L’84ma edizione della 24 Ore di Le Mans passerà alla storia per li suo finale imprevedibile. A pochi metri dal traguardo infatti la Toyota di Kazuki Nakajima, fino a quel momento al comando con un capiente vantaggio, si è arrestata completamente ammutolita per lasciare la vittoria ad un incredulo Neel Jani sulla Porsche 919 Hybrid #2. Lo svizzero poco prima aveva dovuto ricorrere ad uno splash&dash per essere sicuro di avere abbastanza carburante per terminare la gara.

Al momento non si conoscono in dettaglio le cause di questa incredibile defaillance, fatto sta che la TS050-Hybrid #5 è ripartita poco dopo per tagliare il traguardo ma al momento non risulta classificata; a’ sensi del regolamento infatti i 12′ occorsi per terminare l’ultimo giro travalicano l’articolo 10.15 del regolamento FIA.

Enorme lo sgomento nel box Toyota, capitanato da Hughues de Chaunac, dopo aver dominato in lungo e in largo con una strategia perfetta senza dimenticare la prestazione velocistica pura, e a poco serve il secondo piazzamento assegnato alla gemella #6 di Stèphane Sarrazin, Mike Conway e Kamui Kobayashi, che ha fatto la lepre nei primi due terzi di gara. A festeggiare la 18ma vittoria del costruttore tedesco oltre a Neel Jani, un commosso Marc Lieb e un raggiante Romain Dumas.

Terza e quarta vengono classificate le Audi di Oliver Jarvis, Lucas di Grassi e Loic Duval e di André Lotterer, Benoit Treluyer e Marcel Fassler. Una magra consolazione per la casa dei quattro cerchi, che qui si presentava con la vettura più innovativa dopo il promettente avvio di stagione. 13ma, quinta della categoria, la seconda Porsche dei campioni del mondo in carica Hartley, Webber e Bernhard. Gara da dimenticare ma punti buoni per la classifica WEC, che ora vede sempre più al comando il trio vittorioso quest’oggi.

Reb13

Unico equipaggio al traguardo tra le LM P1 private fra le tre vetture iscritte la Rebellion R-One #12 di Nicolas Prost, Nick Heidfeld e Nelson Piquet Jr., 29ma al traguardo a 54 giri. Difficile spiegare questo risultato, anche alla luce del fatto che sia le Rebellion che la ByKolles montano tutte lo stesso rodatissimo propulsore AER, causa diretta o indiretta di tutte e tre le gare calvario.

Alpine36D

Nicolas Lapierre si dimostra specialista delle LM P2 e conquista la seconda vittoria consecutiva, questa volta insieme alla Alpine con Stephane Richelmi e Gustavo Menezes, che avanzano anche in classifica generale. A seguire l’Oreca-Nissan del G-Drive di Roman Rusinov, Renè Rast e Will Stevens, che nel finale aveva recuperato il giro sui battistrada. Gradino basso del podio per la BR01 #di Vitaly Petrov, Viktor Shaytar e Kirill Ladygin, a 4 giri.

In generale Le Mans si è dimostrata pista favorevole alle Oreca (Alpine comprese ovviamente) lasciando ancora una volta a bocca asciutta le tante Ligier presenti – solo sesta infatti la migliore, quella del Greaves Motorsport – superate in prestazione anche dalle BR e dalle vetuste Gibson, all’ultima partecipazione.

Tornando alle eccellenze della gara, peccato per Manor, Thiriet by TDS, KCMG e la seconda Alpine, tutte e quattro, in vari momenti della gara, in lotta per la vittoria.

Ford68Toy

Missione compiuta per Ford, che conquista la vittoria al primo tentativo in GTE-Pro con Dirk Muller, Joey Hand e soprattutto l’enfant du pays Sebastien Bourdais. Nel finale alla Ferrari del Risi Competizione è stata comminata una penalità per il mancato funzionamento di una delle luci che indicano la posizione in gara.

Giancarlo Fisichella ha ritenuto di non fermarsi nel periodo previsto, e inizialmente la 488 GTE era stata penalizzata, ma l’apparizione su podio, tutto stars and stripes, del romano insieme a Toni Vilander e Matteo Malucelli dovrebbe aver fugato ogni dubbio sull’applicazione della sanzione. Alla Ford il terzo e quarto posto rispettivamente con la #69 di Scott Dixon, Ryan Briscoe e Richard Westbrook e la #68 di Stefan Mucke, Olivier Pla e Billy Johnson.

In campionato, grazie al risultato odierno, che he premiato tre equipaggi IMSA, è l’equipaggio della #68 a balzare al comando della classifica.

Delusione per le Aston Martin e Corvette, mai esattamente della partita nonostante i cambiamenti all’ultimo momento del BoP. Sparite infine quasi subito le due Porsche ufficiali per problemi meccanici, è toccato alla entry del Dempsey-Proton di Richard Lietz difendere l’ìonore del cavallino di Stoccarda. Il campione in carica delle GT è infatti giunto 31mo a 11 giri dai battistrada.

ScudCorsaArr

Vittoria statunitense anche in GTE-Am con la Ferrari 458 #83 di Scuderia Corsa di Bill Sweedler, Townsend Bell e Jeff Segal, già terza nel 2015, davanti alla vettura gemella iscritta da AF Corse per Rui Aguas, Francois Perrodo ed Emmanuel Collard, che con questo piazzamento prende il largo in classifica di categoria. Completa il podio la Porsche dell’Abu Dhabi-Proton Racing di David Heinemeier-Hansson, Patrick Long e Khaled Al Qubaisi.

Sausset

Menzione speciale infine per l’impresa dell’SRT41 by Oak Racing, incaricato del Garage 56, che ha portato al traguardo la Morgan Evo LM P2 adattata per gli handicap estremi di Frederic Sausset, il quale ha avuto anche l’onore di tagliare il traguardo.

E’ tutto per questa Le Mans. Il WEC da’ appuntamento al 22-24 luglio prossimi sull’altrettanto storico tracciato del Nurburgring.

Piero Lonardo

La classifica finale della 84ma edizione della 24 Ore di Le Mans


Stop&Go Communcation

Ford, missione riuscita al primo colpo. Bene Alpine e Scuderia Corsa

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/06/Arrivo_cut-1024x682.jpg WEC – Le Mans, Finale: Clamoroso: Toyota stop nel finale. Vince Porsche!