Cieli tersi e nessuna minaccia di pioggia per una volta al Fuji per io start della 6 Ore WEC.

Allo start, Oliver Jarvis dalla pole con l’Audi #8 ritarda fino all’ultimo momento l’accelerazione e l’Audi riesce a passare al comando alla prima curva nonostante l’attacco di Mark Webber, alla terz’ultima apparizione sulla Porsche 919 Hybrid #1.

Non partono benisismo le Toyota, con Kamui Kobayashi che cede la terza piazza a Benoit Treluyer e l’Audi #7 e Kazuki Nakajima che chiude inizialmente lo schieramento delle LM P1 ibride, dietro anche la Porsche di Romain Dumas, tormentata da diversi problemi tecnici per tutto il weekend, salvo riprendersi la quinta piazza dopo pochi metri.

Il testa a testa fra le due LM P1 private vede Dominik Kraihamer mantenere la posizione su Pierre Kaffer, mentre in LM P2 Will Stevens sull’Oreca del G-Drive mantiene il comando ottenuto dalla pole su Nicolas Lapierre e l’Alpine leader in classifica. Roberto Merhi e l’Oreca Manor #44 tengono dietro Antonio Giovinazzi con la prima delle Ligier dell’Extreme Speed, Vitaly Petrov partito a razzo dalle retrovie, e Filipe Albuquerque con la Ligier battente bandiera messicana dell’RGR by Morand.

Il deb Alex Lynn con l’Oreca Manor #45 va largo e tocca la seconda Alpine e per questa manovra verrà sanzionato successivamente con un drive-through, che verrà scontato solo dopo una lunghissima sosta per le riparazioni.

In GTE-Pro, è Harry Tincknell a prendere il comando sulla Ford GT gemella di Olivier Pla, così come Gianmaria Bruni parte in modalità full-attack sul teammate Sam Bird. A seguire le due Aston Martin nelle mani di Nicki Thiim e Richie Stanwaay e la Porsche di Michael Christensen.

Aston invece in testa in GTE-Am con Pedro Lamy, mentre dietro Ricky Taylor ha inizialmente la meglio con la Corvette Larbre su Emmanuel Collard e la Ferrari AF Corse leader del campionato, che si riprenderà la piazza d’onore circa 10 giri dopo.

Presto problemi per l’Audi #7 che, dopo aver insidiato Webber per la seconda piazza, perde rapidamente posizioni ed è costretta ai box per una sosta che durerà ben 55 giri dopo aver eliminato tutto il sistema ibrido. Dopo mezz’ora Kobayashi assume il ruolo di major contender dell’Audi di testa passando la Porsche #1.

Tra le LM P2 invece, presto una bella lotta a tre per la seconda piazza tra Lapierre, Albuquerque e Giovinazzi si risolve a favore del portoghese, ma il primo giro di pit complicherà tutto e dietro Stevens, sono Roberto Merhi e Jonny Kane con la Gibson Strakka ad occupare la top three.

Stèphane Richelmi, subentrato a Lapierre, riesce a riportarsi alle spalle del battistrada e, dopo una lunga rimonta, Giedo van der Garde, ora al volante della Ligier ESM #30, e Ricardo Gonzalez al terzo di gara sono nuovamente nella top five della categoria, dietro Roman Rusinov, che dopo due soste conta un vantaggio di 12” sull’Oreca Manor di Richard Bradley, il quale nel frattempo ha guadagnato la seconda piazza sull’Alpine #36.

Davanti Lucas di Grassi, dopo due ore, conduce con l’Audi meglio piazzata in classifica generale con circa 3” di vantaggio su Mike Conway e la Toyota #6 e di 21” sulla Porsche campione del mondo, ora con Brendon Hartley al volante. Più lontani Sebastien Buemi con la seconda Toyota e Neel Jani con la Porsche #2. Tra le LM P1 private la Rebellion mantiene un giro di vantaggio sulla CLM del ByKolles.

Posizioni cristallizzate in GTE-Pro, con le due Ford imprendibili ed Andy Priaulx a precedere Stefan Mucke. P3 provvisoria, grazie al pit-stop anticipato del teammate Gianmaria Bruni, per la Ferrari #71 di Davide Rigon, mentre Paul Dalla Lana con l’Aston Martin che porta i segni della battaglia sul diffusore posteriore conduce in scioltezza in GTE-Am su Francois Perrodo e la F458 AF Corse e la Porsche del KCMG con Christian Ried.

Da segnalare infine il contatto che ha visto coinvolte le altre due 911 RSR dell’Abu-Dhabi Proton e del Gulf Racing UK, in lotta per la terza piazza alla curva 1 dopo circa 90’ di gara. Entrambe le vetture hanno potuto riprendere, anche se la #88 ha subito una foratura.

Piero Lonardo

La classifica alla seconda ora di gara


Stop&Go Communcation

G-Drive, Ford ed Aston Martin imprendibili in LM P2, GTE-Pro ed Am

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/10/Start_gd.jpg WEC – Fuji, Start: L’Audi “giusta” al comando