Iniziamo con Brendon Hartley, campione del mondo in carica con Porsche. Come vedi la lotta a tre di quest’anno? “Quest’anno abbiamo tutti e tre i costruttori vicini. Anche se, data la lunghezza della pista, è difficile verificare da vicino. Siamo separati da poco più di 1” al giro, ma la chiave di tutto è ovviamente l’affidabilità. Sarà una gara dura, come sempre peraltro a Le Mans.”

Pensi che il meteo sarà un fattore? Per la gara è previsto perlopiù asciutto. “Difficile da dire, è parte del gioco, anche perché Le Mans è impossibile che non piova durante 24 ore. Noi siamo preparati.”

Continuiamo con Lucas di Grassi, che ieri è stato il migliore dei piloti Audi sia nelle libere che in qualifica. “Sì, ma i tempi di ieri non contano niente. Basta un po’ di traffico e cambia tutto. E’ difficile prendere un giro libero da traffico qui. Le qualifiche non contano niente, l’importante è la 24 ore.”

A livello di affidabilità, Audi è il progetto più ardito. Anche ieri un problemino. “Si, confermo, in frenata ho sentito un rumore che non mi è piaciuto e ho rallentato, ma alla fine si trattava della defaillance di un pezzo da utilizzare solo nella sessione.”

Stasera quindi non ci aspetteremo un missile nelle qualifiche? “No, assolutamente, anche il meteo non aiuta.” Infine, come vedi la lotta con Porsche e Toyota? “I tre costruttori sono vicini, e l’affidabilità, non fare errori, conta più del mezzo secondo sul giro.”

Terminiamo in bellezza con la sorpresa del primo turno di qualifiche, la Toyota ed Anthony Davidson. Toyota è definitivamente tornata? “Siamo competitivi. Non sappiamo quanto ma siamo finalmente nella stessa categoria degli altri costruttori, dopo un anno di sofferenze. Nel 2015 ci sembrava di essere delle LM P2. Ora possiamo combattere ad armi pari.”

I valori delle qualifiche – la stessa domanda fatta a Di Grassi – sono reali ? “Assolutamente no. Anzi, il format delle qualifiche a Le Mans va assolutamente rivisto, sia per il pubblico che per la sicurezza in pista. Dividere le sessioni fra GT e prototipi esattamente come nelle altre prove del WEC. A Le Mans è troppa la differenza di potenza. Onestamente, ogni pilota vi dirà la stessa cosa.”

Riguardo l’affidabilità, avete provato molto. Dopo Spa, sembra che Toyota sia la favorita in termini di affidabilità, a Le Mans: “In realtà, Porsche mi pare la più affidabile. E’ il progetto più rodato, e dato che da ogni cambiamento proviene un nuovo rischio, sono avvantaggiati. Dal lato nostro, abbiamo effettuato dei test di durata molto positivi e siamo piuttosto fiduciosi, anche se ovviamente non si può mai essere fiduciosi al 100%.”

Quanto ha bruciato la sconfitta di Spa? “Tanto. Non mi vergogno a dire che quando la macchina si è dovuta fermare ho pianto. Eravamo finalmente in controllo: sembrava il 2014 (Davidson e Buemi si laurearono campioni del mondo – ndr) e invece…”

Tornando a Le Mans, lo scorso anno Toyota annunciò che avrebbe portato la tanto sospirata terza macchina invece quest’anno anche Porsche e Audi hanno dovuto ripiegare su due. Quanto conta questo vantaggio?In termine di probabilità, è ovvio che in questo modo loro hanno un 33% di possibilità in meno di vincere. In definitiva, così noi abbiamo, almeno matematicamente, maggiori possibilità di vincere.”

Interviste raccolte da Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Davidson: cambiamo il format delle qualifiche a Le Mans!

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/06/Davids-1024x679.jpg WEC – Le Mans: La parola agli assi delle LM P1