Ritorna il WEC dopo la trasferta americana per il sesto round, in Giappone, per la 6 Ore del Fuji. Nella prima giornata due sessioni di prove libere di un’ora e mezza ciascuna.

Nella mattinata, su pista asciutta, fa notizia il violento crash dell’Audi R18 e-tron quattro di Loic Duval, a causa di una incomprensione con l’Aston Martin GTE-Am di Kristian Poulsen. Sessione interrotta e miglior tempo per l’altra e-tron quattro di Benoit Treluyer con 1.28.348. Bene le Toyota TS030-Hybrid (ricordiamo che al Fuji ne sono iscritte due) con Anthony Davidson e Sebastien Buemi a 3 e 4 decimi rispettivamente dalle ibride tedesche. Ottimo il nostro Andrea Belicchi, al ritorno sulla Lola Rebellion, a soli 2” dalla vetta.

Nel pomeriggio, sempre in condizioni favorevoli, Duval riprende la vettura incidentata, riparata come sempre a tempo di record, e come ad Austin si invola sull’1.27.333 davanti al compagno di squadra Marcel Fassler. Le Toyota rimangono a contatto, con Stephane Sarrazin capace di scendere, anche se di poco, sotto l’1’28”.

In LM P2 continua il dominio di Mike Conway e dell’Oreca G-Drive, che nel pomeriggio segna 1.32.662, lasciando la concorrenza, sotto forma della Zytek iscritta dal Greaves Motorsport per il team Gainer International, a ben 6 decimi con lo svedese Bjorn Wirdheim.

In GTE-Pro, le Aston Martin ovviamente non risentono sul giro singolo delle nuove limitazioni imposte dalla FIA al loro serbatoio, così Frederic Makowiecki e Richie Stanaway si permettono di dare 6 decimi a Giancarlo Fisichella e alla Ferrari F458 AF Corse e alla Porsche Manthey di Marc Lieb.

Tra le GTE-Am infine, ottime prestazioni delle Porsche Proton e IMSA Matmut di Paolo Ruberti e Jean-Karl Vernay.

Nella notte italiana le ultime libere e le qualifiche.

Piero Lonardo

La classifica delle libere-1

La classifica delle libere-2


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