La prima Full Course Yellow della 6 Ore di Sao Paulo, esposta all’inizio della seconda ora per il crash della Ligier JS P2 del G-Drive, dura 8 minuti e permette alla Audi R18 e-tron Quattro #2 di Benoit Treluyer di variare la propria strategia con un pit-stop anticipato che gli permette di ricongiungersi definitivamente con i primi.

La Toyota #8 di Davidson e Buemi continua a pressare da vicino la Porsche 919 Hybrid di testa, ma deve a sua volta guardarsi alle spalle dagli inseguitori. L’inglese si deve difendere da Neel Jani poco prima della seconda sosta, mentre entrambi sono protagonisti di due uscite di strada, la prima per un contatto con la Porsche ProSpeed di Mathieu Vaxivière, che costa al test driver RedBull addirittura la bandiera bianconera, mentre “Ant” si gira sempre alla curva 14 a gomme fredde. Un attimo prima del pit-stop Buemi, che lamenta problemi fisici dovuti all’altitudine, aveva passato per un attimo Brendon Hartley per la leadership assoluta.

Alla metà gara, ancora tutti e sei i prototipi ibridi nello stesso giro. Marc Lieb conduce di 14” su Davidson e di 33” sull’altra Porsche di Timo Bernhard, costretta ad una terza sosta anticipata per una foratura. A 44” l’Audi #1 ancora con Lucas di Grassi, in attesa del gran finale a cura di Tom Kristensen, mentre ad altri 14” e 17” ci sono la Toyota di Stèphane Sarrazin e l’Audi di Andrè Lotterer.

In LM P1-L, ancora problemi per la Lotus CLM, ma anche per la Rebellion #12, costretta ad un paio di lunghe soste ai box per problemi al cambio. Via libera quindi per Andrea Belicchi con l’altra R-One, settimo assoluto a 4 giri dai leader.

Un paio di uscite di Matthew Howson costano care in casa KCMG, che perde il comando della LM P2 a favore dell’Oreca #37 dell’SMP Racing. Una sosta ai box che costa 5 giri per cambiare l’angolazione del camber per l’altra barchetta del team russo, ora terza, che punta però solo al traguardo per aggiudicarsi il titolo di categoria.

Lotta ravvicinata come sempre invece in GT, dove la seconda ora di gara si apre con un contatto tra la Ferrari già campione di Toni Vilander e l’Aston Martin di Darren Turner, che si gira. La manovra costa un extra stop alla rossa, che alla metà gara, grazie al gioco dei pit-stop, è costretta ad inseguire non solo la Porsche 911 RSR di Makowiecki e le due Aston di Rees – che segue da presso l’ex compagno di squadra – e Mucke, ma anche l’altra F458 di Davide Rigon.

Aston torna padrona ancora in GTE-Am con Paul Dalla Lana davanti alla Porsche Prospeed, seconda nonostante un paio di contatti, l’ultimo con la Ferrari di Gianluca Roda, ed il relativo drive-through. L’altra Vantage assegnata all’equipaggio danese neocampione di categoria, ha invece scontato un drive-through per aver tagliato la curva 2 in un testa a testa proprio con l’altra entry di Banbury, cui va aggiunto un testacoda di David Heinemeier-Hansson.

Purtroppo sembra durare molto poco la gara di Emerson Fittipaldi, fermo lungo il circuito con la sua F458 arancio-giallo-verde per poi raggiungere lentamente i box, in cui stazionerà per circa 30 giri. Penalità invece per la entry dell’8Star per un’irregolarità al pit-stop.

Nessuna traccia di pioggia frattanto, nonostante la foerte umidità, anzi splende ora un magnifico sole sul circuito paulista.

Piero Lonardo

La classifica dopo la terza ora di gara


Stop&Go Communcation

Lotta a tre in GTE-Pro. Emmo, pochi giri poi il ko

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/11/start_GT.jpg WEC – Interlagos, Half: Porsche resiste ma Toyota pressa