Dopo il comunicato da parte di Ginetta di pochi giorni fa, non si sono fatte attendere le reazioni di Mecachrome.

Il fornitore di motori, ricordiamo, è stato indicato quale imputato per la scarsa competitività del prototipo inglese a Le Mans, al punto di indurre il team Manor ad optare per il biturbo V6 AER in vista della 6 ore di Silverstone, salvo poi vedersi rifiutata l’iscrizione per il mancato rispetto dei termini di comunicazione.

Stando alle dichiarazioni rilasciate dal direttore del reparto sportivo Mecachrome, Bruno Engelric, il costruttore francese, coinvolto nel progetto sin dall’unveiling del progetto, avvenuto proprio a Silverstone poco più di un anno fa, non sarebbero stati rispettati gli impegni economici che avrebbero permesso lo sviluppo del motore.

Tre le fasi di sviluppo concordate per la “Super-Season”: la prima da utilizzare per il Prologue, Spa e Le Mans; una prima revisione sarebbe poi stata potenzialmente disponibile dopo la 24 Ore ed infine una terza che avrebbe visto la luce in tempo per Le Mans 2019, ultimo atto del campionato.

In realtà, sempre dalle parole di Engelric, dopo che Ginetta si era accollato l’onere del primo sviluppo, non è mai stato firmato alcun contratto per la stagione se non alla vigilia di Le Mans, al punto che al Paul Ricard le due vetture hanno potuto girare solo grazie al supporto finanziario da parte di Ginetta, che a Spa, nonostante la presenza in circuito, ha deciso di “chiudere i rubinetti”, optando di non partecipare alle qualifiche della 6 Ore.

“Ovviamente la mancanza di chilometraggio – nonostante un indiscusso supporto tecnico da parte di Ginetta e del suo boss, Lawrence Tomlinson – ha influito sullo sviluppo e le performance di macchina e propulsore; ciononostante una macchina ha visto il traguardo della classica della Sarthe, seppure dopo una lunga sosta ai box attribuibile non solamente al motore, mentre l’altra è stata costretta al ritiro per problemi elettrici indipendenti dal lavoro del team di gara Mecachrome.”

“Le lamentele riguardo la scarsa potenza del propulsore francese rispetto alla concorrenza – sempre secondo Engelric – vanno bilanciate con la necessità di finire la gara con le specifiche originali. Con 50 HP extra il risultato sarebbe stato simile se non peggiore e sappiamo che l’affidabilità è indispensabile nelle corse di durata, specie con un pacchetto nuovo di zecca. “

“Stante le ricorrenti incertezze finanziarie sul programma, il Groupe Mecachrome ha deciso di non continuare lo sviluppo del motore senza le necessarie garanzie.”

“Dal punto di vista tecnico e delle prestazioni – prosegue lapidario Engelric – Mecachrome ha consegnato quanto promesso e concordato sin dall’inizio. I problemi economici e finanziari emersi ancora prima dell’inizio della Super Season non hanno aiutato le relazioni commerciali; dal lato tecnico, e nonostante la mancanza di test, noi abbiamo consegnato quanto richiesto.”

Oltre agli auguri di rito a Ginetta e Manor però, un ultimo sassolino da parte di Mecachrome, che si è dichiarata “sorpresa della scelta di un motore che è stato sviluppato per anni, ma che comunque non ha visto il traguardo lo scorso giugno a Le Mans (l’AER V6 biturbo ha equipaggiato sia la Enso CLM del ByKolles che le due BR1 dell’SMP Racing – ndr). Vedere la bandiera a scacchi alla sua prima partecipazione ha evidenziato le quailità ed il potenziale del motore Mecachrome.” ha terminato il boss Mecachrome.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Ancora problemi finanziari alla base del cambio propulsore sul prototipo inglese

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/08/Mechachrome-86-1024x683.jpg WEC – Mecachrome risponde a Ginetta