Toyota ritorna alla vittoria nel World Endurance Championship trionfando nella gara di casa, la 6 Ore del Fuji.

Kamui Kobayashi, Stephane Sarrazin e Mike Conway hanno condotto una gara attenta, concretizzata da due mosse fondamentali: la prima dal sorpasso del giapponese sulla Porsche #1 e molto più tardi, a 45’ dalla fine, nell’ultimo pit-stop, che ha portato il piccolo samurai davanti di 11” all’Audi di Loic Duval, il quale aveva rifornito poco prima montando gomme nuove.

Il francese ha cercato di tirare fuori il meglio dalla R18 2016, segnando in questa fase anche il giro più veloce in gara e portandosi fino a 1”5 dal battistrada. Peccato per Duval, di Grassi e Jarvis, autori di una gara perfetta e senza sbavature, ma la casa giapponese al calare della sera può salutare il proprio pubblico con una vittoria dopo le sfortune di Spa e soprattutto Le Mans.

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Per la prima volta si sono visti i tre costruttori lottare effettivamente alla pari, senza le alchimie della classica della Sarthe con i suoi lunghi rettilinei, come non accadeva da ormai due anni. Paradossalmente sottotono le Porsche, con la 919 Hybrid #1 del pensionando Mark Webber, Brendon Hartley e Timo Bernhard sul terzo gradino del podio e la #2 pur sempre leader del campionato, addirittura P5 dopo 240′ di forti vibrazioni che hanno compromesso la gara di Dumas e soci, nonostante un muso cambiato in corsa. Nel mezzo l’altra Toyota di Anthony Davidson, Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima, ultima a terminare nel giro dei primi.

Peggio è andata all’Audi #7, che dopo un’ottima partenza si è ritrovata presto ai box per un notevole problema al sistema ibrido. La crew del Dr.Ullrich ha effettuato un’operazione chirurgica per rimuovere le parti danneggiate ma poco dopo la direzione gara ha freddato gli animi della casa dei 4 cerchi dichiarando la vettura non omologabile per il risultato finale, costringendola così, senza più motivazioni, al ritiro prematuro.

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Tra le LM P1 private, gara senza storia e titolo conquistato anticipatamente dalla Rebellion, dopo che la ByKolles ha ceduto ancora una volta le armi anzitempo.

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Gara quanto mai avvicente e combattuta anche tra le LM P2. Anche qui la strategia ha giocato un ruolo determinante e alla fine la W va all’Oreca del G-Drive di Alex Brundle, Roman Rusinov e del sostituto di lusso Will Stevens, che non ha fatto rimpiangere Renè Rast, impegnato nel DTM. L’equipaggio battente bandiera russa ha giocato sulle sette soste così come la Ligier dell’RGR by Morand, terminata a soli 1”4.

Determinante il sorpasso a 5’ dalla fine da parte di Will Stevens su Bruno Senna, incaricati dell’ultimo stint. Le gomme usate della Ligier, grazie alle quali il team di Benoit Morand aveva costruito un piccolo gap nell’ultimo pit, non hanno potuto contenere lo strapotere dell’inglese, cui un primo sorpasso – avvenuto effettivamente aldilà della riga bianca a fianco del rettilineo – è stato contestato dalla direzione gara, costringendo l’ex-Manor a ripetersi alcuni minuti più tardi.

Terza piazza per i capolista dell’Alpine Signatech #36, Nicolas Lapierre, Stephane Richelmi e Gustavo Menezes. Proprio lo statunitense si è distinto poco dopo la metà gara per un lungo e appassionante duello  con l’Oreca Manor di Richard Bradley, che alla fine terminerà solo in P7.

Podio sfiorato alla prima partecipazione per il nostro Antonio Giovinazzi, che con Giedo van der Garde e Sean Gelael si è piazzato, nonostante un primo pit-stop disastroso ed una penalità di stop&hold+20” rimediato alla seconda sosta per speeding in pitlane, davanti ai più esperti compagni di squadra al volante dell’altra Ligier ESM.

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Primo successo effettivo del Ford Chip Ganassi Team UK nel WEC in GTE-Pro culminato addirittura in una doppietta, con la GT #67 di Andy Priaulx ed Harry Tincknell sulla vettura di Olivier Pla e Stefan Mucke. Determinante per il risultato il sorpasso alla partenza operato dall’equipaggio inglese e, nella seconda parte di gara, il testacoda senza conseguenze di Pla, che ha allungato il gap fra le due Ford GT.

A seguire le due Ferrari 488 GTE di AF Corse, con Gianmaria Bruni e James Calado presto davanti ai compagni di squadra Davide Rigon e Sam Bird. Il distacco di 41” e 49” rispettivamente dai battistrada racconta dello strapotere odierno delle macchine di Detroit sul resto del lotto, con le Aston Martin che pagano 1 giro, e la Porsche del Dempsey-Proton che ha addirittura dovuto subire 2 doppiaggi pur senza soffrire specifiche noie tecniche, a riprova di un BoP non propriamente definito.

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In GTE-Am invece quarta vittoria, seconda consecutiva, per l’Aston Martin di Paul Dalla Lana, Mathias Lauda e Pedro Lamy. La Vantage #98 si è permessa di dare un giro, grazie anche all’ennesima penalità scontata in pitlane, alla seconda classificata, la Ferrari F458 AF Corse di Francois Perrodo, Emmanuel Collard e Rui Aguas, che mantengono comunque la testa della classifica, con 33 punti di vantaggio sugli alfieri della Aston.

Gradino basso del podio quest’oggi per la Porsche del KCMG di Joel Camathias, Wolf Henzler e Christian Ried, a 2 giri.

In classifica generale, Porsche “vede” ormai il titolo assoluto fra i costruttori, mentre Lieb, Jani e Dumas vedono ridurre il proprio vantaggio sui secondi, ora l’equipaggio della Toyota #6, a 23 punti, con Di Grassi e c. più indietro a -28,5 punti.

Tra le LM P2, l’equipaggio dell’Alpine Signatech #36 perde solo qualche lunghezza nei confronti degli alfieri dell’RGR by Morand (171 contro 133), ma mantiene intatte le aspettative di titolo di categoria.

In GTE-Pro infine la classifica più corta, con Marco Sorensen e Nicki Thiim che continuano a condurre di 10 punti su Davide Rigon e Sam Bird. A -15 Darren Turner e a -24 l’accoppiata della rossa #51. Ferrari nuovamente avanti nella classifica costruttori GT di 3 punti (236 contro 233) sulla Aston Martin.

L’appuntamento con il WEC è con la 6 Ore di Shanghai fra 3 settimane.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore del Fuji


Stop&Go Communcation

G-Drive, primo successo in LM P2. Doppietta Ford in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/10/Toy6.jpg WEC – Fuji, Finale: Toyota vendica Le Mans per 1”5