Non sono passati nemmeno due giorni dal Prologue WEC del Paul Ricard che affiorano le prime indiscrezioni sulle modifiche alle equivalenze tra LM P1 ibride e non.

E’ infatti notizia di oggi che la direzione tecnica della serie FIA avrebbe l’intenzione di bloccare l’aerodinamica delle P1 private sino alla 24 Ore di Le Mans, ufficialmente allo scopo di prevenire sorprese in vista del massimo appuntamento della “Super-Season”. Mentre alle LM P1 ibride sono concessi due soli tipi di aerokit a stagione, questa regola non è prevista per i privati, che potenzialmente potrebbero sviluppare modifiche aerodinamiche in funzione di ogni gara.

Più facile invece che questa sia una mossa per tranquillizzare Toyota, che con la strategia adottata durante i test collettivi ha posto in evidenza l’aspetto dell’equivalenza fra motori ibridi ed endotermici.

I due prototipi giapponesi nella prima parte del test, precisamente sino a venerdì alle 17, hanno corso senza restrizioni di equivalenza, sbaragliando la concorrenza delle altre LM P1. La deroga è stata autorizzata dai vertici WEC, ma della cosa si è appreso solo al termine della kermesse provenzale.

Questo spiega peraltro, a posteriori, anche la lunga sosta, l’unica di una certa durata, della TS050-Hybrid #7, incaricata del test di durata, allo scadere della seconda sessione collettiva.

I tempi ottenuti nella fase seguente sono risultati invece meno “stellari” della miglior prestazione assoluta di 1.32.662, rispettivamente 1.38.371 per Sebastien Buemi sulla #7 e 1.38.666 per Mike Conway sulla #8, con tempi medi sull’1’39”-1’40”, che in termini di mera prestazione velocistica porrebbero le due Toyota in terz’ultima posizione nella lista dei tempi dei test tra le LM P1, davanti solo alla seconda Ginetta, il cui shakedown è avvenuto proprio in pista, e alla BR1 a motore Zytek del DragonSpeed.

Senza contare che le nuove LM P1: BR, Rebellion e Ginetta, non potranno che migliorare nel corso della “Super-Season”.

Una potenziale brutta gatta da pelare quindi per il WEC e per l’ACO che, come i più lungimiranti avevano ipotizzato, potrebbe aver concesso più del necessario ai team privati. Si attende comunque l’Equivalence of Technology (EoT) per il round iniziale di Spa-Francorchamps, che dovrebbe essere diffuso a breve.

Revisione quasi sicura anche per il Balance of Performance delle due categorie GT, apparso decisamente errato a favore delle Porsche, sia in GTE-Pro che, in minor misura, in GTE-Am.

Chi invece non ha più problemi di EoT è la Porsche 919 Hybrid. Il prototipo di Stoccarda, vincitore delle ultime tre edizioni del WEC, è stato protagonista lunedì di un’impresa sensazionale.

Nell’ambito del “919 Tribute Tour”, il campione del mondo 2016 Neel Jani ha battuto il record assoluto del tracciato di Spa-Francorchamps col tempo di 1.41.770, circa 8 decimi meglio della pole segnata lo scorso anno da Lewis Hamilton con la Mercedes di F1.

Per permettere a Jani di compiere l’impresa, alla 919 Hybrid, denominata “Evo”, stati eliminati tutti i vincoli di equivalenza tecnologica, lasciando il sistema ibrido libero di erogare circa 8,5 MJ, mentre il V4 può ora contare ben 720 HP; in pratica circa 1160 HP complessivi rispetto ai circa 900 utilizzati sulla pista belga nel 2017.

Oltre ciò, una dieta che ha portato ad un risparmio di circa 39 kg ed alcune componenti, sia meccaniche che aerodinamiche, pensate per la stagione corrente ma che non vedranno mai la bandiera a scacchi.

Prossima tappa per la 919 Hybrid Evo, la mitica Nordschleife, dove, in occasione della 24 Ore del Nurburgring, il 12 maggio prossimo si attenterà al record di 6.11.13 ottenuto da Stefan Bellof nel 1983 con la Porsche 956 Gruppo C.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Intanto Porsche fa il record assoluto a Spa

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/04/PL57809-1024x682.jpg WEC – E’ già suspense per le equivalenze in LM P1