La Porsche realizza la terza vittoria di fila nel WEC 2017 alla 6 Ore del Messico, quinto appuntamento della serie mondiale endurance. Una vittoria che non è mai stata in discussione, nonostante un paio di disattenzioni – una per macchina – che hanno comunque rallentato il passo delle due 919 Hybrid.

Alla fine è ancora l’equipaggio della #2 di Brendon Hartley, Earl bamber e Timo Bernhard a conseguire la vittoria finale, così da allungare ulteriormente nella classifica piloti, che ora li vede avanti di ben 41 punti ai rivali della Toyota #8, Anthony Davidson, Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima, protagonisti dell’avvio di stagione e quest’oggi terzi, che rimangono comunque i più vicini inseguitori.

Le due Toyota oggi non hanno avuto modo di competere in nessun piano con i due prototipi di Stoccarda, che hanno copiato, in meglio, le migliori tattiche di gara del team nipponico. Solo due treni di gomme per tutta la gara per equipaggio infatti, a parte per la Toyota #7, cui nell’ultimo pit a mezz’ora dalla fine è stato montato un terzo treno di gomme, forse per giocarsela al meglio in un improbabile finale sotto la pioggia, spauracchio dell’ultima ora di gara che però non si mai materializzato, nonostante i neri nuvoloni incombenti sul circuito dedicato ai fratelli Rodriguez.

L’ultimo splash, la quinta sosta solamente, effettuata a pochi minuti dalla fine della vettura di Buemi, peraltro ininfluente sul risultato finale, ha dimostrato che le Toyota hanno comunque massimizzato il possibile in tema di consumi.

Avvincente la battaglia in LM P2, con il primo sospirato successo della Rebellion #31 di Bruno Senna, Julien Canel e Nico Prost. Dopo aver dominato la prima parte di gara, la vettura coi colori di Michel Vaillant ha dovuto fare i conti col ritorno dell’Oreca Manor #24, che nelle mani di Ben Hanley ha rischiato il colpaccio, anche grazie ad una strategia azzeccata e ad un equipaggio più equilibrato della concorrenza, Rebellion esclusa.

Un errore nei minuti finali da parte del driver inglese ha permesso all’Alpine di Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Andrè Negrao di piazzarsi al secondo posto, proprio davanti all’Oreca biancorossa. Il risultato della entry #38 del Jackie Chan DC Racing, quest’oggi solamente nona a 8 giri dai vincitori a causa di un problema alla frizione, riapre la lotta per il primato della categoria, con un vantaggio in classifica generale su Senna e Canal ridotto a soli 23 punti.

Una penalità di 10” comminata nell’ultima ora dalla direzione gara per il mancato rispetto della velocità in regime di Full Course Yellow toglie invece la vittoria in pista in GTE-Pro alla Ferrari di Davide Rigon e Sam Bird. Un vero peccato perché l’accoppiata della 488 GTE #71 ha svolto una gara impeccabile, in testa sin dall’inizio salvo un paio di brevi parentesi generate dalle strategie.

Alla fine ne approfittano i danesi dell’Aston Martin, Marco Sorensen e Nicki Thiim, cui va riconosciuto di essere rimasti a contatto della Rossa per tutte le 6 ore. Purtroppo non si è concretizzato il podio per James Calado e Alessandro Pier Guidi, a causa di un problema di elettronica sostenuto alla quinta sosta, allorquando il driver gallese si è trovato fermo in prima marcia all’uscita della pitlane ed è stato costretto a percorrere un intero giro a velocità ridotta prima di poter resettare il sistema.

Terza piazza quindi per la Porsche di Fred Makowiecki e Richard Lietz, che precede i portacolori della Ford Harry Tincknell ed Andy Priaulx, che mantengono il comando in classifica generale con 96 punti contro gli 88 dell’equipaggio della Porsche #92 e i 79,5 di Davide Rigon, che a sua volta precede di mezzo punto il compagno Sam Bird. Alla Ferrari rimane comunque la soddisfazione di aver distaccato tra i costruttori la Ford (162 punti contro 153).

Per concludere, nuova vittoria, la seconda di fila, per la Porsche del Dempsey-Proton di Matteo Cairoli, Marvin Dienst e Christian Ried in GTE-Am. Troppa la differenza in pista tra l’equipaggio della 911 RSR #77 e quello dell’Aston Martin Vantage di Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul dalla Lana, quest’ultimo reo, dopo il warning per track limits che ha fatto pensare al team inglese di toglierlo anzitempo dalla pista, di eccessiva velocità in pitlane e del relativo drive-through, che ha tolto qualsiasi velleità di vittoria al trio, che ora è costretto ad inseguire con 10 punti di svantaggio.

Gara da dimenticare infine per le due Ferrari iscritte da Clearwater Racing e Spirit of Race, penalizzate dal BoP e, per quanto riguarda quella battente bandiera di Singapore, anche dalle continue infrazioni del gentleman, che mancano il podio e si devono accodare alla Porsche del Gulf Racing UK

Da segnalare – ennesimo fatto curioso di questa stagione – che una delle due neutralizzazioni è stata decisa a causa di una palla da baseball piovuta in pista dai vicini campi di gioco.

Prossimo appuntamento con il World Endurance Championship fra due sole settimane, al Circuit of The Americas di Austin, Texas.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore del Messico


Stop&Go Communcation

Una penalità toglie la vittoria alla Ferrari in GTE-Pro. La Rebellion e Cairoli dominano in LM P2 e GTE-Am

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/09/Porsche2GD-1024x576.jpg WEC – Mexico, Finale: La Porsche ne fa tre di fila