Barth Hayden, il vulcanico boss del Team Rebellion, ha rilasciato un’intervista in cui espone a ruota libera le proprie idee sul WEC e in particolare sul ruolo dei team privati nella classe regina, la LM P1.

Quanto miglioreranno i recenti cambiamenti nell’Equivalence of Technology (EoT) miglioreranno il passo delle Rebellion R-One ?

“I cambiamenti annunciati dall’Endurance Committee dopo la 24 Ore di Le Mans permetteranno alle Rebellion di togliere altri 10 kg di zavorra e di utilizzare un serbatoio più capiente. Questi cambiamenti però sono piccola cosa rispetto agli aggiustamenti pre-Le Mans allorquando siamo stati in grado di togliere 40kg dalle macchine. Abbiamo visto un miglioramento nei tempi sul giro di circa 2” a Le Mans, ma nei circuiti più corti una riduzione di soli 10 kg farà molta differenza.”

Pensa che questi cambiamenti avvicineranno il passo delle LMP1-L a quello delle LMP1-H?

“No.”

Le R-One riceveranno degli updates per la tappa di Austin del WEC o per le gare seguenti ?

“La Rebellion sta lavorando con l’Oreca per portare alcune migliorie aerodinamiche ad Austin. Non ci saranno più grossi updates alle macchine dopo di questi, solo piccoli affinamenti per affinare le prestazioni.”

Da Austin dovrete competere in LMP1-L con la nuova Lotus LMP1: siete fiduciosi ?

“Non puoi mai sapere come andranno le tue macchine nei confronti di un competitor fino a che non saranno entrambi sulla stessa pista nello stesso momento. Abbiamo fatto così tanti test con le R-One, e ora conosceremo come hanno lavorato loro e dove noi potremo migliorare. La Lotus avrà solo pochi km sulle spalle, e questo sarà sicuramente uno svantaggio per loro. Noi siamo capaci di tirare fuori il massimo dalle nostre macchine e la competizione sarà un incentivo extra.”

Dall’inizio della stagione la competizione è stata limitata ad una battaglia fra le due macchine del team: come cambierà la vostra strategia di gara l’arrivo della Lotus LMP1 ?

“Non cambierà nulla perché non ci stiamo misurando solo contro il nostro competitor in LMP1-L, ma stiamo cercando di correre contro le macchine ufficiali. Il nostro obiettivo è portare la Rebellion R-One più vicino possibile alla testa dello schieramento. Corriamo nella categoria top perché vogliamo avere una chance per vincere. Non ci stiamo concentrando solo per essere la migliore LMP1-L, ma per essere più competitivi possibili così da massimizzare le possibilità di ottenere un giorno la vittoria assoluta.”

Come vede il futuro della categoria LMP1-L?

“E’ una buona cosa che la Lotus si unisca alla LMP1-L e speriamo che anche altri competitors si uniscano. La competizione rende le corse interessanti e se le regole possono mettere i privati nella stessa gara con i team ufficiali, è una buona cosa per entrambi. Ci deve essere un posto per i privati che non dispongono di auto ibride. Le tecnologie utilizzate dai costruttori per fornire la potenza ibrida sono piuttosto esclusive e fuori dalla portata di un team privato. Applausi alla FIA e all’ACO per aver dato ai costruttori l’opportunità di sviluppare tecnologie ibride così complesse, ma i privati non devono essere dimenticati. Abbiamo bisogno di assistenza e se questo supporto arriverà, il numero dei privati in queste corse aumenterà.”

Una sorta di manifesto questo, non il primo, da parte del patron del team svizzero, nei confronti di una federazione che a parole si è sempre dimostrata pro-privati – lo stesso presidente dell’ACO, Pierre Fillon, ha espresso i medesimi concetti durante il weekend di Spa, allorquando la Rebellion R-One ha mosso i primi passi – ma che all’atto pratico continua a non permettere una reale equivalenza tra costruttori e privati in LM P1, nonostante i notevoli investimenti da metter in campo anche solo per partecipare.

Piero Lonardo


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