezza non regolamentare, forse un’ingenuità derivante dalle nuove coperture Michelin. Ad ogni modo, la rimonta di Pedro Lamy viene ulteriormente ritardata da una penalità per il contatto con la Ferrari di Francois Perrodo.

Primo colpo di scena dopo soli 37’ con Lotterer che è costretto ad un pitstop anticipato per problemi di aderenza. Spazio quindi a Di Grassi, che però non può approfittarne molto a causa del crash di Viktor Shaytar con la BR01 #37 alla curva 11.

Prima Full Course Yellow e tutti al pit, ma poco dopo la scadenza della prima ora, grazie ad un testacoda di Chris Cumming, Mark Webber, subentrato Hartley sulla Porsche #1, approfitta del “velo” della BR residua per scavalcare il brasiliano e prendere il comando.

Poco prima Mike Conway, autore di un innocuo testacoda con gomme fredde, e la Toyota si trovavano ai ferri corti con la Ligier LM P2 di Chris Cumming e viene penalizzato. L’altra Toyota, la #5, deve soffrire un guasto al sistema ibrido e viene fatta rientrare nel box giapponese. Problemi anche per la CLM del ByKolles, che perde circa 15 giri.

Alla fine ci vorranno oltre 40’ di sorpassi nel traffico per Di Grassi per riappropriarsi del comando con un sorpasso di forza. La gioia del team Audi dura però poco perché il giro successivo al pit, Loic Duval, subentrato al brasiliano, si doveva accodare a Timo Bernhard.

Lo stop non perfetto da parte del team di casa costa a Ricardo Gonzalez, subentrato a Senna, il comando nella LM P2 in favore dell’Oreca del G-Drive, che allo scadere della seconda ora si toccano per la testa della gara e la Ligier battente bandiera messicana ha la peggio, finendo in testacoda e perdendo circa 30”, pur mantenendo la seconda piazza davanti alle due Alpine.

Le due Aston conducono in scioltezza in GTE-Pro sulla Ford #67, con le due Ferrari costrette ad inseguire dietro la Porsche di Lietz. Penalità a go-go per la Ford #66, ritenuta rea di un contatto che ha coinvolto l’Aston GTE-Am di Paul dalla Lana, subentrato a Lamy, ma soprattutto per la Ferrari #51 di Gianmaria Bruni, che deve scontare uno stop&go per abuso dei limiti di pista.

Infine in GTE-Am ora sono le due Porsche Proton a menare le danze, con la Ferrari di Francois Perrodo unico ad inseguire nei giri dei battistrada.

Piero Lonardo

La classifica alla seconda ora di gara


Stop&Go Communcation

Aston Martin regine in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/09/Start-1024x682.jpg WEC – Mexico, Start: Porsche davanti ma gran duello Di Grassi/Webber