Corse come questa 6 Ore del Fuji riconciliano con il motorsport. La prima metà di gara, complici anche le condizioni meteo, da incorniciare, con i tre costruttori delle LM P1 a darsi battaglia alla nuovamente alla pari.

Dopo il vantaggio iniziale delle Audi R18 e-tron quattro, con le Toyota poco dietro, è stata la volta delle 919 Hybrid, che poco dopo il terzo di gara si sono impossessate della leadership con Romain Dumas e la #18, mentre prima Mark Webber e poi Brendon Hartley dovevano accodarsi a Marcel Fassler ed Andrè Lotterer.

Alla metà gara, grazie anche ad un cambio gomme insolitamente d’azzardo per il team del Dr.Ullrich, finalmente si riforma l’accoppiata di testa delle 919 Hybrid che, grazie ad un passo di gara tornato stratosferico porteranno a termine l’opera senza particolari patemi, se non un drive-through comminato alla #18, ininfluente ai fini del risultato.

Sul gradino più alto del podio salgono per la terza volta di fila Mark Webber, Timo Bernhard e Brendon Hartley, agevolati nel sorpasso finale da Neel Jani, che con Marc Lieb e Romain Dumas ha ancora una volta condiviso l’abitacolo della 919 Hybrid #18. Manovra in fotocopia in casa Audi, che così limita lo svantaggio in classifica piloti ad un solo punto per Andrè Lotterer, Benoit Treluyer e Marcel Fassler.

Reb12

Torna alla vittoria fra i privati il Team Rebellion con Mathias Beche e Nicolas Prost. A parte lo spin iniziale di dietro la safety car ed un drive-through per sorpasso con bandiere gialle del pilota svizzero, gara perfetta per l’equipaggio della #12, che con questa vittoria interrompe la striscia vincente del team ByKolles, con Pierre Kaffer e Simon Trummer terminati a 4 giri, e allunga nel trofeo, anche sui compagni di squadra Alexander Imperatori, Daniel Abt e Dominik Kraihamer, costretti invece ancora una volta ad una gara calvario.

Bella come non mai anche la battaglia fra le LM P2, con l’Oreca 05-Nissan dei capolista del KCMG protagonista nel bene e nel male. Entusiasmante la rimonta di Nick Tandy nelle fasi iniziali fino alla leadership, mantenuta da Matthew Howson ma perduta senza colpa da Richard Bradley in un finale convulso che ha visto il pilota inglese andare ai ferri corti con entrambe le Ligier JS P2 del G-Drive.

Crash2

Crash1

Si iniziava a 38’ dalla fine con un primo contatto di Bradley con il poi vincitore Roman Rusinov a 38’. La rimozione dei relativi detriti comportava una Full Course Yellow che regalava un ultimo pit in tranquillità alla #26, che poteva così mantenere il comando fino al termine della gara, proprio mentre l’entry di Hong Kong aveva appena effettuato la propria sosta in regime di corsa libera. La sosta portava Bradley in P3, davanti all’altra Ligier di Gustavo Yacaman, quarto ad un giro di ritardo, che a sua volta lo faceva girare, procurando una foratura.

Scherzo del destino, a causa della nuova fermata, dopo qualche minuto i due si ritrovavano nella medesima situazione, ed il pilota colombiano non riusciva a fare di meglio che buttare fuori l’incolpevole Bradley e così appropriarsi del gradino più basso del podio, alle spalle della Alpine Signatech di Vincent Capillaire, Paul-Loup Chatin e Nelson Panciatici. La direzione gara al momento non ha ancora intrapreso azioni contro l’equipaggio della Ligier #28, ma Yacaman è stato chiamato in direzione gara.

Con questo risultato, il team G-Drive e Roman Rusinov, Julien Canal e Sam Bird tornano a condurre in classifica generale con 12 punti di vantaggio sul team KCMG, Richard Bradley e Matthew Howson.

UPDATE: La direzione gara ha ascoltato sia Bradley che Yacaman e ha ritenuto il pilota inglese colpevole di aver difeso con troppa veemenza la propria posizione. La classifica finale è stata così confermata.

UPDATE-2: Nuove prove portate dal Team KCMG alla direzione gara hanno portato a riconsiderare la posizione del pilota inglese, inizialmente ammonito per il contatto nel finale di gara. I delegati tecnici dovranno pertanto redigere un nuovo rapporto che verrà considerato in funzione del prossimo appuntamento del WEC.

Ferr51

Gianmaria Bruni e Toni Vilander tornano al successo dopo Silverstone con la Ferrari F458 di AF Corse. La leadership, ereditata alla metà di gara dai compagni di squadra James Calado e Davide Rigon, non è stata più in discussione per tutto il resto della gara, nonostante il pressing delle due Porsche 911, altrettanto efficaci sulla performance singola, ma costrette ad una sosta in più. Stupenda battaglia finale tra il neocampione USCC Patrick Pilet e James Calado, che ha privato negli ultimi minuti di gara di una doppietta finale il team di Amato Ferrari.

In classifica generale, Ferrari torna avanti di 13 punti sulla casa di Stoccarda, mentre fra i piloti Richard Lietz, oggi quarto, mantiene il comando con 110 punti contro l’accoppiata AF Corse, separata da mezzo punto.

Demps

Primo successo infine fra le GTE-Am per Patrick Dempsey ed il team che porta il suo nome. Marco Seefred e Patrick Long hanno tratto il meglio dalle condizioni miste del circuito nella seconda fase di gara e, complici un paio di soste extra della Ferrari dell’SMP Racing, hanno avuto la meglio per 17” sull’Aston Martin di Pedro Lamy, Paul Dalla Lana e Mathias Lauda. Come sempre in questa categoria, la differenza l’hanno fatta i gentlemen, e la decisione di far terminare la gara al robusto pilota canadese forse ha pesato oltremodo sul risultato finale, ampiamente deciso dai due “pro” in precedenza.

Alla fine solo terza piazza per la prima delle Ferrari, la #83 di Rui Aguas, Emmanuel Collard e Francois Perrodo, davanti alla Corvette Larbre di Paolo Ruberti, Andrea Roda e Nicolai Sylvest, e addirittura sesta posizione per Bertolini e soci, che mantengono comunque il comando in classifica generale con 140 punti contro 111 di Rui Aguas e c.

Prossimo appuntamento con il WEC fra tre settimane a Shanghai.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore del Fuji


Stop&Go Communcation

Ferrari ed AF Corse nuovamente al top in GTE-Pro. Dempsey-Proton, prima vittoria. Veleni tra G-Drive e KCMG

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/10/Porsches.jpg WEC – Fuji, Finale: Porsche inarrivabile!