La Porsche 919 Hybrid di Nico Hulkenberg, Nick Tandy ed Earl Bamber si aggiudica l’83ma edizione della 24 Ore di Le Mans, davanti alla vettura gemella condotta da Timo Bernhard, Mark Webber e Brendon hartley e all’Audi R18 e-tron quattro di André Lotterer, Marcel Fassler e Benoit Treluyer.

E’ stata un’edizione combattutissima, con tempi sul giro che per tutte le 24 ore hanno rasentato i tempi delle qualifiche sia per Porsche che per Audi. Le 919 Hybrid hanno avuto però curiosamente la meglio proprio grazie a quella che è stata fin qui l’arma in più della casa dei quattro cerchi, la performance.

E dire che la “nera” #18 aveva iniziato a perdere colpi già nella notte, con il lungo di Romain Dumas, poi bissato in prima mattina da Neel Jani, forse nel tentativo di forzare. Alla “rossa” #17 non stava andando meglio, con lo stop&go rimediato da Brendon Hartley e scontato da un Webber in testa allo scadere del primo terzo di gara.

Allora è salito in cattedra Nico Hulkenberg, che forse, chissà, svolgeva il compito di ipotetica riserva, mostrando a tutti di quale talento è dotato. Il pilota della Force India F1, dopo uno start non invidiabile, ha presto scalato la classifica portandosi al comando, prima in alternanza con le Audi #9 e la #7, poi prendendo il largo. Nick Tandy ed Earl Bamber hanno completato l’opera senza sbagliare nulla e mantenendo un ritmo costante ed inarrivabile per i prototipi casa dei quattro cerchi.

Peccato soprattutto per la R18 e-tron quattro #9 di Filipe Albuquerque, René Rast e del nostro Marco Bonanomi, che fino al mattino stava coltivando meritate speranze di vittoria ma che nel finale ha dovuto cedere nel ritmo, probabilmente per problemi di freni e/o recupero energia. Così alla fine è l’equipaggio vincitore di già tre Le Mans ad occupare il terzo gradino del podio, davanti alla #8 che ha pagato l’unico vero errore di questa corsa ad inseguimento durata un giorno intero, vale a dire il crash in regime di bandiere gialle di Loic Duval avvenuto nella prima fase di gara.

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Quel crash potrebbe essere costato assai anche all’incolpevole attore dell’evento, cioè la Ferrari #51 di Gianmaria Bruni, Toni Vilander e Giancarlo Fisichella, costretta a cedere la leadership della GTE-Pro a sole due ore dalla bandiera a scacchi per un problema ad un cuscinetto del cambio.

Alla fine AF Corse riesce a limitare i danni occupando entrambi i lati del podio anche con la #71 di Davide Rigon, James Calado ed Olivier Beretta, ma è ben magra consolazione. Onore al merito quindi alla Corvette C7-R che si riafferma dopo 4 anni con l’unico equipaggio rimasto in GTE-Pro dopo il crash di Magnussen nelle qualifiche-2 con Jordan Taylor, Tommy Milner ed Oliver Gavin.

L’Aston Martin, grande favorita, specie dopo l’esito delle qualifiche, ha portato al traguardo solamente due delle cinque Vantage iscritte fra Pro ed Am, ma nessuna a podio. Clamoroso poi il crash di Paul Dalla Lana, dominatore della GTE-Am fino a 50’ dalla fine con Mathias Lauda e Pedro Lamy.

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La vittoria della GTE-Am così è andata meritatamente quanto inaspettatamente alla Ferrari dell’SMP Racing, che Andrea Bertolini ha ancora una volta issato al top, nonostante lo spavento procurato da Viktor Shaitar nelle fasi finali e che sembrava aver posto fine alla rincorsa della F458 del team battente bandiera russa.

Al secondo posto della categoria termina, per la gioia degli organizzatori, un commosso Patrick Dempsey con la Porsche del team gestito in partnership con Proton Competition, unica GT di Stoccarda a podio quest’oggi. Marco Seefred e soprattutto Pat Long hanno dato il meglio per tenere a distanza gli avversari, come dimostrato anche dal duello vinto nei confronti della F458 Scuderia Corsa di Townsend Bell, Bill Sweedler e Jeff Segal, terzi al traguardo. Imbarazzanti invece i due ritiri, uno in Pro e uno in Am, per i motori in fiamme delle 911 RSR.

Tornando ai prototipi, Toyota ha portato entrambe le vetture a traguardo. Misteriosamente più performante in gara che in qualifica, la TS040-Hybrid preparata per questa Le Mans non ha deluso solo chi aveva scommesso sull’affidabilità, effettivamente dimostrata sulle 24 ore. Purtroppo per Toyota, davanti alla migliore dei prototipi nipponici, la #2 di Alex Wurz, Stèphane Sarrazin e Mike Conway sono terminate altre cinque macchine.

Nissan infine è riuscita a fare tagliare il traguardo, ancorchè non classificata, ad una delle tre GT-R LM Nismo schierate. Il distacco, ben 153 giri sui 395 percorsi dai vincitori, riflette non solo la lentezza sul giro singolo, ma anche la quantità di tempo passato ai box a sistemare i problemi più disparati. Vedremo cosa succederà in seno al team diretto da Darren Cox durante la lunga pausa (77 giorni) che ci separa dal prossimo appuntamento del WEC, la 6 Ore del Nurburgring.

Continua poi la tradizione di premiare separatamente per le P1 non ibride, cioè le due Rebellion, fresche di cambio di propulsore, che hanno avuto la meglio sulla CLM P1/01 del Team ByKolles, nemmeno classificata con soli 260 giri percorsi.

KCMG_DInfine la LM P2, con la cavalcata trionfale dell’Oreca 05-Nissan del KCMG di Nicolas Lapierre, Matthew Howson e Richard Bradley. Peccato non aver potuto assistere al duello con l’altra 05 del Thriet by TDS, tolta di gara anzitempo dal crash con l’Aston “art-car” #97.

Grande sconfitta la concorrenza Ligier, che schierava invece ben 7 JS P2, ma che deve accontentarsi solo del terzo posto con la entry #26 del G-Drive di Roman Rusinov, Sam Bird e Julien Canal davanti alla vettura gemella, quest’ultima peraltro mai in lizza per la vittoria di categoria.

Ancora una volta una grande rimonta per il secondo posto finale della Jota Sport di Simon Dolan, a riprova della validità, nonostante gli anni trascorsi, del progetto Zytek ora Gibson. Da dimenticare la partecipazione del Krohn Racing, mentre Extreme Speed è riuscita a portare entrambe le macchine al traguardo, così come anche l’ambizioso progetto SMP Racing.

E’ tutto per questa 83ma edizione della 24 Ore di Le Mans. Il WEC ritorna venerdì 28 agosto con le prime libere della 6 Ore del Nurburgring.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 83ma edizione della 24 Ore di Le Mans


Stop&Go Communcation

Andrea Bertolini, successo in GTE-Am con SMP Racing

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/06/Podio_SG_GD.jpg WEC – Le Mans, Finale: Porsche sbanca Le Mans!